Siria

Confini e territorio. Confina a Nord con la Turchia, a Est e a Sud Est con l’Iraq, a Sud con la Giordania, a Sud Ovest con Israele,Cisgiordania e Libano e si affaccia a Ovest al Mar Mediterraneo.
Forma di Governo Repubblica. Superficie 185 180 kmq. Popolazione 20 367 000ab( stima 2009).
Capitale. Damasco 1 690 000 ab(2008).
 
Origini crisi.
Dal 1517 parte dell’Impero ottomano, durante la prima guerra mondiale la Siria fu occupata dall’esercito britannico e il leader arabo Faisal ottenne la nomina a re della Grande Siria.[1]
Nell’Aprile 1920 la Conferenza di Sanremo assegnò alla Francia il mandato sulla Siria. L’amministrazione francese suscitò molte ribellioni. Il governo francese di Vichy riuscì a mantenere il controllo della Siria anche dopo la disfatta del 1940, ma le truppe britanniche e quelle di “France libre” del generale De Grulle imposero la liberazione del territorio e proclamarono l’indipendenza della Siria il 28 Settembre 1944. L’effettiva indipendenza avvenne nel 1946 con il ritiro totale delle forze britanniche e francesi.[2]All’indomani dell’indipendenza l’esercito ebbe un ruolo preponderante. Dal 1949 ebbero luogo tre colpi di stato e nel 1954, un nuovo golpe militare condusse alla guida del paese al-Quwatli, il quale diede inizio ad una politica filosovietica e filoegiziana. Tutti i governi siriani si opposero alla creazione dello stato d’Israele e parteciparono a tutti i conflitti arabo-israeliani. Nel 1958 la Siria istituì con l’Egitto di Nasser la Repubblica Araba Unita e tre anni dopo,nel 1961, il patto federativo fu sciolto. Nel 1963 un altro colpo di stato portò al potere il Partito Ba’th (Partito socialista della rinascita araba). La “guerra dei sei giorni” (Egitto,Giordania e Siria contro Israele) si tradusse in una sconfitta per la Siria. Il 12 Novembre 1970, il generale Hafiz el Assad, leader della fazione pragmatica e nazionalista del Partito Ba’th,si impose al potere e depose la coppia Salah Jedid /Noureddine Atami.[3]
Per la gestione del potere Assad si basò sulla fedeltà dell’esercito e dei servizi di sicurezza( in gran parte suoi correligionari alawiti) e con la scoperta del petrolio nel 1966 aumentò il benessere economico della Siria e offrì ad Assad i mezzi per praticare il clientelismo.[4]
In politica estera, sulla base della propria posizione geopolitica, la Siria ricevette aiuti dall’Unione Sovietica e a partire dal 1976 fu sempre più coinvolta in Libano per mantenere lo sbarramento libanese di fronte a Israele, per impedire la creazione di un Libano cristiano alleato di Israele. Con l’invasione in Libano delle truppe israeliane nel 1982,si ebbero scontri tra le forze armate siriane e quelle israeliane. La Siria attuò una sorta di protettorato( che fu avallato nel 1991 da un trattato di cooperazione) sul Libano sino al 2004.
Il 10 Giugno Hafiz el Assad morì e la carica di presidente passò al figlio Bashar. Nel 2004 la risoluzione 1559 del 2 Settembre del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite stabilì il ritiro dal Libano delle truppe straniere e il disarmo di tutte le milizie nel paese[5].Il 14 Febbraio 2005, il premier libanese Hariri venne assassinato. Le imponenti manifestazioni anti-siriane a Beirut, nel 2005, spinsero la Siria a ritirare le sue truppe dal Libano.[6]
 
 
 
Situazione attuale.
Dal 18 Marzo migliaia di siriani, sulla scia delle rivolte avvenute in Egitto e in Tunisia, hanno manifestato contro il governo e contro il presidente Bashar al-Assad. Le persone chiedono democrazia e di porre fine alla corruzione e alle disuguaglianze economiche[7]. Daraa, nel Sud della Siria, è l’epicentro delle rivolta . A Lattakia, città portuale strategica e roccaforte alawita, Sabato 26 Marzo sono avvenuti scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza, con vittime e feriti.[8] Nel centro della capitale, Damasco, decine di migliaia di persone hanno marciato a sostegno del presidente Bashar. I sostenitori del presidente siriano hanno invocato l’unità nazionale.
Mercoledì 30 Marzo, all’indomani delle dimissioni del governo guidato da Naji Otri, il presidente Assad ha parlato al popolo siriano dalla tribuna dell’Assemblea nazionale. Egli ha accennato che il nuovo esecutivo interverrà per combattere disoccupazione e corruzione. Tuttavia, Bashar non è entrato nel merito della nuova legge sulla stampa e in merito alla revoca dello stato d’emergenza(legge- redatta nel 1962- impone delle restrizioni sulla libertà di riunione e consente l’arresto di chi minaccia l’ordine costituito).[9]La crisi prosegue. Dopo il discorso di Bashar si sono verificati scontri violenti nella città di Lattakia.In Siria coabitano una maggioranza di musulmani sunniti e la setta dissidente sciita,  il 10% della popolazione siriana, degli alawiti[10] dalla quale proviene il presidente Assad e gran parte della gerarchia militare. E in Siria si è sempre registrata la solidarietà tra le minoranze, alawiti e cristiani, ai danni della parte sunnita.[11]
Per molti analisti il presidente Bashar ha attuato, nei dieci anni della sua presidenza, alcuni cambiamenti e riceve il sostegno di cristiani e di altre minoranze( anche sunniti laici).[12]
 
