Contributi ed Approfondimenti

Contributi ed Approfondimenti (334)

Testimonianze sul campo/Colombia.

Testimonianze sul campo/Colombia.

Cari amici che mi seguite dall'Italia,

vi racconto che in questi ultimi mesi stiamo passando nel quartiere dove vivo una situazione piuttosto difficile.

Tra i mesi di maggio e giugno sono state uccise una trentina di persone nella zona che circonda la mia casa.

Ci siamo riuniti un gruppo di persone ,laici e religiosi impegnati nel quartiere e volevamo in un primo tempo organizzare una marcia per la vita. 

Quando abbiamo consultato la gente , abbiamo visto che sarebbe stato un fallimento perché la gente ha ragionevolmente paura di esporsi e molti ci hanno detto che non avrebbero partecipato.

Abbiamo quindi pensato ad una azione alternativa e si é deciso di organizzare una Messa, in piazza in ricordo di tutti coloro che erano stati assassinati, raccogliendo prima tutti i dati possibili sulle vittime che erano state uccise.

La celebrazione, che é stata ieri, é risultata molto bene.

 Presiedeva la Messa il parroco ed eravamo presenti 6 altri sacerdoti della zona, molte suore e circa 400 laici.. Si sono fatti presenti il sindaco, il colonnello della polizia, ed altre autoritá della zona.

Io ero incaricato di fare un discorsino di introduzione che spiegasse il senso di ció che stavamo per celebrare.

Ve lo traduco perché possiate capire l'ambiente che si sta vivendo.

 

"A nome di coloro che abbiamo organizzato questa celebrazione, do il benvenuto a tutte le persone che hanno voluto partecipare a questo momento di orazione comune.

Vi leggo alcune parole che abbiamo preparato insieme.

Ci racconta la Bibbia che quando Caino assassinó Abele,Dio lo chiamó e gli chiese: " Dov'é tuo fratello?"

Caino rispose:" Sono forse io il guardiano di mio fratello?"

Durante queste ultime settimane la stessa storia si é ripetuta varie volte in questo territorio.

In questi ultimi due mesi piú di 30 persone (la maggioranza di loro giovani)  son state assassinate  in questa zona.

La morte, le pistole ( in quel momento ho preso in mano una pistola di plastica e l'ho tenuta alzata fino quasi alla fine del mio intervento),il terrore,la paura stanno regnando in tutto questo settore.

Parecchie famiglie hanno abbandonato il quartiere impaurite.

Intanto gli assassini si nascondono come Caino e stanno forse preparando nuovi omicidi.

Nessuno vuole parlare di ció che sta succedendo.

Con molte difficoltá siamo riusciti a riunire foto e dati di alcune delle vittime, che vedete qui esposte davanti all'altare

(C'erano davati all'altare una trentina di quadretti con nomi,foto,luogo e data dell'omicidio che hanno impressionato molto i presenti per la loro quantitá,  di cui molti non erano coscienti.)

 

Oggi ci siamo riuniti innanzitutto per pregare per l'eterno riposo di tutte quelle vittime.

Ci siamo riuniti per accompagnare e animare  familiari e amici di coloro che son stati uccisi.

Ci siamo riuniti per chiedere a Dio che di nuovo interpelli i  Caini che hanno ucciso nel nostro quartiere: " Dov'é tuo fratello?" e li aiuti a convertirsi e a smettere di uccidere.

Siamo qui per chiedere a Dio che muova le forze dello stato a difendere il diritto alla vita non solo dei ricchi, dei grandi, dei famosi, delle persone in uniforme , ma anche della popolazione povera, dei quartieri marginali come il nostro.

Ci siamo riuniti perché tutti in qualche modo ci sentiamo responsabili, a causa della nostra paura e dei nostri silenzi, dell'omicidio di tanti nostri vicini.

