Tibet

Confini e Territori: Regione storico-geografica dell’ Asia centrale , politicamente appartenente per la quasi totalità alla Repubblica popolare cinese . I confini del Tibet sono a nord con le regioni dello Xinjang e del Qinghai , a est con quelle di Sichuan e Yumman , a sud con la Birmania , il Bhuntan , il Nepal e l’ India.
 
Origine della Crisi:
Le autorità di Pechino considerano che il Tibet faccia parte dell’ impero cinese dal VII secolo. Nell’ XI secolo si sviluppa la religione buddista che crea nel paese una forma e un’ organizzazione propria ( lamaismo).[1] Nel XVI secolo i monaci guidati dal loro capo , il Dai Lama[2] , determinano una particolare forma di teocrazia. La caduta della dinastia Qing , nel 1911 , getta il Tibet nell’ isolamento. Nel 1950 le truppe della Repubblica popolare cinese invadono il Tibet. Il Tibet viene così annesso alla Cina nel 1951 , pur mantenendo una parziale autonomia. Per il governo cinese questa annessione corrisponde alla liberazione della regione dall’ imperialismo e dalla schiavitù feudale.[3]Questa situazione favorisce la partenza del Dalai Lama per l’ esilio e circa centomila fedeli lo seguono in India. La Cina mette in atto un duro programma di assimilazione con l’ insediamento di popolazione cinese, con la proibizione di usare la lingua tibetana e la cancellazione della cultura tibetana. Secondo le stime delle autorità tibetane in esilio , la presenza cinese ha provocato la morte violenta di un milione e duecentomila tibetani.[4]
Situazione attuale.
Alla fine degli anni Settanta la Cina adotta una politica meno intransigente di modernizzazione economica del Tibet e favorisce l’ insediamento di numerosi non tibetani ( cinesi han , hui , considerati dai tibetani come dei coloni ) per attenuare l’ equilibrio demografico della regione. Altri provvedimenti riguardano la cultura e la sorveglianza più rigorosa dei movimenti autonomisti.[5] A partire dagli anni Novanta il Dalai Lama ha sviluppato un’ intensa attività diplomatica a livello internazionale per indurre il governo cinese all’ apertura di negoziati. E in  questi ultimi anni la causa tibetana beneficia di un ampio sostegno dell’ opinione pubblica occidentale , in India e presso tutti quelli che si riconoscono nella filosofia tibetana ( buddismo , non violenza). Naturalmente , le autorità cinesi fanno di tutto per ridurre questo sostegno internazionale.Il governo cinese inoltre rifiuta il libero accesso alle aree tibetane alla maggior parte degli osservatori internazionalie sottopone a un rigido controllo la pubblicazione d’informazione concernente nlo stato dei diriti religiosi in Tibet.[6] L e Nazioni Unite riconoscono la Cina nelle sue attuali frontiere e quindi non considerano il Tibet come un territorio da decolonizzare. E’importane ricordare che le tre risoluzioni concernenti il Tibet , del 1959 , del 1961 ( in cui si accenna all’ autodeterminazione della regione) e del 1965 , non prendono in considerazione alcun diritto all’ indipendenza del territorio).
Scenari possibili.
  1. A seguito di una violenta sollevazione e con l’ aiuto della comunità mondiale il Tibet guadagna la sua indipendenza. Si tratta di uno scenario molto improbabile. Le autorità faranno di tutto perché questo scenario non si realizzi.
  2. Alla scomparsa dell’ attuale dalai lama , le autorità cinesi designeranno un successore che essi potranno controllare, sperando di normalizzare le rivendicazioni della popolazione tibetana.
  3. La Cina cresce sempre di più e afferma i diritti dell’ uomo e così accetta autonomie politiche e religiose in seno alla Repubblica popolare , al Tibet e ad altre popolazioni. Lo sviluppo economico determina una nuova visione politica.
  4. Permane la situazione odierna. La Cina non allenta la pressione sul Tibet. Le proteste internazionali proseguono. Le cancellerie straniere al fine di preservare le loro relazioni con Pechino , non intervengono.
Cronologia degli Eventi:
 
1950. L’ Armata della Repubblica popolare cinese invade il Tibet.

1951. Il Tibet viene annesso alla Cina.

1959. Prime manifestazioni dell’ opposizione tibetana. Il Dalai Lama si rifugia in India. La Cina
attua alcune riforme democratiche nel Tibet Autonomous Region e la repressione della
resistenza tibetana provoca decine migliaia di vittime.

