Redazione Lapaco

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Libia

Confini e territorio. Confina a Est con l’Egitto,a Sud Est con il Sudan, a Sud con il Ciad e il Niger, a Ovest con l’Algeria, a Nord Ovest con la Tunisia e si affaccia a Nord al Mar Mediterraneo.

Forma di Governo. Repubblica socialista. Superficie 1 775 500 kmq. Popolazione 6 419 900 ab.(stima 2009). Capitale Tripoli 2 188 000 ab.(2006).
 
Origini crisi.
Tripolitania,Pirenaica e Fezzan, le tre regioni costitutive del paese fecero parte dell’Impero ottomano dal 1551 al 1911. Con la guerra italo-turca le tre regioni furono conquistate dall’Italia.
Nel 1939 la Libia divenne una provincia italiana e- durante il secondo conflitto mondiale- il paese venne sottoposto,nel Settembre 1943, al regime militare della Gran Bretagna.
Al termine della conflitto mondiale, una risoluzione delle Nazioni Unite nel 1951 dichiarò la Libia indipendente.[1]
La Libia fu governata dall’emiro Idris al Sanussi I. Il re, Idris I ,ottenne ingenti aiuti da parte della Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, in cambio le due nazioni ottennero concessioni per basi militari. Nel 1959 con la scoperta di ricchi giacimenti petroliferi sul suo territorio, la Libia legò il suo sviluppo economico al supporto tecnico e agli investimenti di capitali inglesi e statunitensi[2]. Inoltre il re decise di modernizzare lo stato: abolì la struttura federale e favorì l’emancipazione femminile.
Cominciò a manifestarsi una opposizione,intellettuali e studenti, contro le politiche del governo di re Idris.Nel 1967 il conflitto arabo-israeliano accentuò le istanze nazionaliste e accellerò la crisi della monarchia. Il 31 Agosto 1969 un gruppo di giovani militari rovesciò la monarchia con un colpo di stato e proclamò la Repubblica araba di Libia. Il colonnello al-Gheddafi si attribuì,senza ricoprire alcuna carica pubblica, il potere supremo quale “guida della Rivoluzione”.Gheddafi nazionalizzò le compagnie petrolifere straniere e le banche,instaurò un sistema sanitario gratuito e organizzò un vasto sistema scolastico[3]. Contemporaneamente il colonnello abolì elezioni e partiti politici. Nel Marzo 1977, con la riforma costituzionale la Libia assunse il nome di “Jamahiriya araba libica socialista” ( significa “potere delle masse”).
Il socialismo libico,in senso anticapitalista e anticomunista, incoraggiò Gheddafi a sostenere le organizzazioni terroristiche che combattevano le nazioni arabe filoccidentali: Libano,Egitto e Ciad. Questa linea politica fu contrastata dagli Stati Uniti che decisero, nell’Aprile del 1986, di avviare un attacco aereo su Tripoli. Il fallimentare intervento in Ciad ( la Libia rivendicò dal 1973 al 1987, la parte nord del paese, ricca di uranio) negli anni Ottanta e il crescente isolamento sul piano delle relazioni internazionali, convinsero il colonnello a cambiare linea politica. Ritirò i militari dal Ciad ( nel 1987), sospese il sostegno alle attività terroristiche( le Nazioni Unite,nel 1992,riconobbero alla Libia la responsabilità di due attentati terroristici- dove persero la vita 440 persone-commessi nel 1979 contro un aereo francese che precipitò sopra il Ciad, e nel 1988 contro un aereo statunitense che precipitò a Lockerbie,in Scozia.)  e condannò l’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein. Tutto ciò non impressionò gli Stati Uniti e la Gran Bretagna che convinsero l’ONU a varare delle sanzioni economiche contro la Libia. Gheddafi si rifiutò di estradare( cosa che poi fece nel 1999) i due agenti libici sospettati di essere i responsabili dell’attentato all’aereo statunitense nel cielo di Lockerbie.[4]
Nel 2003 la Libia si impegnò, con una lettera indirizzata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a non prendere parte direttamente o indirettamente alla attuazione di azioni terroristiche internazionali e dichiarò di voler risarcire i familiari delle vittime dell’attentato di Lockerbie[5]. Questa politica della distensione con i paesi occidentali portò alla revoca (nel biennio 2003-2004) delle sanzioni che furono inflitte alla Libia dall’Unione Europea,dal Consiglio di Sicurezza e dagli Stati Uniti.
Nella stessa strategia politica la Libia riprese i rapporti con l’Italia- principale partner commerciale- e il 31 Agosto 2008, a Bengasi,Libia e Italia firmarono il trattato bilaterale di amicizia, partenariato e cooperazione.
 