Vogliamo chiedere perdono a Dio ed a loro per la loro morte e impegnarci a ( le seguenti tre linee le ho gridate)

-DIRE NO A NUOVI OMICIDI

-A DISTRUGGERE LE ARMI ( in quel momento ho preso la pistola con le due mani, l'ho spezzata in due,l'ho tirata al suolo e                                                                    pestata sotto i miei piedi)

-A SMETTERE DI USARE LA VIOLENZA PER RISOLVERE I NOSTRI PROBLEMI.

Uniamoci ora in preghiera, chiedendo a Dio che ci aiuti a costruire un territorio di pace."

 

La gente presente é stata molto contenta di ció che si é fatto.

Ora pensiamo di presentare i dati  raccolti a organismi di diritti umani nazionali e stranieri perché facciano pressione sullo stato perché é molto strano che dopo 30 omicidi non si senta parlare di nessuna persona arrestata o sospetta.

Chi ha interesse che tutto questo resti nel silenzio?

Sono molto contento che siamo riusciti a organizzare questa mobilitazione: accompagnateci con la vostra preghiera.

Un abbraccio a tutti voi

 

* Padre Francesco Nascimbene, Missionario comboniano in Colombia, è l'autore del contenuto.

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20 Giugno 2016, Giornata Mondiale del Rifugiato.

Il 20 Giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti.

Con la Giornata Mondiale del Rifugiato l’UNHCR, l' Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, vuole invitare il pubblico ad una riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.

 

Fonte:UNHCR,https://www.unhcr.it/cosa-facciamo/eventi-e-campagne/giornata-mondiale-del-rifugiato

Per saperne di più: Corriere della Sera, articolo a firma di Alessandra Coppola, Giornata del Rifugiato,i bambini perduti deella valle della Bekaa, http://www.corriere.it/esteri/16_giugno_18/06-esteri-testo-t2corriere-web-sezioni-896b8e6a-3577-11e6-8ef0-3c2327086418.shtml

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Istanbul/ Per la pace.Vertice umanitario mondiale.

Seimila partecipanti, tra cui cinquanta leader mondiali. Prende il via, Lunedì 23 maggio a Istanbul il primo vertice umanitario mondiale, voluto dal segretario generale dell’Onu, Ban-Ki-moon. Per due giorni, nella capitale turca si riuniranno rappresentanti di governi, agenzie per gli aiuti umanitari, comunità colpite, società civile e settore privato.

L’obiettivo ultimo della mobilitazione che ha portato al vertice è, in sostanza, tutelare l’umanità, mettendo in campo una cooperazione davvero mondiale. Dalle guerre più diverse ai disastri ambientali più dimenticati. Lo scopo è ambizioso e i piani di azione sono innumerevoli e complessi.

L’appello, che emerge già prima del summit, arriva anche alle religioni e nello stesso tempo è lanciato proprio dalle religioni. A Istanbul infatti ci sarà un dibattito speciale proprio sull’impegno delle confessioni religiose.

Ma anche i leader religiosi hanno un obiettivo preciso da raggiungere, lavorandoci molto. Ed è far sì che tutti si impegnino a giocare un ruolo nella battaglia contro i fondamentalismi.

Più in generale, da parte dei leader politici, è necessaria una doverosa assunzione di responsabilità affinché cooperazione faccia rima con riconciliazione, e perché l’impegno all’assistenza proceda di pari passo con un impegno serio per la pace.

Fonte: Articolo a firma di Fausta Speranza, Impegno per la pace, L' Osservatore Romano, 21 Maggio 2016, http://www.osservatoreromano.va/it/news/impegno-la-pace#sthash.SWeREIxd.dpuf

 

 

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Testimonianze sul campo/ Colombia.

Testimonianze sul campo/ Colombia.

Cari amici che mi accompagnate dall'Italia,

Questo pomeriggio sta piovendo forte e lo sta facendo da varie ore: le stradine super scoscese e non pavimentate del quartiere diventano ruscelli pieni di fango scivoloso, cosí che ho deciso ,invece di andare a visitare famiglie, di rinchiudermi in un centro di internet del quartiere e scrivere un po di lettere.

 

Sono giá nel decimo mese in questo quartiere e si cominciano a vedere i primi frutti della mia presenza e del mio lavoro pastorale.

