Somalia

Parti in Conflitto: governo di transizione, insorti islamisti

Vittime di Guerra: incalcolabili. Il paese è sostanzialmente inConflitti preda alla guerra civile dal 1988. Stime prudenti parlano di più di 360 mila morti dal 1991, con più di un milione di rifugiati (su una popolazione di 7 milioni).

Coinvolgimento della Comunità Internazionale: l’Onu e la comunità internazionale hanno giocato e giocano vari ruoli negoziali nella risoluzione del conflitto. Attualmente è presente sul terreno AMISOM (African Union Mission in Somalia).

Stato Attuale del Conflitto: negli ultimi mesi (estate 2009) gli islamisti di al Shabab hanno lanciato un’offensiva che rischia di travolgere la capitale Mogadiscio. Le prospettive di una ricomposizione sono inesistenti.
Il collasso dello stato somalo ha inizio con il crollo del regime di Siad Barre, che aveva preso il potere con un colpo di stato nel 1961. Indebolito dall’umiliante disfatta nella guerra con l’Etiopia per la regione dell’Ogaden (1977-78) e dal conseguente ritiro dell’appoggio sovietico, il regime era entrato in una pesante crisi già dai primi anni ’80. Alla sconfitta militare era infatti seguito un tentato colpo di stato militare che aveva provocato la brutale persecuzione dei clan Majerteen (ai quali appartenevano i congiurati). Nel corso del decennio la repressione del governo provocò l’insurrezione armata di vari clan somali, in un crescendo di violenza che finì per travolgere il regime di Barre. Nel gennaio 1991 le forze regolari somale avevano cessato di esistere come forza combattente, e Barre fu costretto alla fuga.Al crollo del regime seguì però una sanguinosa lotta di potere tra i numerosi gruppi armati dell’opposizione, tutti con forti base di clan. I costanti scontri tra clan resero impossibile lo stabilimento di un governo stabile e portarono successivamente al completo collasso dello stato, lasciando il paese nell’anarchia.La comunità internazionale non fu capace di intervenire in modo efficiente. I numerosi tentativi negoziali di ricomporre le fratture tra i signori della guerra somali fallirono. L’invio di due missioni Onu (UNOSOM I e II, 1992-95) per ristabilire un minimo di sicurezza si concluse in un cruento fallimento (160 morti in totale).
 
Situazione Attuale
Dopo una serie di tentativi negoziali, è stato infine possibile eleggere un presidente di transizione (nel 2000) ed un parlamento (eletto nel 2004, si è riunito per la prima volta solo nel 2006). Le istituzioni centrali, però sono sempre rimaste deboli e divise, al punto che nel corso del 2006 la maggior parte del paese, Mogadiscio inclusa, è caduta in mano all’Unione delle corti islamiche ( organizzazione, a sua volta divisa in diverse componenti, che riunisce in modo lasco gruppi islamici più o meno radicali). Il successo delle Corti ha provocato l’intervento diretto dell’Etiopia a sostegno del governo di transizione. Truppe etiopi sono penetrate in Somalia nell’estate del 2006 spazzando via le Corti, per poi ritirarsi a fine 2008.Il governo controlla attualmente solo una piccola parte del paese (in pratica, Mogadiscio; e a malapena). Sin dalla sua nascita nel 2000 il governo di transizione ha mancato di legittimità agli occhi dei somali (il fatto che governo e parlamento fossero nati in esilio non ha certo contribuito alla loro popolarità). Quel che è peggio, le istituzioni mancano totalmente di effettività: senza l’appoggio economico della comunità internazionale, il governo sarebbe totalmente impotente. Anche militarmente le istituzioni sono dipendenti dall’estero. Oggi la sicurezza nella capitale è garantita dal debole contingente di peacekeepers dell’Unione Africana (4.300 uomini). La riconquista della capitale è dovuta esclusivamente ad Addis Abeba, e non è detto che il governo non venga nuovamente costretto all’esilio dal maggiore gruppo di insorti, al Shabab.Al Shabab, uno dei più radicali gruppi islamici che un tempo formavano le corti islamiche, controlla fermamente il sud del paese, ed i suoi miliziani si spostano liberamente nel centro e a Mogadiscio (il successo etiope si è presto rivelato effimero). Il gruppo, di ispirazione wahabita, è sospettato di avere legami con il terrorismo islamico internazionale. Il suo obbiettivo è l’applicazione di una rigida versione della legge islamica in tutto il paese. Rifiuta decisamente di entrare a far parte del parlamento di transizione, e si oppone a qualsiasi presenza militare straniera nel paese.
Prospettive Future
Le speranze di una ricomposizione pacifica del conflitto sono riposte nel cosiddetto “processo di Djibouti”, un tentativo negoziale che dovrebbe coinvolgere tutte le fazioni ed i gruppi armati somali. Un successo è stato rappresentato dall’inclusione nel parlamento di rappresentanti di uno dei principali gruppi islamisti che facevano parte delle corti islamiche, l’Alleanza per la re-liberazione della Somalia. L’elezione alla presidenza di Sheikh Sharif Sheikh Ahmad, egli stesso un islamista moderato, ha suscitato la speranza che il nuovo presidente potesse catalizzare il processo di pace.Tuttavia al Shabab sembra al momento essere militarmente in vantaggio: si stima che gli islamisti possano contare su circa 6 mila uomini, contro i 4 mila del govern. La recente offensiva dell’estate 2009 ha portato nuovamente al Shabab a combattere a Mogadiscio, minacciando direttamente il palazzo presidenziale. Con la bilancia della guerra che pende a loro favore,è improbabile che gli islamisti accettino un compromesso che richiederebbe inevitabili sacrifici proprio ad un passo dalla vittoria.