Situazione attuale.
Dalla metà di Febbraio in Libia si sono svolte numerose manifestazioni contro il regime di Gheddafi. Dopo le sollevazioni avvenute in Tunisia ed in Egitto, i manifestanti( in gran parte giovani. Metà della popolazione libica ha meno di 20 anni) hanno deciso di affrontare apertamente le forze militari e reclamare libertà, dignità e lavoro. Questa opposizione spontanea è concentrata principalmente in Cirenaica, al Nord-Est. A Bengasi,lo scorso 27 Febbraio si è costituito il Consiglio nazionale libico.Mustafa Add al Jalil,già ministro della giustizia con Gheddafi,è il presidente dell’organo politico degli oppositori. La Cirenaica non ha mai accettato la presa del potere di Gheddafi e non ha beneficiato della rendita petrolifera(la Libia ricava dal petrolio quasi il 90%del valore delle esportazioni).Gheddafi raccoglie consensi in Tripolitania,la parte occidentale della costa libica.
In Libia la situazione è diversa da quella di Egitto e Tunisia dove vi sono partiti politici,sindacati,istituzioni civili e culturali. Chi controlla gli apparati di sicurezza e amministrativi e le regioni ricche di petrolio sono alcune tribù : Meghara,Gueddafa eWarfala.[6]
Al momento è in atto una guerra civile in Libia. Da settimane si combatte senza interruzione. Secondo la Mezzaluna Rossa tunisina, alla frontiera di Ras Jdir( tra la Tunisia e la Libia) dal 20 Febbraio sono arrivati 100.000 profughi. Sono soprattutto egiziani,cinesi,eritrei,somali,vietnamiti e bengalesi.L’esercito di Gheddafi intende riprendere il controllo del territorio e isolare la Cirenaica,roccaforte degli insorti .Il colonnello dispone di aerei e di elicotteri che possono bombardare i centri dell’opposizione. Il quotidiano francese “Le Monde” ha riferito che centinaia di libici sono stati uccisi dalle milizie di Gheddafi[7].Tutte le notizie sono da verificare poiché si susseguono conferme e smentite e giungono per testimonianze indirette,per telefono ai diversi mass media.
Il 17 Marzo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato con dieci voti a favore,zero contrari e cinque astenuti ( tra i quali:Cina,Russia e Germania) la risoluzione 1973 che prevede la no fly zone ( zona di non volo e indica un territorio sopra il quale è vietata qualsiasi attività di volo)sulla Libia e il ricorso a tutte le misure necessarie- tranne un’invasione militare- per proteggere la popolazione civile dalle forze leali a Gheddafi. I Paesi impegnati in azioni attive sulla Libia,sulla base della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, sono: Francia,Gran Bretagna,Stati Uniti,Canada,Italia,Belgio e Qatar. Nel pomeriggio di Sabato 19 Marzo forze aeree francesi hanno dato inizio,dopo la falsa tregua annunciata da Gheddafi e la violazione del divieto di sorvolo, alle operazioni militari: colpiti carri armati,depositi di carburante e rendere impotente l’apparato militare di Gheddafi[8].Il ministero della salute libico ha comunicato che le operazioni militari dell’aviazione francese hanno provocato 64 morti.[9]La Lega Araba,che il 12 Marzo si è pronunciata a favore di una no fly zone, ha espresso perplessità in merito all’azione militare della coalizione internazionale.[10]
 