Dopo le iniziative pre-natalizie che avevano avuto qualche successo, in febbraio ho proposto la formazione di una prima comunitá di adulti neri nel quartiere. Son giá dieci settimane che ci riuniamo ogni domenica .

Durante la settimana santa, son venuti a vivere con me tre laici ed una suora ed insieme a loro abbiamo visitato 140 famiglie nere di un quartiere a dieci minuti dalla mia casa e con la gente che ha risposto all' invito, abbiamo fatto alcuni incontri dai quali é nata la proposta di tentare una seconda comunitá in quel settore. 

Questa seconda é ancora ai primi passi e non si é ancora stabilizzata.

 

Nelle due comunitá  i partecipanti hanno proposto le seguenti attivitá:

   - Studio, riflessione,preghiera bíblica, a partire dalla realtá del popolo nero.

   - Studio della storia del popolo nero.

   - Formazione di un fondo comune per appoggiarsi uno con l'altro e per organizzare attivitá comunitarie.

   -Corso di inglese

   - Corso di artigianie

   - Recuperazione delle conoscenze tradizionali della medicina nera, attraverso orticelli nelle case.

Non tutte queste iniziative sono giá cominciate ma un po per volta si pensa di realizzarle.

 

Quindici giorni fa il padrone della casa che affitto mi ha chiesto di andar via perché pensa di tornare a vivere lí.

Cosí ho trovato un'altra casetta a 20 metri dall'anteriore,un po piú cara ed un po piu piccola e mi sono trasferito.

Vivo ancora da solo , ma la speranza che presto qualcuno venga a condividere la mia vita si sta facendo piú concreta e spero ,fra non molti mesi ,che nella  mia casa possa nascere una piccola comunitá di agenti di pastorale che scelgano una vita sobria ed un impegno di accompagnamento al popolo nero.

 

Il mio lavoro mattutino di vendita ambulante di latte di soia continua normalmente: é un po stancante per le condizioni di questo quartiere tutto salite e discese fangose peró riesco sempre a vendere il mio prodotto.

 

In queste settimane pasquali vivo la gioia del risorto che contemplo ogni notte nel silenzio della mia casetta, avvolto da coperte e babbucce e lo ringrazio per il privilegio di poter condividere da vicino la vita del popolo nero emigrato tra i marginati di questo quartiere.

 Gli chiedo ogni sera la capacitá di trasmettere  loro quella gioia  e la forza di camminare con entusiasmo nella  costruzione di un popolo nero unito,organizzato e impegnato in progetti di fraternitá.

Che il Risorto vi accompagni con quello stesso entusiasmo.

Un abbraccio a tutti voi

 

*Padre Franco Nascimbene, Missionario comboniano in Colombia, è l'autore del contenuto

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Festival dei Diritti Umani di Milano.

Il Festival dei Diritti Umani di Milano- da Martedi 3 a Domenica 8 Maggio 2016, Triennale di Milano- è alla sua prima edizione.
È organizzato da Reset-Diritti Umani, un’associazione non profit, nata a Milano nel 2015 per diffondere la conoscenza e la cultura dei diritti umani attraverso il Festival ed altre iniziative.
L’associazione è presieduta dall’avvocato del foro di Lugano, Paolo Bernasconi – da anni attivo sul fronte della difesa dei diritti umani. Segretario generale è Giancarlo Bosetti – direttore dei Reset-Dialogues On Civilizations. Tra i fondatori anche Piergaetano Marchetti – presidente della Fondazione Corriere della Sera, Francesco Micheli – già ideatore di MiTo – e Danilo De Biasio – ex direttore di Radio Popolare.

Comitato d’onore

Per garantire la qualità e l’indipendenza del proprio operato, l’associazione Reset-Diritti Umani ha nominato un Comitato d’Onore composto da accademici e intellettuali, protagonisti nel dibattito internazionale sui diritti umani.