Cronologia degli Eventi.
1991 . Caduta di Siad Barre. Collasso del governo e delle istituzioni somale. Inizio della guerra civile tra gruppi armati a base di clan.

1992 . Invio della missione Onu UNOSOM

1993 . Ritiro di UNOSOM; dispiego di UNOSOM II (numericamente superiore, e dal mandato più esteso)

1995 . Ritiro di UNOSOM II 1998 – La regione del Puntland si dichiara autonoma (di fatto indipendente)

2000 . Abdikassim Salat Hassan è eletto presidente di transizione. La violenza continua

2002 . Firma degli accordi di Arta tra il governo di transizione e 21 gruppi ribelli. Stabilito un precario cessate il fuoco.

2004 . Eletto dai clan un parlamento di transizione. L’ex leader del Puntland Abdullahi Yusuf Ahmed è nuovo presidente. Il governo è però spaccato in due fazioni.

2006.  Accordi di Aden ricompongono formalmente le divisioni del governo.

2006 . Nasce l’Unione delle corti islamiche, organizzazione ombrello di gruppi islamisti. In giugno le corti controllano la capitale Mogadiscio

2006. Febbraio - Il parlamento di riunisce per la prima volta.

2006. Luglio – Truppe etiopi entrano in Somalia per contrastare le corti islamiche.

2007 – Schierato a Mogadiscio un contingente di peacekeepers dell’Unione Africana. Violenti scontri nella capitale

2009. Gennaio - Ritiro delle truppe etiopi. Nuovo parlamento, che include parte dei gruppi islamici delle corti, elegge Sheikh Sharif Sheikh Ahmad alla presidenza

2009. Maggio – al Shabab lancia un pesante attacco alla capitale.

2010. il 24 Agosto un gruppo di miliziani appartenenti alla fazione Al-Shabaab ha compiuto un attentato contro un albergo di Mogadiscio.Trenta persone sono morte, tra le quali alcuni rappresentanti del Parlamento.

2011. Si dimette- il 19 Giugno- il primo ministro somalo Mohamed Abdullahi Mohamed. La decisione è stata presa alla
luce degli scontri aramati avvenuti a Mogadiscio dal 9 Giugno scorso, dalla firma degli accordi di Kampala tra il presidente Sheikh Sharif Ahmed e il portavoce del Parlamento Hassan Sheikh Aden.Un attentato suicida, il 6 Ottobre a Mogadiscio, ha provocato la morte di 70 persone, in gran parte giovani studenti. L'attentato è stato rivendicato dalla milizia islamista Al Shabab.
2012.(Agosto). Sono in atto le procedure per consentire alle nuove istituzioni-Asseblea costituente- di nominare le più importanti cariche istituzionali.
2013.(15 Aprile). Due attentati- a Maogadiscio- hanno causato la morte di venti persone.Presi di mira il tribunale e la strada verso l'aereoporto.

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