Sahara occidentale/Marocco-Fronte Polisario(Sahrawi)

Confini e territorio.
 
Il Sahara occidentale è un'estensione desertica che si situa sulla costa atlantica dell' Africa del    Nord. I confini di questo territorio si possono dividere in tre parti: a nord con il Marocco , a est con l' Algeria e a sud con la Mauritania. Si tratta di un territorio che ospita importanti giacimenti di fosfati e minerali ferrosi . Inoltre , le sue coste sono tra le più pescose del mondo.
 
Origine del conflitto e parti belligeranti.
 
Il Sahara occidentale divenne nel 1884 protettorato della Spagna , con il nome di Sahara spagnolo. Le trasformazioni sociali ( processo di sedentarizzazione e di urbanizzazione della popolazione autoctona ) avvenute a partire dagli anni Cinquanta , favorirono la nascita di una coscienza nazionale e politica in seno alla popolazione del Sahara occidentale ( i sahrawi).
Alla morte del generale Francisco Franco , nel 1975 , la Spagna si ritirò dal territorio e concluse un accordo con il Marocco e la Mauritania per la spartizione del Sahara occidentale. Il territorio fu diviso in una parte settentrionale ( parte ricca di risorse minerarie) , occupata dal Marocco, e in una parte meridionale , occupata dalla Mauritania. Il risentimento della popolazione locale rafforzò il movimento politico- militare Polisario ( Fronte popolare del Seguìa el-Hamra e del Rio de Oro). Il 28 febbraio 1976 il Fronte Polisario proclamò ( in Algeria , ove gran parte della popolazione sahrawi trovò rifugio)) unilateralmente la Repubblica araba sahrawi democratica ( Rasd).
 
Il Fronte Polisario reagì militarmente all' occupazione - anche grazie al sostegno logistico e militare dell' Algeria - [1], spingendo i propri attacchi sia nella parte occupata dal Marocco e sia nella parte occupata dalla Mauritania. Nel 1979 le operazioni militari del Fronte Polisario in Mauritania avevano indebolito   a tal punto l' esercito e l' economia del paese che le due parti ( Fronte Polisario e la Mauritania) siglarono un accordo di pace il 5 agosto 1979. Il Marocco occupò le zone abbandonate dalla Mauritania e nel 1980 il Marocco eresse un muro difensivo che arrivò nel 1986 a circoscrivere 200.000 km di territorio ( su 266.000) all' interno dei quali si insediarono cittadini marocchini.
Le forze sahrawi , isolate nelle fasce desertiche fra il muro e il confine mauritano , videro ridotta la propria capacità d' azione. L' attività diplomatica del Fronte Polisario ( nel 1979 riconosciuto dalle Nazioni Unite come legittimo rappresentante del popolo sahrawi) portò al riconoscimento della Repubblica araba sahrawi da parte dell' Organizzazione per l' unità africana (OUA ) [2]. Nel 1988 un piano di pace dell' Onu , che stabiliva lo svolgimento di un referendum di autodeterminazione nel Sahara occidentale , fu accettato sia dal Marocco che dal Fronte Polisario. Nel 1991 si raggiunse una tregua , tuttavia il Marocco mantenne le proprie truppe ( oltre 100.000 uomini ) nel Sahara occidentale. Non esiste una cifra ufficiale riguardo il numero delle vittime.Sempre nel '91 , le Nazioni Unite istituirono una missione di pace , la Minurso ( Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale ), per attuare il referendum che propose l' Onu nel 1988.

Situazione attuale.
 
Il conflitto si è esaurito all' inizio degli anni Novanta . Centinaia di migliaia di sahrawi vivono in 5 campi profughi al confine dell' Algeria. Le popolazioni sahrawi ricevono aiuti umanitari dalle varie agenzie preposte ( Onu , Unione Europea ) e da un vasto movimento di solidarietà internazionale .
L' autonomia del Sahara occidentale sembra essere la soluzione più plausibile per uscire dalla crisi. Il Regno del Marocco teme che questa autonomia potrebbe determinare altre rivendicazioni nella regione. L' amministrazione americana individua nella striscia sahelo-sahariana una possibile retrovia per Al Qaeda e considera il Marocco una nazione importane nella lotta contro il terrorismo.[3]Il referendum per decidere sull' autodeterminazione del Sahara occidentale è bloccato. Il Marocco ha ripetutamente rinviato tale appuntamento contando che la continua immigrazione di marocchini nel territorio avrebbe , sul lungo periodo , mutato i rapporti di forza. Le popolazioni sahrawi , a loro volta , rivendicano la risoluzione 1754 del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite , secondo la quale deve essere un referendum a decidere in merito al diritto all' autodeterminazione della popolazione del Sahara occidentale.[4]
 
Scenari possibili
 
1) Il Marocco mantiene di fatto la sua sovranità sul territorio; l' Algeria e il Fronte Polisario proseguono a contestare questo status quo. Questo conflitto continua ad impedire una reale cooperazione tra il Marocco e l' Algeria.
 
2) Il Marocco si rassegna all' indipendenza del Sahara occidentale. Questa prospettiva è nulla , il Sahara essendo una causa sacra per il Marocco , che trascende tutte le altre divisioni.
 
3) L' Algeria abbandona il Fronte Polisario, per guadagnare un nuovo ruolo nel Maghreb e assicurarsi delle forti compensazioni politiche ed economiche.
 
Cronologia degli eventi.
 