Il Comitato d’Onore è composto da: Giuliano Amato, Bianca Beccalli, Paolo Bernasconi, Giancarlo Bosetti, Marina Calloni, Pierluigi Cerri, Don Luigi Ciotti, Danilo De Biasio, Alessandra Facchi, Silvio Ferrari, Alganesh Fessaha, Marcello Flores, Luciano Fontana, Nilufer Göle,  Lucia Gotti Venturato, Nouzha Guessous, Mohammed Haddad, Paolo Magri, Susanna Mantovani, Piergaetano Marchetti, Alberto Martinelli, Alberto Melloni, Francesco Micheli, Walter Moro, Gabriele Nissim, Olivier Roy, Michele Salvati, Salvatore Veca, Giulio Enea Vigevani, Michael Walzer.

Il Team

Comitato Coordinamento e Direzione: Paolo Bernasconi, Giancarlo Bosetti, Danilo De Biasio
Direttore esecutivo: Danilo De Biasio
Assistente di Direzione: Elisa Gianni
Segreteria amministrativa: Letizia Durante

Coordinamento Programma Documentari:Associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture
Coordinamento Programma Première: Vanessa Tonnini
Responsabile Speakers: Azzurra Meringolo
Direzione scientifica Programma Scuole: Marcello Flores
Coordinamento e relazione con le scuole: Riccardo Ruschi
Coordinamento progetti – concorso studenti: CIDI di Milano

Responsabile esecutiva produzione evento: Giorgia Fazzini
Web contents e rapporti con le Ong: Angelo Miotto
Fundraising e crowdfunding e comunicazione digitale: Politiche Pubbliche
Ufficio stampa: Stilema

Progetto grafico degli stampati: Studio Cerri e Associati

Fonte:

 http://festivaldirittiumani.it/chi-siamo/

 

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Messico- Diritti Umani/ Rapporto Amnesty International.

Erika Guevara-Rosas direttrice per le Americhe di Amnesty International ha dichiarato:" Le violazioni dei diritti umani sono diventate un fatto abituale in Messico".
Lo scorso Gennaio Amnesty ha diffuso uno rapporto sulle sparizioni in Messico, accusando le autorità federali e statali di aver alimentato una crisi dei diritti umani a causa della loro incompetenza e della totale mancanza di volontà di svolgere indagini adeguate sul destino di migliaia di uomini e donne scomparsi. Secondo dati ufficiali, in tutto il Messico,non si hanno notizie di 27 mila persone, delle quali, in gran parte, vittime di sparizione forzata. Le persone di cui viene denunciata la scomparsa erano state viste l'ultima volta in stato d'arresto.

Fonte: Messico: Le violazioni dei Diritti Umani, Confronti, Marzo 2016, p.24, www.confronti.net

Per maggiori informazioni:

Amnesty International, https://www.amnesty.org/es/countries/americas/mexico/report-mexico/

 

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Armenia- Azerbaijan/ Conflitto armato in Nagorno Karabakh.

Riportiamo di seguito alcuni brani tratti dall'articolo, a firma di Simone Zoppellaro, Alta tensione in Nagorno Karabackh, pubblicato Lunedì 4 Aprile 2016  dall' Osservatorio Balcani e Caucaso.

Terzo giorno di scontri in Nagorno Karabakh lungo la frontiera fra la repubblica de facto occupata dagli armeni e l’Azerbaijan. Cupi e odiosi, i tamburi della guerra tornano a suonare nel Caucaso. Mai prima d’ora, negli ultimi vent’anni – dopo la fine della guerra per il Nagorno-Karabakh nel 1994 – ci sono stati tanti morti e feriti in questo conflitto, che per anni ci si è ostinati a definire “congelato”. Cadono nel vuoto, uno dopo l’altro, gli appelli della comunità internazionale che invitano le due parti al rispetto del cessate il fuoco. La tregua unilaterale dichiarata ieri dall’Azerbaijan non è mai entrata in vigore. Fra i morti anche diversi civili, fra cui anche un bambino.Un’escalation militare, senza dubbio, ma anche e soprattutto diplomatica, mediatica e di propaganda. Il tutto  è scoppiato al termine del viaggio americano dei presidenti di due paesi. Il vicepresidente degli Usa Joe Biden, alla vigilia degli scontri, aveva incontrato separatamente a Washington il leader azero Aliyev e l’armeno Sargsyan, tentando un rilancio della pace per questa guerra infinita. A poche ore dalle sue dichiarazioni, è arrivata dal Caucaso la risposta definitiva al suo appello. La pace in Nagorno Karabakh è oggi più lontana che mai.

