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Uganda

Confini e territorio: Confina a Nord con il Sudan, a Est con il Kenya, a Sud con la Tanzania,a Sud-Ovest con il Ruanda e a Ovest con la Repubblica Democratica del Congo. Forma di Governo.Repubblica. Superficie 241 551 kmq .Popolazione 29 230 000 ab( stima 2008) Capitale Kampala 1 420 000 ab( stima 2007).
 
Parti in conflitto: Lord’s Resistance Army(LRA), milizia guidata da Joseph Kony, e l’ esercito ugandese. Il Lord’s Resistance Army sino al 2005 ha goduto del sostegno del governo sudanese in funzione antiugandese,così come l’Uganda ha sostenuto i ribelli del Sudan People Liberation Army(SPLA).Il governo ugandese riceve armi da Stati Uniti,Cina, Bulgaria e Russia.
 
Vittime: Il conflitto ha causato la morte di seicentomila persone, oltre un milione e mezzo di profughi,mentre almeno una ventimila bambini di entrambi i sessi sono stati rapiti per farne bambini-soldato e schiave sessuali[1].
 
Origini crisi.
 
Protettorato britannico dal 1894, l’Uganda divenne indipendente il 9 Ottobre 1962. L’Uganda  tra il 1888 e il 1893 attraversò numerose crisi,causate da conflitti tra gruppi etnici e dalla  spartizione religiosa fra cattolici e protestanti[2]. Il Primo ministro Milton Obote assunse, il 15 Aprile 1966, la presidenza, prima riservata a Mutesa II, leader del gruppo etnico più numeroso del paese ( i buganda). Obote instaurò un regime e cercò di introdurre una versione nazionale del socialismo. Nel 1971,il generale Idì Amin Dada, musulmano e originario del nord-ovest, istituì una dittatura corrotta e tirannica che rafforzò i corpi militari e la politica nazionalista attraverso l’ espulsione della comunità indiana.[3]
Inoltre, la decisione di attaccare la Tanzania portò al collasso, nel 1979, della dittatura. Amin Dada,  nonostante l’appoggio militare della Libia, venne sconfitto e l’ ex Primo ministro Obote, dopo una travagliata transizione, tornò al potere. Obote riuscì a ottenere un notevole sostegno, sia da parte dei paesi occidentali, che da quelli del blocco comunista. Tuttavia, come già precedentemente,  Milton Obote non fu in grado di integrare i diversi gruppi etnici ( circa quaranta) del paese, e le sue misure economiche, secondo le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale, resero ancora più accentuate le ostilità. Il 25 Gennaio 1986, Yoweri Museveni, leader del Movimento di Resistenza Nazionale (NMR), si autoproclamò presidente. L’azione politica di Museveni, nonostante i gravi problemi economici degli anni Ottanta, portò l’ Uganda ad avere uno dei tassi di crescita più alti dell’ Africa. Nel 1994, fu eletta un’Assemblea costituente, composta da un gran numero di gruppi politici, che decise di non istituire un sistema multipartitico prima del Duemila.[4]
Sempre nel 1986 il Nord dell’ Uganda vide contrapporsi vari gruppi armati e il governo di Kampala.I movimenti ribelli ugandesi formarono il People’s Democratic Army (UPDA). Nel 1989 un giovane predicatore cattolico, Joseph Kony, organizzò un movimento armato di ispirazione cristiana,il Lord’s Resistance Army, per dare alla popolazione Acholi,gruppo etnico del nord,  la propria terra e governare l’Uganda secondo i dettami dell’Antico Testamento.
Le origini di questa ventennale guerra fra il movimenti ribelle e l’ esercito ugandese sono riconducibili alla politica coloniale britannica che utilizzò (“divide et impera”) le differenze etniche e le divisioni tra le regioni meridionali e quelle settentrionali per imporre la propria presenza .
 
Situazione attuale.
 
Nonostante la conclusione dei negoziati di pace nel 2008, non è stato siglato alcun accordo di pace tra il governo ugandese e il movimento ribelle capeggiato da Joseph Kony. Sono stati evidenziati scarsi progressi rispetto ad alcuni temi inerenti al processo di pace: disarmo,riconciliazione, attribuzione di responsabilità.[5] Le ferite lasciate dalla guerra civile,una tra le più violente e sanguinose del continente africano, sono molto profonde. Basti riflettere sulla condizione dei bambini costretti alle armi. Vittime del movimento di Joseph Kony, ma anche dell’ esercito ugandese e delle fazioni militari sue alleate.[6]Non è stata istruita alcuna struttura governativa per indagare sulla violazione dei diritti umani commessi durante la guerra civile né sono stati realizzati sistemi di indennizzi per aiutare le vittime e i sopravvissuti a ricostruire le loro vite.Circa 2 milioni di persone hanno lasciato i propri villaggi per vivere,in pessime condizioni,in campi sfollati.Cibo e acqua sono scarsi e l’ assistenza scolastica e sanitaria quasi inesistente.
Tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009, il Lord’s Resistance Army ha commesso uccisioni e rapimenti di centinaia di civili, nella Repubblica Democratica del Congo, nella Repubblica Centrafricana e nel Sudan del Sud.
 Lo scorso 11 Luglio, a Kampala, tre esplosioni hanno causato 76 morti e 65 feriti. La milizia somala Al Shabaab ha rivendicato gli attentati. L’Uganda è sta colpita poiché 2.700 soldati ugandesi, dal 2007, sono presenti in Somalia nel quadro della missione di pace Amisom ( Unione Africana e Nazioni Unite) che protegge il governo di transizione somalo.[7]
 
Cronologia degli eventi.
 