Cronologia degli eventi.
1517. La Siria è parte dell’Impero ottomano.
1920. Protettorato della Francia.
1944. Proclamazione dell’indipendenza( il 28 Settembre).
1958. Egitto e Siria formano- sino al 1961-la Repubblica Araba Unita.
1963. Il potere viene assunto dal Partito Ba’th.
1970. Dopo la sconfitta nella guerra dei sei giorni e l’occupazione delle Alture del Golan da parte di Issale, un nuovo colpo di stato della fazione alawita interna al Partito Ba’th porta al potere( il 12 Novembre) il generale Hafiz al Assad.
1976. La Siria interviene militarmente nella guerra civile in Libano.
1991. Trattato di cooperazione tra Siria e Libia.
2000. Alla morte di Assad( il 10 Giugno)la carica di presidente della Repubblica passa al figlio Bashar.
2005. Il 14 Febbraio, a Beirut,viene ucciso Rafic Hariri, primo ministro libanese.Fortemente sospettata( si formerà in seguito un’inchiesta internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite), la Siria decide di ritirare le proprie truppe dal Libano.
2008. La Siria, su invito del presidente francese Sarkozy, partecipa a Parigi al vertice sul Mediterraneo(Unione per il Mediterraneo).
2010. Il premier libanese Saad al-Hariri presenta le scuse ufficiali alla Siria per aver da sempre accusato le autorità siriane dell’omicidio di suo padre.
2011. Dalla metà di Marzo, in alcune città siriane, Daraa e Lattakia (e non Damasco e Aleppo), si sono svolte numerose manifestazioni di protesta contro Bashar al Assad e le politiche attuate dal governo siriano. Secondo Amnesty International la repressione delle forze di sicurezza siriane avrebbe causato più di un centinaio di vittime.L'Organizzazione umanitaria Sawajish ha dichiarato ,lo scorso 7 Maggio, che i morti nelle sette settimane di protesta hanno superato gli 800.L'Unione europea ha approvato l'embargo di armi, il blocco di beni e divieto di viaggio per 13 rappresentanti del regime di Damasco.
2012. Tra la notte di Venerdì 3 e Sabato 4 Febbraio la città di Homs ha subito attacchi aerei. Le vittime causate(civili) dall'azione dell'aviazione siriana sono 230. Il 22 Febbraio,Marie Colvin, Remi Occhlik, Ramy al Sayed( giornalisti e fotoreporter) sono stati uccisi da più proiettili caduti sulla sala stampa nella città di Homs.Sempre a Homs è stato ucciso, l'11 Gennaio, il giornalista francese Gilles Jacquier.
2013. Martedì15 Gennaio due esplosioni all'Università di Aleppo hanno causato la morte ad 82 persone. Le truppe fedeli a Bashar al Assad e l'opposizione si accusano a vicenda.Esplosione a Damasco, il 21 Febbraio,davanti alla sede del Partito Baath.Morte 33 persone e oltre 200 feriti.I Ministri degli Esteri della Ue hanno approvato-Lunedì 22 Aprile- la deroga parziale all'embargo sul petrolio. Tale deroga consentirà al fronte che si oppone ad Assad di gestire gli impianti di petrolio.
9 settembre 2013.Damasco ha accolto la proposta elaborata dalla Russia di porre sotto controllo internazionale le armi chimiche siriane. La proposta russa ha fatto rinviare il voto al congresso degli Stati Uniti d'America sull'intervento militare in Siria.
 
Fonti:L’Enciclopedia-La Biblioteca di Repubblica,2003; Atlante De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini,Novara,2010; L’Atlante di Le Monde Diplomatique-Il Manifesto, 2009; S.Cordellier ( a cura di),Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo, B.Mondadori,2001; Il Manifesto, Giovedì 31 Marzo 2011; Il Messaggero, Giovedì 31 Marzo 2011; J.Palmowski( a cura di), Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore, 1998; Libération, Lundì 28 Mars 2011; Le Figaro, Lundì 28 Mars 2011; PeaceReporter, Venerdì 25 Marzo 2011.
Per saperne di più: Amnesty International-Sezione Italiana, http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4464 ; A.Gresh, D.Vidal, Les 100 clés du Proche Orient, Pluriel-Fayard,Paris,2011; Centre of Syrian Studies University of St.Andrews, www.st-andrews.ac.uk

 


[1]J.Palmowski, (a cura di),Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore,1998,p.645
[2]AA.VV,L’Enciclopedia,La Biblioteca di Repubblica, 2003,Volume 18, p.585
[3]S.Cordellier,(a cura di),Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo,Il Saggiatore,2001,p.705
[4]J.Palmowski,(a cura di),Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore, 1998,p.645
[5]AA.VV,La Siria torna protagonista sulla scena del Medioriente,L’Atlante di Le Monde Diplomatique-Il Manifesto,2009,p.124
[6]AA.VV,Atlante De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini,Novara,2010,p.969
[7]N.Sessa, Siria, il Venerdì della dignità,PeaceReporter, 25/03/2011, www.peacereporter.net
[8]M.Zerrouky, A Lattaquié:”Les Partisans d’Al-Assad vont s’acharner sur nous”,Libération, Lundi 28 Mars 2011,p.10
[9]M.Giorgio,Stato d’emergenza e riforme,Bashar non rompe i tabù,Il Manifesto,Giovedì 31 Marzo 2011,p.5
[10]AA.VV, Il Messaggero, Domenica 27 Marzo 2011,p.7:”Sono un gruppo religioso mediorientale diffuso soprattutto in Siria.(…)Gli alawiti sono fatti risalire al X secolo, durante la dinastia di Aleppo”.
[11]R.Girard,Le président syrien abroge l’état d’urgence,Le Figaro,Lundi 28 Mars 2011,p.10
[12]E.Salerno,Siria.Assad delude i manifestanti,Il Messaggero, Giovedì 31 Marzo 2011,p.6
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