Fonte: http://www.balcanicaucaso.org/aree/Nagorno-Karabakh/Alta-tensione-in-Nagorno-Karabakh-169714

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Nigeria/Documento Banca Mondiale.

Ventimila vittime e perdite per 5,9 miliardi di dollari all'economia della Nigeria. Sarebbe questo l'esito della guerra attuata da Boko Haram - il gruppo terroristico, sorto nel 2002, di matrice islamica- e della reazione da parte dell'esercito regolare secondo quanto emerge dal documento diffuso dalla Banca Mondiale in merito ai conflitti che negli ultimi anni - a partire dal 2009- stanno colpendo lo Stato del Borno, nel nord-est della Nigeria.

Lo Stato del Borno è uno dei trentasei Stati che formano la Nigeria, in cui la povertà e l'alto tasso di disoccupazione hanno provocato un terreno fertile per il reclutamento di giovani da parte del gruppo terroristico Boko Haram.

Fonti: Ventimila morti in Nigeria per la guerra scatenata da Boko Haram, L'Osservatore Romano, Giovedì 22 Marzo 2016, p.2; Daily Trust, World Bank report: Borno lost n1.9 trn to Boko Haram, 24 Marzo 2016, http://www.dailytrust.com.ng/news/law/

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Attentati terroristici a Bruxelles.

Bruxelles, la capitale belga e sede delle istituzioni europee, è stata colpita nella mattinata di Martedì 22 Marzo da diversi attentati terroristici - rivendicati dal cosiddetto Stato islamico- terroristici.

Due espslosioni hanno distrutto una parte dell'aeroporto di Zaventem, 15 vittime e 136 feriti. Una terza esplosione è avvenuta nel centro di Bruxelles, alla fermata metro di Maelbeek, 20 morti e 55 feriti.

Riprtiamo alla attenzione delle amiche e degli amici di Lapaco il Dossier, in merito ai tragici avvenimenti di cui abbiamo accennato poco sopra, Attacco a Bruxelles, fin dove si spinge l'Is?, divulgato dall' Istituto per gli Studi di Politica Internazionale ( Ispi).

Fonte: Ispi, http://www.ispionline.it/articoli/articolo/sicurezza-europa/attacco-bruxelles-fin-dove-si-spinge-lis-14882

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Siria/ Oxfam si rivolge al Governo italiano, ai leader e alle istituzioni europee.

A cinque anni dall'inizio della guerra in Siria ( secondo stime Onu, 250 mila vittime), Oxfam, una confederazione di organizzazioni specializzate in aiuti umanitari, ha divulgato una petizione rivolta al Governo italiano, ai leader e alle istituzioni europee e internazionali.Oxfam ribadisce l'urgenza di un impegno per garantire la protezione delle donne, degli uomini e dei bambini vittime del conflitto armato.
Di seguito riportiamo la istanza elaborata dalla confederazione internazionale.