Cronologia degli eventi.
1551-1911. La Libia è parte dell’Impero ottomano.
1911. Sbarco italiano a Bendasi (il 18 Ottobre) e conquista della Libia.
1939. Diviene una provincia italiana.
1951. Le Nazioni Unite dichiarano la Libia indipendente e Idris al Sanassi diviene re del Regno unito di Libia. L’indipendenza viene proclamata il 24 Dicembre.
1959. Scoperta di importanti giacimenti petroliferi.
1969. Il 31 Agosto un gruppo di giovani militari, gli Ufficiali liberi, depone il re Idris I e proclama la Repubblica Araba di Libia.
1977. Entra in vigore una nuova Costituzione e la Libia assume la denominazione di Jamahiriya. I principi della Costituzione si basano sul Libro verde (pubblicato nel 1973) di Gheddafi.
1986. Nella notte del 15 Aprile gli Stati Uniti decidono di reagire alle azioni terroristiche libiche con 70 cacciabombardieri che colpiscono Tripoli e Bengasi.Muoiono 37 persone mesi, 98 feriti,tutti civili.
1992. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU imputa alla Libia la responsabilità di due sanguinosi attentati terroristici commessi nel 1979 e nel 1988.
1994. La Corte internazionale di giustizia dell’Aia attribuisce definitivamente al Ciad la striscia di frontiera di Aozou,occupata dal 1973 dalla Libia.
1993. Viene estesa l’applicazione della legge islamica in campo penale e civile.
2003. Le Nazioni Unite rimuovono l’embargo commerciale che era stato imposto a Tripoli dopo l’attentato libico contro un locale pubblico in Germania nel 1986.
2004. La Libia firma il protocollo del Trattato di non proliferazione nucleare(Tnp).
2008. Libia e Italia siglano il Trattato di Amicizia. Con il Trattato l’Italia promette alla Libia cinque miliardi di dollari nell’arco di vent’anni come risarcimento per il suo passato coloniale. La Libia riserverà all’Italia contratti energetici,nelle infrastrutture e nella difesa.
2010. Il 2 Giugno la Libia chiude gli uffici delle Nazioni Unite di Tripoli, che si occupavano di assistere i migranti respinti dai paesi europei.
2011. Dal 17 Febbraio in Libia vige un conflitto tra le forze militari fedeli a Gheddafi e un fronte di insorti. Le rivolte avvenute in Tunisia e in Egitto hanno contribuito a sollevare quella parte di popolo stanca del regime di Gheddafi.Il 27 Febbraio il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite adotta misure,risoluzione 1970, contro Gheddafi: embargo sulla vendita di armi e congelamento dei beni della famiglia del leader libico.
Nella notte tra Lunedì 9 e Martedì 10 Maggio vi sono state otto incursione aeree della Nato contro il quartier generale di Gheddafi a Tripoli e la sede della tv al Jamahiriya.Sempre Lunedì 9 Maggio, Valerie Amos, sottosegretaria alle Nazioni Unite, ha fatto il punto della situazione umanitaria in Libia dall'inizio del conflitto: 750 mila profughi, mancanza di cibo, medicine e acqua potabile. Le forze anti Gheddafi rimangono ferme a Misurata e l'operazione militare della Nato non riesce, allo stato attuale, a determinare la partenza di Gheddafi e un reale cessate il fuoco.
La Corte Penale internazionale, il tribunale delle Nazioni Unite con sede all'Aja, ha emesso, Lunedì 27 Giugno, un mandato di cattura per crimini contro l'umanità a carico del colonnello Gheddafi, di suo figlio Saif al Islam e del capo dei servizi segreti libici Abdullah al-Senussi. Dopo cento giorni di raid ( 4.804)effettuati dalla NATO il regime di Gheddafi tiene in mano la popolazione.( Fonte: A.Bonanni, Crimini contro l'umanità arrestate il Colonnello, La Repubblica, Martedì 28 Giugno 2011, p.35).
Giovedì 20 Ottobre. Il colonnello Gheddafi viene catturato e poi ucciso a Sirte.Il 22 Novembre Abderahim el-Kib é stato eletto primo ministro del Governo. Il nuovo esecutivo dovrà stabilizzare il paese ed proclamare la elezione di una Costituente.
2012: Il Consiglio nazionale di transizione(CNT) ha passato i poteri all'Assemblea nazionale eletta il 7 Luglio.Nell'Assemblea saranno presenti: con 39 seggi i moderati delle forze nazionali e, con 17 seggi, il movimento Giustizia e Costituzione.
2013. Mercoledì 26 Giugno, Abu Sahmain,rappresentante della minoranza berbera, é stato eletto presidente dell'Assemblea nazionale( equivalente a capo dello Stato provvisorio). Sahmain ha ricevuto 96 voti a favore su 184 elettori.
 
Fonti: AA.VV,Agenzia ANSA, www.ansa.it , 20 Marzo 2011; AA.VV,Atlante De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini Novara,2010; AA.VV, Au coeur du chaos, Jeune Afrique n 2616 du 27 Février au 6Mars 2011,p.27; AA.VV, Faut-il intervenir contre le Colonel Kadhafi?, Le Monde,67 année- n 2056,Dimanche 6 Mars 2011,p.1 ; E.Di Nolfo,L’Europa delle nazioni e il risiko africano,Il Messaggero,Domenica 20 Marzo 2011,p.1 ; J.Palmowski,Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore,1998; N.Ronzitti, Il Trattato Italia-Libia di Amicizia,Partenariato Cooperazione,Istituto Affari Internazionali,Gennaio 2009, www.iai.it  
 
Per saperne di più: A.Del Boca, Gheddafi:una sfida dal deserto,Economica Laterza,2010; B.Monika, Libia felix, Mondadori,2008;E.Fabrizio, Petrolio,cammelli e finanza. Cent’anni di storia ed affari tra Italia e Libia, Fuoco Edizioni,2010; AA.VV, La Libia brucia,Internazionale,23 Febbraio/3 Marzo 2011 n.886 Anno 18, pp.20-33.