1894. Inizio dell’espansione inglese verso il sud del Paese. Riunificazione di tutti i territori dell’odierno Uganda sotto un unico protettorato.
1962.Proclamazione dell’indipendenza.
1966.Milton Obote,leader del partito Uganda People’s Congress (UNC), diviene presidente della Repubblica.
1971.Un colpo di Stato militare,guidato dal generale Idi Amin Dada, estromette Obote dalla presidenza della Repubblica.
1979. Milton Obote, in esilio in Tanzania, organizza una spedizione militare contro Amin Dada,composta da reparti della Tanzania. Amin Dada viene sconfitto e trova riparo in Libia.
1980.Il 10 Dicembre si svolgono le elezioni politiche. Netto trionfo del partito dell’UNC e ritorno alla presidenza di Obote.
1986. Il National Resistance Army di Yoweri Museveni occupa la capitale Kampala.
 Nel Nord dell’Uganda inizia il conflitto che oppone il movimento ribelle di Joseph Kony, il Lord’s Resistance Army e le forze militari governative.
2005. La Corte penale internazionale (ICC) emette mandati di cattura per cinque leader,tra i quali Joseph Kony, del gruppo Lord’s Resistance Army. Sono accusati di crimini contro l’ umanità e crimini di guerra commessi in Uganda dal Luglio 2002.
2006. Il 26 Agosto il governo e il movimento LRA accettano il cessate il fuoco. Il 23 Febbraio Yoweri Museveni,attuale presidente, viene rieletto per la terza volta con il 59,28% dei voti, in virtù della legge abrogativa che poneva il divieto di essere rieletti per un terzo mandato esecutivo.
2007. Il presidente Museveni decide,senza consultare il Parlamento, di inviare i soldati ugandesi a Mogadiscio per sostenere il governo di transizione somalo.
2008. Nel mese di Febbraio viene fissato un incontro a Juba,in Sudan, per la firma dell’accordo tra il governo ugandese e i ribelli dell’LRA. Joseph Kony diserta la cerimonia e accusa il governo di non aver mantenuto l’impegno di far ritirare alla Corte penale internazionale il mandato di cattura nei suoi confronti.
2010. L’11Luglio, a Kampala, una triplice esplosione provoca la morte di 76 persone e65 feriti.La milizia somala Al Shabaab ha rivendicato gli attentati.
2011. Le elezioni presidenziali e legislative del 18 Febbraio hanno confermato il presidente Yoweri Museveni, al potere da 24 anni, con il 68,38% delle preferenze alla guida del paese.
2013. 18 Settembre. 160.000 insegnanti della scuola pubblica scioperano e reclamano una giusta retribuzione ed un adeguato finanziamento all'istruzione.

2016. 18 Febbraio. Elezioni presidenziali. Yoweri Museveni, con il 60% delle preferenze, rimarrà presidente fino al 2021. Kissa Besgye, principale avversario del presidente Museveni, ha raccolto il 30% dei voti.
 
Fonti:Amnesty International, Sezione Italiana, Rapporto Annuale 2010; Atlante De Agostini 2010, Istituto Geografico De Agostini ,Novara,2009; Dizionario di Storia del’900 ( a cura di Jan Palmowski), Il Saggiatore,Milano,1998; Dizionario di storia e geopolitica ( a cura di Serge Cordellier) del XX secolo, Bruno Mondadori, Milano, 2001; Internazionale, Luglio 2010.N.855-Anno 17, www.internazionale.it ; Istituto di Ricerche Internazionali, Archivio Disarmo, “Guerre e conflitti nel mondo”,2008,www.archiviodisarmo.it

Per saperne di più: Habari, portale degli studi africani ( Università di Bordeaux), www.africa.u-bordeaux.fr ; Integrated Regional Information Networks, www.irinnews.org ; Stefano Bellucci, Storia delle guerre africane. Dalla fine del colonialismo al neoliberismo globale, Carocci, Roma,2007; filmografia: The last King of Scotland, film di Kevin Macdonald, Gran Bretagna, 2006.
 
[1]AA.VV,Istituto di Ricerche Internazionali, Archivio Disarmo, “Guerre e conflitti nel mondo”,2008,p.2
[2]S.Cordellier,Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo, Bruno Mondatori, Milano,2001, p.808
[3]J.Palmowski,Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore,Milano,1998,p.711:”Dopo il 1900 le autorità britanniche importarono molta manodopera di origine indiana per lavorare alla costruzione della line ferroviaria tra il Lago Vittoria e la costa dell’ Oceano Indiano: così si stabilì nel paese una rilevante comunità che si impose rapidamente specie nel settore del commercio”.
[4]AA.VV,Atlante De Agostini 2010, Istituto Geografico De Agostini, Novara,2009,p.1068:”Il sistema elettorale multipartitico, bocciato nel 2000, è stato introdotto col referendum del 30-VII-2005”.
[5]AA.VV,Amnesty International, Sezione Italiana, Rapporto Annuale 2010, http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/Uganda
[6]AA.VV,Istituto di Ricerche internazionali, Archivio Disarmo, “Guerre e conflitti nel mondo”,2008, p.4: “ Anche l’esercito è stato accusato di aver commesso atrocità contro i civili inermi.Oltre al numero dei deceduti per i combattimenti,bisogna considerare anche i morti causati dalla minor disponibilità di cure mediche e sanitarie,così come l’ impossibilità o quasi di accedere a servizi basilari”.
[7] AA.VV,Internazionale,16-22 Luglio 2010 N.855-Anno 17,p.20

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