1966-76. I monasteri tibetani e i monumenti religiosi vengono distrutti.

1979-84. Den Xiaoping introduce la politica di liberalizzazione post-maoista sia in Cina che in
Tibet. La liberalizzazione economica e culturale determina il rifiorire della religione, della
Cultura e del nazionalismo tibetano.

1988. Proposta del Parlamento Europeo: il Tibet rinuncia alla propria indigenza in cambio di una
Autonomia.

1989. Il Dalai Lama viene insignito del Premio Nobel per la Pace.

1994. Rilancio della politica cinese di sviluppo economico del Tibet cui si accompagna una
Restrizione dell’ autonomia.

1995.La Cina nomina il suo Panchen Lama ( la seconda autorità religiosa del Tibet) in opposizione
alla scelta del Dalai Lama.

1999. Rivolte nelle regione . Viene dichiarata la legge marziale.

2002. Contatti formali fra la Cina e il governo tibetano in esilio.

2006. Ultimata la ferrovia Gormo-Lhasa. Crescita del turismo e dello sfruttamento economico
cinese.

2008. Sollevazioni popolari e dei monaci tibetani contro la presenza cinese.

2011. Il 21 Gennaio il presidente cinese, Hu Jintao, in visita ufficiale negli Stati Uniti d'America ha chiesto agli Usa di rispettare la sovranità di Pechino su Tibet e Taiwan.
I media cinesi di stato hanno riferito ( il 16 Febbraio) che la Cina completerà il prolungamento ferroviario che consentirà il collegamento tra la capitale Lhasa a una città di monaci in cui vive il Panchen Lama,la seconda principale figura del buddismo tibetano.Lo scorso Marzo il Dalai Lama ha dichiarato imminente il suo ritiro dalla scena politica per cedere i poteri a un leader democraticamente eletto.
2012.(Febbraio). L'esercito cinese ha sparato su dei manifestanti tibetani lo scorso 23 Gennaio a Luho, Seda e Ganvi. 6 le vittime.
2013. Lo scorso 3 Febbraio un monaco tibetano si é dato fuco. E'il centesimo dal 2009 che, per protesta nei confronti della Cina, a compiere l'estremo atto.
 
Fonti: AA.VV, Diritti Umani.Cultura dei diritti e dignità della persona nell’ epoca della globalizzazione, Utet , 2007, Vol I; Amnesty International , Rapporto annuale 2009 , http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2009/Cina.html
Per saperne di più: Università di Napoli – L’Orientale , www.iuo.it ; Museo Nazionale d’ arte orientale , www.museorientale.it ; Istituto Italiano per l’ Africa e l’ Oriente ( IsIAO), www.isiao.it ; Limes , Rivista Italiana di Geopolitica , 2008 , “ Tibet , la Cina è fragile “; E.Pfostl , La questione tibetana. Autonomia non indipendenza,I libri di Reset , 2009; M.Di Paola, Tibet addio, Mursia, 2010.
 

[1] J.Palmowski , Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore, 1998, p.695
[2] S.Cordellier , Dizionario di storia e geopolitica del XXI secolo, Bruno Mondatori , Milano , 2001 , p.766 , “ (…) “ Titolo attribuito al capo del buddismo tibetano , che si ritiene destinato a reincarnarsi dopo la morte e che a sua volta incarna una divinità. Tenzin Gyatso , l’ attuale , resta la guida incontrastata dei buddisti tibetani”.
[3] AA.VV, Diritti Umani. Cultura dei diritti e dignità della persona nell’ epoca della globalizzazione,Utet , 2007 , vol.I , p.256
[4] S.Cordellier , Dizionario di storia e geopolitica del XXI secolo , 2001 , p.777
[5] AA.VV, L’Atlante 2009 , Le Monde diplomatique , Paris , 2009 , p.141 , “ (…) Senza parlare della repressione , in particolare dopo le sommosse del marzo 2008.
[6] AA.VV, Diritti Umani.Cultura dei diritti e dignità della persona nell’ epoca della globalizzazione,Utet, 2007 , Vol I , p.289
[7] P.Boniface , H.Vèdrine , Atlas des Crises et des Combats, Armand Colin , Paris , 2009 , p.8
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