Filmografia: The lion of desert, di M.Akkad,1981.

 


[1]J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore, 1998,p.403
[2]AA.VV, Nuova Enciclopedia Universale,Garzanti,1998,p.836
[3]AA.VV,Atlante De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini,Novara,2010,p.750
[4]J.Palmowski,Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore,1998,p.403
[5]N.Ronzitti,Il Trattato Italia-Libia di Amicizia,Partenariato e Cooperazione,Istituto Affari Internazionali,Gennaio 2009, pp.2-3
[6]AA.VV,Au coeur du chaos,Jeune Afrique n.2616 , du 27 Février au 6 Mars 2011,p.27
[7]AA.VV,Faut-il intervenir contre le colonel Kadhafi?,Le Monde,67 année -n 20565,Dimanche 6 Mars 2011,p.1
[8]E. Di Nolfo, L’Europa delle nazioni e il risiko africano,Il Messaggero,Domenica 20 Marzo 2011,p.1
[9]AA.VV,Gheddafi accusa:”L’Italia ci ha tradito”,Agenzia ANSA, www.ansa.it ,20 Marzo 2011.
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Sri Lanka

Parti in Conflitto: Sri Lanka, Tigri di liberazione del Tamil Eelam
 
Origine del Conflitto:
Fin dall’indipendenza dello Sri Lanka nel 1948, la maggioranza cingalese (73% della popolazione ) ha utilizzato la sua preponderanza numerica per monopolizzare le istituzioni a spese delle minoranze tamil (12% ) e musulmana (7% ), che si trovano pesantemente discriminate. A partire dagli anni ’70, questo stato di cose provoca la formazione di gruppi militanti tamil. Un attentato di uno di questi gruppi ad una unità dell’esercito cingalese dà il via a pesanti pogrom contro i tamil in tutto lo Sri Lanka, che il governo non è in grado di fermare. Il bilancio dei massacri sarà infine di oltre mille morti e decine di migliaia di rifugiati. Questi eventi aumenteranno enormemente il bacino di reclutamento dei gruppi guerriglieri tamil, tra i quali emergerà a metà degli anni ottanta il movimento delle Tirgi di liberazione del Tamil Eelam (Liberation Tigers of Tamil Eelam, LTTE). L’LTTE, che ha per obbiettivo la costituzione di uno stato tamil indipendente, impegna il governo cingalese in un conflitto ventennale scandito da attentati e operazioni militari di vasta scala. Numerosi tentativi negoziali falliscono, così come l’intervento di una forza di pace indiana che si trova presto in diretto conflitto con le tigri ed è costretta al ritiro (1987 - 1990). Al culmine del loro successo, le tigri tamil arrivano a controllare numerose province del nord e dell’est del paese. A fare le spese del ventennale conflitto sono naturalmente le popolazioni civli, sia quella tamil che quella cingalese (le tigri, infatti, non esitano a colpire con attentati le principali città dello Sri Lanka). Non esistano dati ufficiali e le stime disponibili variano in modo considerevole, ma è possibile azzardare circa 50-70 mila morti e intorno a 400 mila rifugiati nel corso dei venti anni di conflitto. Entrambe le parti sono state accusate (molto probabilmente a ragione) di grossolane violazioni dei diritti umani.