Chiediamo con forza ai leader mondiali di adoperarsi per fare rispettare il cessate il fuoco affinché questo conduca ad un accordo permanente per porre fine alle violenze e per garantire la sicurezza e la protezione dei civili in Siria. – afferma il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – Atale scopo è indispensabile che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite prenda atto delle continue violazioni del diritto internazionale umanitario perpetrate in Siria, anche da parte di alcuni  dei paesi membri, intervenendo il prima possibile per fermare il trasferimento di armi alle parti in conflitto,ribadendo la necessità di garantire in primis la protezione dei civili. In questa direzione facciamo appello anche al Governo Italiano affinché, come Stato candidato (tra i membri non permanenti) a sedere nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dal prossimo giugno, possa assumere un ruolo chiave nel guidare le parti ad una risoluzione politica del conflitto. Siamo di fronte alla più grande crisi umanitaria dal secondo dopo guerra ad oggi, il mondo non può più girarsi dall’altra parte”.
Tutto quello che il popolo siriano ha affrontato in questi anni e sta tuttora affrontando è troppo, soprattutto nelle aree sotto assedio. E sono proprio i bambini a pagare il prezzo più alto per un’infanzia non vissuta – dichiara Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia - Per questo chiediamo con forza che cessino gli attacchi su scuole, ospedali e infrastrutture civili vitali e che venga consentito immediatamente l’accesso libero e permanente agli aiuti umanitari. Inoltre ci appelliamo alla comunità internazionale affinchè si adoperi per una soluzione duratura del conflitto che da cinque anni insanguina la Siria, spingendo milioni di persone a cercare rifugio nei Paesi limitrofi e a rischiare la vita per raggiungere l’Europa
I leader mondiali devono garantire che tutte le fazioni, che loro stessi hanno contribuito ad armare, smettano di sparare. – afferma Jan Egeland, segretario generale del Norwegian Refugee Council I leader mondiali devono lavorare a un processo politico che ponga fine a questa tragedia lunga cinque anni, una macchia per l’intera umanità”.
Negli ultimi cinque anni sono morti più di 700 operatori sanitari in Siria.afferma il dottor Ahmad Tarakji, presidente di SAMSNel 2015 ci sono stati 112 attacchi a strutture sanitarie, il numero più alto dallo scoppio della guerra. Speriamo che i recenti sviluppi possano porre definitivamente fine alle vuote dichiarazioni e condanne, e consentire ai medici di fare il proprio lavoro, che è salvare vite umane”.
La campagna #WithSyria #Adessobasta
A cinque anni dall’inizio del conflitto Oxfam, al lavoro in Siria, in Libano e Giordania dall’inizio della crisi per portare aiuto a centinaia di migliaia di profughi siriani ed alle comunità ospitanti nei paesi limitrofi, ribadisce l’urgenza di un impegno immediato per garantire la protezione delle donne, degli uomini e dei bambini vittime del conflitto.
Per questo motivo ha lanciato una petizione rivolta al Governo italiano, ai leader e alle istituzioni europee e internazionali a cui è possibile aderirequi 
Da oggi fino al 16 marzo Firenze ospiterà, grazie alla collaborazione tra Oxfam e il Comune del capoluogo toscano, una serie di iniziative che avranno lo scopo di accendere l’attenzione sulla crisi siriana: dall’installazione Appesi ad un filo in piazza della Repubblica, a rappresentare la drammatica condizione di precarietà e insicurezza a cui sono costretti milioni di civili in Siria ogni giorno;  all’illuminazione  della Fontana del Nettuno di piazza della Signoria, che resterà accesa per cinque giorni, uno per ogni anno di guerra, in segno di vicinanza e solidarietà con chi è costretto a fuggire dalla guerra.
Le organizzazioni firmatarie del rapporto Benzina sul fuoco sono:

ActionAid    
Alkawakibi Organisation for Human Rights
Baytna Syria    
BINAA
Big Heart Foundation    
Bihar Relief Organisation
CARE International    
Emessa
Ghiras Alnahda    
IHSAN Relief and Development
Dawlaty
UOSSM    
Khayr/Watan
Human Appeal
Mercy Corps
Non c’è Pace senza Giustizia    
Norwegian Refugee Council    
Oxfam
People in Need    
Physicians Across Continents
Save the Children    
SAWA for Development Aid
SEMA    
Sham Humanitarian
Social Development International    
Syria Relief
Syria Relief Network    
Syria Relief and Development  
Syrian American Medical Society    
Syrian NGO Alliance

Scarica qui
il rapporto “Siria: benzina sul fuoco”

Scarica qui la sintesi del rapporto

Fonte: OXFAM, http://www.oxfamitalia.org/primo-piano/quinto-anno-del-conflitto-siriano-basta-bombe-sui-civili

 

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