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Sudan

Confini e Territorio: Confina a Nord con l' Egitto, a Est con l'Eritrea e L'Etiopia, a Sud Est con il Kenya, a Sud con l'Uganda e la Repubblica Democratica del Congo, aOvest con il Ciad, la Repubblica Centrafricana e a Nord Ovest con la Libia;si affaccia a Nord Est al Mar Rosso.

Forma di Governo:Repubblica federale.
Superficie:2 503 890 kmq.
Popolazione:  39.154 490( stima 2008).
Capitale:Khartoum 4.762000 ab(2007).

Parti in Conflitto: I due movimenti ribelli del Darfur - Esercito di liberazione del Sudan (Sla), Movimento per la giustizia e l' equità (Jem)- contro l' esercito regolare e i miliziani arabi “janjaweed” appoggiati dal Governo di Khartoum.
 
Vittime di Guerra: La maggior parte delle Ong considera attendibile la cifra di 400.000 vittime fornita dalla Coalition for International Justice.[1]
 
Origini del Conflitto:
Dall' indipendenza ( 1 Gennaio 1956) , il Sudan non ha mai cessato di essere teatro di crisi esplosive. Due guerre civili (1956-1972 , poi 1983-2002 ) e a partire dal 2003 il conflitto nella regione del Darfur. Le due guerre civili riflettevano  il dissidio tra il gruppo nordista islamizzato ( neri africani e arabi) e la minoranza nera africana e cristiana del Sud.[2]
Il conflitto in Darfur rispecchia le contrapposizioni tra le tribù arabe nomadi ( dedite alla pastorizia) e le popolazioni sedentarie africane ( in prevalenza , agricoltori ed allevatori). Le une e le altre musulmane. Il cambiamento climatico , mancanza di pioggia e desertificazione, ha compresso le tribù in aree sempre più ristrette .[3]Un conflitto interetnico  per il controllo della terra e delle risorse naturali[4]. Questi elementi si inseriscono nel sistema politico-sociale delineato dal processo di pace tra Nord arabo e Sud africano,al termine delle due guerre civili,  con un riassetto e riequilibrio di poteri da cui il Darfur è stato emarginato. In questo quadro, nel febbraio 2003, tre movimenti ribelli di etnia africana hanno costituito due formazioni armate –  Sla e Jem  - per contestare al Governo centrale di aver abbandonato la loro regione. La reazione del Governo sudanese è brutale. L' esercito regolare e le milizie Janjaweed ( tribù di cammellieri d' origine araba) praticano una politica della terra bruciata , di pulizia etnica  contro le tribù di etnia  africana.[5] La repressione provoca 400.000 vittime e circa 2 milioni di persone rifugiate.[6] Nel 2005 il conflitto si estende al vicino Ciad. Il Darfur rappresenta una regione strategica per i movimenti ribelli del Ciad. Il presidente Idriss Deby accusa il Governo di Khartoum di fomentare le fazioni  ribelli ciadiane. Allo stesso modo, il presidente sudanese Omar El Bashir imputa il Ciad di sostenere i movimenti del Darfur. Questa situazione aggrava le condizioni della sicurezza nell' area e moltiplica le possibilità di scontri transfrontalieri.[7]
 
Situazione Attuale:
La guerra in Darfur ha suscitato una vasta mobilitazione della comunità internazionale.Nella  regione è presente una missione  congiunta delle Nazioni Unite e dell' Organizzazione per l' unità africana.Da  un anno le Nazioni Unite tentano di dispiegare 23.000 uomini aggiuntivi, ma il Governo di Khartoum si oppone in modo netto alla richiesta delle Nazioni Unite[8].Questa missione  è  limitata nei mezzi ( numero contenuto di truppe, equipaggiamento militare inadeguato) e il  cui mandato non è chiaro.[9]La situazione del Darfur resta molto grave. Le parti in conflitto si affrontano oltre i confini sudanesi, in Ciad e nella Repubblica Centrafricana, minando così la stabilità dell' intera area.[10]Durante il conflitto in Darfur sono state commesse molte violenze,abusi e violazioni dei diritti umani.[11]Nel Marzo 2009 la Corte penale internazionale dell' Aia ha emesso un mandato di cattura internazionale per il presidente sudanese Omar el Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l' umanità in Darfur.[12]Le recenti elezioni presidenziali ( mese di Aprile) sono state vinte dal presidente uscente Omar alBashir, con una percentuale di preferenze comprese tra il 72 e il 90%.Nel Sud Sudan si è registrata la vittoria di Saha Kiir Mayardit, leader del Movimento popolare per la liberazione del Sudan.
 
Scenari Possibili.[13]
1.Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sospende il mandato di cattura emanato dalla Corte penale internazionale nei confronti del presidente Bashir. Il Governo centrale accorda , previo il cessate il fuoco , una certa autonomia al Darfur,che vede affluire l' aiuto internazionale per i rifugiati e per la ricostruzione.
2.Si accentuano sempre di più i combattimenti e le repressioni in Darfur. La comunità internazionale isola il Sudan. Vengono confiscati i beni che il Governo dispone all' estero.
3.Non viene siglato nessun accordo ufficiale tra il Governo di Khartoum e i movimenti di opposizione. La crisi in Darfur permane ma con una bassa intensità.
 