Situazione Attuale e Prospettive Future

A partire dal 2006 il governo cingalese ha definitivamente abbandonato la ricerca di una pacificazione del conflitto. La maggiore collaborazione della comunità internazionale (in particolare nel congelamento dei fondi esteri tamil) e la crescita esponenziale del bilancio della difesa dello Sri Lanka a partire dal 2005 hanno permesso al governo cingalese di combattere da una posizione di forza. Le diverse offensive dell’esercito hanno progressivamente ridotto le zone in mano al LTTE, fino a quando le forze armate cingalesi sono riuscite a prendere il controllo della principale base tamil, la città di Lillinochchi (aprile 2009). Pochi mesi dopo il governo ha annunciato la morte del leader tamil Prabachanda e la fine del conflitto. E’ molto probabile che la militanza tamil, a parte gruppi isolati di guerriglieri, sia stata effettivamente debellata come forza combattente. Ora rimane però da vedere come lo Sri Lanka sarà in grado di gestire le fasi successive al conflitto. Due saranno i nodi principali da affrontare. Da un lato, sarà necessario riportare alla normalità ampie zone del paese sconvolte da 20 anni di guerra civile, con tutte le conseguenze che questo comporta (spopolamento, distruzione del tessuto sociale e dell’economia locale, mancanza di legittimità del governo centrale). Dall’altro, Colombo dovrà riuscire in qualche modo a soddisfare le legittime aspirazioni dei tamil, concedendo una certa misura di autogoverno/autonomia politica alle zone in maggioranza tamil. Il successo delle istituzioni in questi compiti sarà determinate per evitare una recrudescenza del conflitto e garantire la riconciliazione e la normalizzazione dello Sri Lanka.

Cronologia degli Eventi

1948 – Indipendenza dello Sri Lanka dall’impero britannico 1956 – Il cingalese è dichiarato lingua ufficiale dello Sri Lanka

1971
– Nascita del Fronte di liberazione del popolo cingalese e delle prime formazioni militanti tamil

1972
– La nuova costituzione assegna al buddismo un ruolo rilevante nello stato

1983
– Un attacco tamil all’esercito suscita un’ondata di violenza da parte dei cingalesi contro la popolazione civile tamil (più di 1000 morti)

1983-85
– Le tigri di liberazione del tamil eelam (LTTE) assumono controllo della lotta tamil ed iniziano un’offensiva contro il governo

1987
– Arrivo del contingente di peacekeepers indiani, che si trova subito coinvolto nella lotta contro le tigri tamil

1990
– Ritiro delle forze indiane

1991
– Attentatori suicidi tamil uccidono il premier indiano Rajiv Gandhi…

1993
- ..e quello cingalese Ranasinghe Premadasa

1994-95
– Fallisce l’ultimo tentativo negoziale

2000-01
– L’LTTE conquista ampie zone nel nord del paese 2002-03 - Accordo per il cessate il fuoco

2006-07
– Violenta offensiva militare del governo: alte perdite per l’esercito e per le tigri, l’esercito riconquista gran parte delle province in mano delle tigri

2009-
aprile – L’esercito conquista la “capitale” dei tamil, Killinochchi 2009, maggio – il governo cingalese dichiara vittoria. Il leader tamil Prabachanda e gran parte dei comandanti vengono uccisi.

2010-
Il presidente in carica, M.Rajapaksa, ha vinto le elezioni presidenziali del 26 Gennaio battendo il generale S.Fonseka, l'artefice della vittoria del 2009 contro i ribelli tamil.

 


 
2013. Human Rights Watch, il 16 Febbraio, ha presentato il documento inerente alle forme di violenza sessuale, tra il 2006 e il 2012, attuate dall'esercito nei confronti di persone vicine alle Tigri dell'Ltte.

-aprile- Il Governo dello Sri Lanka chiede alle Nazioni Unite di non rendere pubblico il rapporto su crimini di guerra commessi dalle autorità governative e dal movimento Tamil nel corso del conflitto che ha insanguinato il paese asiatico.