1884. Il Sahara occidentale diviene un dominio spagnolo.
1973. Viene fondato il Fronte Polisario.
1975. La Spagna si ritira dal Sahara occidentale e in breve il territorio viene occupato dal Marocco e dalla Mauritania. I sahrawi, guidati dal Fronte Polisario, insorgono e inizia il conflitto.
1976. In Algeria( il 28 Febbraio) il Fronte Polisario proclama la Repubblica Araba Sahrawi Democratica (Rasd).
1977. Il Marocco erige un muro difensivo di 2.500 Km.Il muro divide in due parti il Sahara occidentale.Il Fronte Polisario stabilisce campi di rifugiati nell’Algeria Meridionale intorno alla città di Tindouf.
1979. Accordo di pace tra il Fronte Polisario e la Mauritania. La Mauritania si ritira dalla zona occupata nel 1975.
1984. L’Unione Africana riconosce la Repubblica Araba Sahrawi Democratica.
1991. Il Marocco accetta di firmare una tregua con il Fronte Polisario. Le Nazioni Unite stabiliscono di indire un referendum per decidere sull’autodeterminazione del Sahara occidentale e invia un’apposita missione, la Minurso,per prepararlo.
2005. Il Fronte Polisario rilascia 400 prigionieri di guerra marocchini.
2006. Ricomincia una forma di resistenza dei sahrawi che vivono nel Sahara occidentale occupato dal Marocco.
2007. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il 30 Aprile, approva all’unanimità una risoluzione che ribadisce il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi.
2009. Il 19 dicembre Aminatou Haidar , la pacifista e attivista per i diritti del popolo sahrawi torna in Marocco dopo un mese di sciopero della fame. Haidar era stata arrestata dalle autorità marocchine il 16 novembre
2010. Colloqui informali tra il Marocco e Il Fronte Polisario per riprendere i negoziati. L' incontro si è svolto negli Stati Uniti d'America , nel mese di Gennaio , sotto l' egida delle Nazioni Unite.[6]
Il 9 Novembre le forze dell’ordine marocchine hanno effettuato lo sgombero della “tendopoli della dignità” di Gdeim Izik alle porte di Laayoune. Circa 20 mila sahrawi si sono stabiliti presso Laayoune per reclamare condizioni di vita più degne nei territori occupati. Il Fronte Polisario parla di 11 morti e oltre 700 feriti.[7] Le autorità militari di Rabat denunciano la morte di 6 agenti.
2011.Le Nazioni Unite, per mezzo di una risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza il 27 Aprile,hanno esteso il mandato della Minurso(Missione Onu per il Referendum nel Sahara Occidentale) fino al 30 Aprile 2012.
Oltre il 72% degli elettori ha detto sì al referendum- del 1 Luglio- sulla riforma costituzionale proposta dal re Mohammed VI. La riforma prevede maggiori poteri al Parlamento, al governo e alla giustizia e intende conferire al berbero lo status di lingua ufficiale a fianco dell'arabo. Il "Movimento 20 Febbraio" ha dichiarato che proseguirà nelle proteste pubbliche, poichè considera la riforma del tutto insufficiente.Una formazione islamista, il Partito giustizia e sviluppo(PjD) ha vonto le elezioni legislative che si sono svolte il 25 Novembre.
2013.Il Tribunale militare di Rabat, il 18 Febbraio,ha emesso nove condanne all'ergastolo,tredici a pene che vanno dai venti ai trent'anni nei confronti di 24 attivisti sahrawi. Essi sono stati accusati di di aver usato violenza contro i rappresentanti delle forzr di polizia del Marocco e di aver ucciso 11 agenti nel corso dello smantellamento- da parte della polizia di Rabat- del campo di Gdeim Izik nel Novembre 2010.
 
Fonti: AA.VV,Dizionario Enciclopedico, Istituto della Enciclopedia Italiana , Roma , 1996;  Jean Palmowski,Dizionario di Storia del '900, Il Saggiatore , Milano , 1998 ;  AA.VV, L'Atlante, Le Monde Diplomatique , 2009; P.Boniface, H.Védrine , Atlas des Crises et des Conflits, Paris , 2009; PeaceReporter.
Per saperne di più : Missione delle Nazioni Unite per l' organizzazione di un referendum nel Sahara occidentale ( Minurso): www.un.org/french/peace/cu_mission/minurso/body_minurso.htm ; T.Ben Jelloun, Marocco, Einaudi,2010.
Filmografia: Mario Martone, “Una storia sahrawi”, Italia,1997.
 
[1]   AA.VV, Dizionario Enciclopedico ,Istituto della  Enciclopedia Italiana , Roma , 1996 , p.613
[2]   J.Palmowski( a cura di), Dizionario di Storia del'900 , Il Saggiatore , Milano , 1998 , p.505
[3]   AA.VV, L'Atlante , Le Monde Diplomatique , Parigi , 2009 , p.123
[4]   PeaceReporter,  http://www.peacereporter.net
[5]   P.Boniface, H.Vèdrine, Atlas des Crises et des Conflits , Armand Colin , Parigi , 2009 , p. 63
[6]   PeaceReporter , http://www.peacereporter.net
[7]P.M.Alfieri, Sahara occidentale:finisce nel sangue lo sgombero di un campo sahrawi, Avvenire.it, 9/11/2010,
http://www.avvenire.it
 

 

 

 

Altro in questa categoria: « Egitto Mali »
Devi effettuare il login per inviare commenti

Notizie e Aggiornamenti

Contributi e Approfondimenti