Cronologia degli Eventi
1820. Nascita del Sudan anglo-egiziano.
1953. L' affermarsi del partito indipendentista induce sia la Gran Bretagna sia l' Egitto a riconoscere il diritto all' autodeterminazione dei sudanesi.
1956. Proclamazione della Repubblica e adozione della Costituzione.
1958. Colpo di Stato militare porta al potere il generale Ibrahim Abboud.
1969. Nuovo colpo di Stato militare porta al potere il generale Jafaar el-Nimeiry. Il generale nazionalizza le banche e reprime duramente le forze comuniste. Instaura una dittatura militare.
1984. Instaurazione della legge marziale per far fronte all' estendersi dell' insurrezione armata nel Sud Sudan e delle manifestazioni di dissenso nel Nord.
1985. Destituzione, dopo 16 anni di dittatura, del presidente Nimeiry. Gli succede il generale Abdel El Dahab, ministro della Difesa.
1989. Nuovo colpo di Stato. Il potere viene assunto dal generale Omar Hassan el Bashir , che diviene Capo dello stato e del governo.
1991. Il presidente Bashir dispone l' applicazione delle leggi coraniche soltanto nel Nord del Sudan, a maggioranza musulmana.
1994. Il Sudan viene condannato dalla comunità mondiale per aver favorito il terrorismo internazionale.Si radicalizza lo scontro armato con l' Esercito popolare di liberazione del Sudan(Sla).
1996. Le elezioni politiche e presidenziali registrano la vittoria del Fronte islamico e del presidente Bashir. Le popolazioni meridionali subiscono una sanguinosa repressione.
1998. Il presidente Bashir attua una riforma federale dello stato e una partecipazione alla vita politica più ampia.
2000. Elezioni politiche confermano la vittoria del presidente el-Bashir. Si verificano nel Paese arresti di giornalisti, oppositori politici e promotori dei diritti umani.
2003. Conflitto nella regione del Darfur al confine con il Ciad. Gruppi locali ( Sla , Jem) opposti all' esercito regolare e alla milizie arabe ( janiaweed).
2005.Le autorità governative e i movimenti ribelli meridionali raggiungono un accordo di pace. Alla fine di Luglio , un incidente aereo nei cieli ugandesi provoca la morte del colonnello John Garang, leader del movimento Spla.
2007. Prende avvio nella regione la Missione Unamid. Contingente militare composto dalle truppe delle Nazioni Unite e dell' Organizzazione per l' unità africana.
2009. Il 4 Marzo, il presidente sudanese el- Bashir viene condannato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra in Darfur.
2010. Il presidente Bashir annuncia pubblicamente che il Governo e i movimenti ribelli della regione hanno siglato un accordo che prevede il cessate il fuoco e l' avvio di negoziati di pace.[14]
Le prime elezioni in Sudan, dopo un quarto di secolo, hanno confermato al potere al Bashir.
2011.Tra il 9 e il 15 Gennaio si è svolto il referendum in favore della secessione da Karthoum e per l'indipendenza del Sud Sudan.Il 99% degli elettori si è espresso a favore della secessione del Sudan. Il nuovo paese africano,che avrà come capitale Juba,nascerà ufficialmente il prossimo 9 Luglio,alla scadenza dell' accordo di pace siglato nel 2005 tra il Nord e il Sud del Paese.
2012. ( 22 Gennaio).Centinaia di civili sono morti a seguito degli scontri armati tra diverse etnie nel Sud Sudan, nel governatorato orientale di Jonglei.Venerdì 10 Febbraio, ad Addis Abeba, è stato siglato il patto di non aggressione tra il Sudan e il Sudan del Sud.
2013.(5 Gennaio). I presidenti del Sudan e del Sud Sudan hanno stabilito ad Addis Abeba un percorso per rilanciare il negoziato di pace tra i due Paesi.

Fonti: AGIMondo; Amnesty International; L'Atlante 2009 - Le Monde Diplomatique ; Atlante De Agostini 2010, Istituto Geografico De Agostini; P.Boniface , H.Vèdrine , Atlas des Crises et des Conflits , Paris , 2009;  Centro di Documentazione sui Conflitti  Ambientali ;Coalition for International Justice ; Corte penale internazionale dell' Aia; Senato della Repubblica, Sudan Vote Monitor, http://www.sudanvotemonitor.com
Per saperne di più: Diego Marani ( a cura), Darfur geografia di una crisi, Terre di Mezzo , 2008;
Marc Lavergne , Darfur: impacts ethiniques et territoriaux d'une guerre civile en Afrique, Gèoconfluences , 2006 ( http://geoconfluences.ens-Ish.fr ); Giuseppe Carbone , L'Africa.Gli Stati, la politica, i confini , Il Mulino , 2005; Irene Panozzo, Darfur, Editori Riuniti, 2005.
 
[1] Coalition for International Justice, http://www.cij.org
[2] L'Atlante 2009, Le Monde Diplomatique , 2009 , p.158
[3] Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, 2010, http://www.cdca.it
[4]Senato della Repubblica . Il conflitto in Darfur , Documenti , Marzo 2007 , http://www.senato.it “  (…) occorre ricordare che il sottosuolo contiene petrolio e importanti giacimenti di uranio”.
[5] P.Boniface, H.Vèdrine, Atlas des Crises et des Conflits, Armand Colin , Paris , 2009, p.71
[6] Coalition for International Justice,http://www.cij.org
[7] P.Boniface, H.Vèdrine , Atlas des Crises et ...Paris , 2009,p.72
[8] L'Atlante 2009,Le Monde Diplomatique, 2009, p.159
[9] P.Boniface, H.Vèdrine, Atlas des Crises et des Conflits,Armand Colin ,Paris, 2009, p.73
[10] Atlante De Agostini 2010, Istituto GeograficoDe Agostini , Novara , 2009, p.991
[11] Amnesty International , Rapporto Annuale 2009, http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2009/Sudan.html
[12] Corte penale internazionale, http://www.icc-cpi.int
[13] P.Boniface, H.Vèdrine , Atlas des Crises et ... Paris , 2009 , p.74
[14] AGIMondo , Febbraio 2010 , http://www.ongagimondo.it

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