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Tunisia

Confini e territorio: La Tunisia a Nord e a Est si affaccia sul Mediterraneo.Confina a Sud con la Libia e a Ovest con l’ Algeria.Forma di Governo: Repubblica.
Superficie: 164150 kmq.
Popolazione: 10.326000ab( stima 2008).
Capitale: Tunisi 746000ab (2007).
Origini.
Regione soggetta all’ impero ottomano dal 1574, diventò protettorato francese nel 1881. Dopo la prima guerra mondiale emerse un movimento nazionalista che reclamò una maggiore partecipazione nella gestione del paese. Il movimento influenzò le èlites musulmane ed ebbe la capacità di elaborare punti di convergenza tra borghesia delle città e popolazioni rurali.Nel 1934  Habib Bourguiba costituì il Partito Neo Destur.Il partito divenne il principale oppositore del governo coloniale francese e Bourguiba ricevette un vasto appoggio popolare come leader carismatico.Dopo un decennio di forte tensioni, nel 1954, il primo ministro francese Pierre Mendès-France concesse l’ autonomia interna alla Tunisia. Nel 1956 fece seguito l’ indipendenza.
La Repubblica tunisina venne proclamata il 25 Luglio 1957 e Bourguiba diventò primo ministro dopo l’ indipendenza e presidente nel 1957.Nel 1975 Bourguiba fu nominato presidente a vita e tenne la presidenza sino al 1987. Occorre riconoscere al padre dell’indipendenza una notevole preveggenza in politica estera e il merito di aver promulgato leggi che offrirono una condizione di emancipazione alle donne. Diritti concernenti il divorzio per mutuo consenso e l’ eliminazione della poligamia.Allo stesso tempo Bourguiba avviò l’ opera di laicizzazione dello stato, indebolendo il ruolo delle autorità religiose.Intraprese la creazione di un’ amministrazione moderna e rese obbligatoria la scolarizzazione.
Nel 1987 le cattive condizioni di salute del presidente Bourguiba  portarono alla presidenza della Repubblica tunisina il generale Zin el Abdin Ben Ali .Egli  conservò la linea politica di Bourguiba. Dalla condizione giuridica della donna tunisina alle riforme in campo economico. In politica estera si accentuò il ruolo della Tunisia quale paese importante nell’opera di costruzione di un’ area di pace e stabilità nel Mediterraneo. Nel 1989 la Tunisia partecipò alla costruzione dell’Unione del Maghreb Arabo( di cui fanno parte:Marocco, Mauritania,Algeria e Libia). All’inizio degli anni Novanta la Tunisia conobbe una fase di attacchi terroristici integralisti che furono repressi dalle autorità governative.


Crisi attuale.
Il 25 ottobre 2009 il presidente Ben Ali è stato rieletto per il quinto mandato presidenziale.La società tunisina appare caratterizzata dalla stabilità politica.Una società che non presenta disuguaglianze estreme tra le diverse classi sociali.BenAli sì è dimostrato attento a controllare la liberalizzazione politica per arginare il diffondersi del fondamentalismo islamico.Tuttavia vige un forte controllo sulle libertà di espressione e di associazione. La Tunisia cura buoni rapporti con i paesi occidentali e rafforza le relazioni a livello regionale negli organismi di cui fa parte.Una linea moderata e non allineata nelle relazioni internazionali.Il Paese Nordafricano partecipa al processo di pace in Medio Oriente, dichiarandosi favorevole a una soluzione di compromesso del conflitto israelo-palestinese, che a diverse missioni delle Nazioni Unite: in Cambogia, Namibia,Ruanda e Burundi. L’ accordo di associazione con l’Unione Europea e il “Trade and Investment Framework Agreement” con gli Stati Uniti rappresentano l’ asse portante della politica estera del Paese. La crisi globale ha iniziato a colpire la Tunisia in particolare per la diminuzione della domanda nei mercati europei, che sono il principale sbocco delle esportazioni. I notevoli investimenti realizzati negli ultimi anni stanno riducendo l’ analfabetismo e promuovendo i settori della ricerca tecnologica e del terziario avanzato.Il turismo fornisce il 20% delle entrate valutarie del paese.Basti pensare al patrimonio archeologico e culturale dall’ epoca fenicia e romana alle vestigia islamiche( ad esempio: Cartagine, il Museo del Bardo con la più grande collezione al mondo di mosaici romani, il Colosseo di El Jem e la quarta città santa dell’Islam,  Kheirouan.

Cronologia degli Eventi:
1881. Protettorato francese.

1907. Il predominio francese suscita il progressivo affermarsi di idee nazionalistiche e di aspirazioni
all’indipendenza.

1934. Costituzione del Partito Neo Destur, da parte di Habib Bourguiba.

1954. Il governo francese, guidato da Mendès-France, riconosce l’ autonomi interna della Tunisia
Dopo un periodo di agitazioni.

1956. Proclamazione della Indipendenza (20 Marzo) e affidamento della guida del governo a
Bourguiba.

1957. Proclamazione della Repubblica, con Bourguiba alla presidenza.

1959. Promulgazione della Costituzione( 1 Giugno).

1964. Trasformazione del Partito Neo Destur in Partito Socialista Desturiano.

1975. Bourguiba viene nominato  Presidente a vita della Repubblica tunisina.

1987. Succede a Bourguiba il generale Zin el Abdin Ben Ali.

1989. Partecipa alla costruzione dell’ Unione del Maghreb Arabo.

1995. Patto di associazione Unione Europea-Tunisia(17 Febbraio).

2005. La Tunisia ospita l’ edizione del Summit Mondiale per le Telecomunicazioni, (WSIS), delle
Nazioni Unite.

2008.Il 1 Gennaio la Tunisia entra nella zona di libero scambio con l’Unione Europea ( primo paese
dell’ area mediterranea).

2009. Il presidente Ben Ali vince le elezioni presidenziali.

2010.Nella regione di Sidi Bouzid il suicidio di un giovane disoccupato provoca una reazione popolare contro il governo,contro la disoccupazione e il carovita.La sollevazione popolare si estende fino alla capitale.

2011.Il 14 Gennaio,dopo un mese di scontri e di dure proteste della popolazione, il presidente Ben Ali fugge in Arabia Saudita. Secondo le Nazioni Unite le vittime degli scontri tra polizia e manifestanti,dal 17Dicembre scorso,sono più di 100.Il 17 Gennaio il Primo ministro,Mohammed Ghannouchi, annuncia il governo di unità nazionale,a cui aderiscono rappresentanti dell'opposizione.Il 18 Gennaio quattro ministri, di cui tre del sindacato Ugtt, si ritirano dal governo.Le manifestazioni popolari proseguono. Il governo è accusato di essere troppo contiguo a Ben Ali.Il 26 Gennaio la giustizia tunisina emette un mandato d'arresto nei confronti di Ben Ali e di sua moglie Leila Trabelsi. L'accusa è di appropriazione indebita di beni mobili e immobili e di trasferimenti illegali di capitali all'estero.Il 27 Febbraio il Primo ministro Ghannouchi si dimette dopo giorni di proteste a Tunisi.Beji Caid Sebsi, già ministro degli esteri con Bourguiba, sarà il capo del governo fino alle elezioni di Luglio.il 2 Marzo si annuncia la liberazione di tutti i prigionieri politici.
Le prime elezioni del dopo Ben Ali avranno luogo il prossimo 16 Ottobre, e non il 24 Luglio come inizialmente previsto.Le elezioni consentiranno di formare l'Assemblea Costituente, che redigerà le legge fondamentale della III Repubblica tunisina. Il 20 Giugno l'ex presidente Ben Ali e la moglie Leila Trabelsi sono stati condannati in contumacia a 35 anni di prigione e a pagare 91 milioni di dinari tunisini( 45 milioni di euro) per appropriazione di fondi pubblici e furto.
Le elezioni di Domenica 23 Ottobre confermano la vittoria del Partito islamicoo Ennhada, tra il 35 e il 40% di voti ricevuti. Una parte della popolazione tunisina( tantissimi hanno partecipato alle elezioni) accusa il Partito islamico di aver comprato i voti e teme una presenza autoritaria della religione nella vita politica e sociale.
 
2012: (14 Ottobre). La coalizione parlamentare al potere ha stabilito che il 23 Giugno 2013 si svolgeranno le elezioni presidenziali e legislative.
2013: (6 Febbraio). Manifestazioni pubbliche nel Paese a seguito della uccisione di Chokri Belaid, leader del movimento di opposizione.
Si accentua la crisi all'interno della compagine del Governo di Tunisi.Jebali, primo ministro, ha annunciato- il 19 Febbraio- le prorie dimissioni  dopo l'esito negativo della sua iniziativa per dare vita ad un governo tecnico.(25 Febbraio).Alì Laarayedh, già Ministro dell'Interno, ha ricevuto l'incarico di formare un nuovo Governo.
Il 25 Luglio Mohammed Brahmi,esponente dell'Assemblea Costituente( formazione poitica laica) é stato ucciso fuori dalla sua abitazione.(Lunedì 30 Settembre). Il Partito Ennahda ha annunciato che il Governo si dimetterà dopo aver concluso il confronto con i movimenti di opposizione. Tra sei mesi il Paese sarà chiamato alle elezioni.
2015: 18 Marzo: Le forze di sicurezza di Tunisi hanno neutralizzato i tre terroristi che hanno attaccato il Museo Nazionale del Bardo. All'interno del Museo erano presenti numerosi turisti stranieri. Tra le vittime ventiquattro persone - 17 turisti, di cui due italiani, due terroristi e un agente delle forze di sicurezza di Tunisi. Venerdì 26 Giugno: Azione militare- rivendicata dallo Stato Islamico-  a due strutture alberghiere di Sousse. 39 vittime, in gran parte turisti stranieri, tra le quali un attentatore.
 
Fonti: AA.VV,Atlante De Agostini 2010,Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2009,pp.1041-1043; S.Cordellier, Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo,Bruno Mondadori,2001, pp.796-798; J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore, Milano, 1998, p.706; AA.VV,
Pianeta 2000,Atlante Mondiale Geografico Storico Economico Istituzionale, Cremona,1992, Vol.II, pp.223-224; PeaceReporter, http://www.peacereporter.net
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Università degli Studi di Roma Tre, corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Scienze politiche per la cooperazione e lo sviluppo, http://scienzepolitiche.uniroma3.it/blog/archives/821

Università degli Studi di Roma - “La Sapienza”, corso di laurea triennale interfacoltà, Corso di Laurea in Cooperazione Internazionale e Sviluppo, http://www.coris.uniroma1.it/allegati/manifesto2014.pdf

Libera Università Maria Ss. Assunta- Roma, corso di laurea magistrale, Corso di Laurea in Relazioni internazionali, http://www.lumsa.it/didattica_dipartimenti_scieclinpol_magistrali_lm52

Università degli Studi di Milano, corso di laurea triennale, Scienze sociali per la globalizzazione, http://www.cosp.unimi.it/offerta_didattica/B22.htm

Università Cattolica del Sacro Cuore- Milano, corso di laurea magistrale, Corso di laurea in Politiche per la cooperazione internazionale allo sviluppo, http://www.unicatt.it/offerta-formativa-corsi-di-laurea-magistrale#scienze_politiche_e_sociali

Università degli Studi di Siena 1240, corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Scienze politiche e internazionali, http://www.unisi.it/ugov/degree/1967

Università degli Studi di Torino, corso di laureatriennale,Corso di Laurea in Scienze Internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione, http://www.didattica-cps.unito.it/do/home.pl/View?doc=corsi_di_studio/SISCO_scienze_intern_sviluppo_coop/presentazione.html

Università degli Studi di Bergamo, corso di laurea magistrale, Corso di Laurea in Diritti dell'Uomo ed etica della Cooperazione, http://www.unibg.it/struttura/strutturasm.asp?cerca=LS-DUECI

Università degli Studi di Trento, corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Studi Internazionali, http://web.unitn.it/sociologia/6503/studi-internazionali

Università degli Studi del Salento, master di I livello, Master in Mediazione linguistica e interculturale in materia di Immigrazione e Asilo, http://www.unisalento.it/c/document_library/get_file?uuid=2ce65fe3-ca04-4c8c-b7bb-a6785daea644&groupId=10122

Università degli Studi di Palermo, corso di laurea triennale,Corso di Laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale, http://portale.unipa.it/dipartimenti/seas/cds/sviluppoeconomicoecooperazioneinternazionale2133?pagina=pianodistudi

Università Ca'Foscari- Venezia, corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Lingue, culture e società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea,

http://www.unive.it/pag/1055/

Università degli Studi di Trieste, corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, http://www.units.it/didattica/offerta/?corso=SP01

Università degli Studi di Chieti,  corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Lingue straniere per l'Impresa e la Cooperazione Internazionale,  http://192.167.92.194/Sel_calend_wa.asp?cod_gruppo=44

Università degli Studi di Napoli- “L'Orientale” , corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, http://www.unior.it/ateneo/9138/1/scienze-politiche-e-relazioni-internazionali.html

Università degli Studi di Catania, corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Lingue per la cooperazione internazionale, http://www.disum.unict.it/Didattica/Programmidellannoaccedemico2014-2015/Corsidilaureamagistrale/%20Lingueperlacooperazioneinternazionale#overlay-context=Didattica/Programmidellannoaccedemico2014-2015/Corsidilaureamagistrale

Università degli Studi di Bari -“Aldo Moro”, corso di laurea triennale,Corso di Laurea in Relazioni Internazionali,  http://www.uniba.it/didattica/2013-2014/relazioni-internazionali

 

Università degli Studi di Bologna, corso di laurea magistrale, Corso di Laurea in Cooperazione internazionale, tutela dei diritti umani e dei beni etno-culturali,  http://www.scienzepolitiche.unibo.it/it/corsi/corsi-di-studio

Università degli Studi di Padova, corso di laurea triennale, Corso di Laurea in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Diritti Umani,  http://www.scipol.unipd.it/generico.aspx?id=4&idsub1=41&idsub2=36

Università degli Studi di Macerata, corso di laurea triennale,Corso di Laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali,  http://spocri.unimc.it/it/didattica/offerta-didattica/corsi-di-laurea

Università degli Studi di Pisa,  corso di laurea triennale,Corso di Laurea in Scienze per la Pace: Cooperazione Internazionale e trasformazione dei conflitti, http://www.unipi.it/index.php/lauree/corso/10588

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