EMERGENZA NORD KIVU

Descrizione Progetto

Il 2008 ha visto un graduale incremento delle attività di MSF nelle province del Kivu settentrionale e meridionale. A Rutshuru, una cittadina a circa 43 miglia a nord di Goma, gli operatori MSF hanno continuato a prestare servizio presso l'ospedale locale durante le fasi più cruente dei combattimenti. Presso l'ospedale di Rutshuru sono stati effettuati oltre 3.700 interventi chirurgici, il 19% dei quali dovuti, a riprova del grave clima di violenza, a ferite d'arma da fuoco. A Kabizo, MSF ha inaugurato un programma finalizzato al contenimento di un'epidemia di morbillo e all'erogazione di assistenza sanitaria ai profughi interni recentemente arrivati nella regione. Durante gli ultimi quattro mesi del 2008, gli operatori MSF sono stati costretti a lasciare diverse volte Nyanzale per motivi di sicurezza. In aprile, un team MSF ha iniziato a operare presso un ospedale del distretto di Mweso; un altro team era già all'opera presso l'ospedale di Kitchanga, a nord-est di Goma. Complessivamente, i due team hanno effettuato oltre 550 interventi di chirurgia maggiore, 120 dei quali finalizzati a porre rimedio a lesioni connesse alla guerra. Nella cittadina di Masisi, situata a circa 50 miglia a nord-ovest di Goma, MSF ha provveduto al ricovero ospedaliero di oltre 500 pazienti al mese. Più a sud, MSF ha operato presso gli ospedali di Kirotshe e Minova nel Kivu settentrionale, e di Kalonge nel Kivu meridionale. A Minova, a dicembre, mese che ha visto l'archiviazione del progetto, MSF aveva effettuato 34.000 visite mediche. Alla fine dell'anno, MSF aveva permesso il ricovero di oltre 4.000 pazienti presso l'ospedale di Kalonge, provvedendo fra le altre cose a interventi chirurgici, parti e terapie per la malnutrizione. In un panorama altamente instabile e in rapida evoluzione, il ricorso a cliniche mobili, la valutazione di nuove aree e la rapida rilocazione degli operatori risultano fondamentali ai fini dell'efficacia della strategia. I team MSF hanno gestito cliniche mobili e collaborato con centri sanitari in villaggi e campi profughi nel circondario di Rutshuru, Nyanzale, Kabizo, Kayna, Mweso, Kitchanga, Pinga, Masisi, Kirotshe, Kalonge e Minova. MSF ha anche provveduto all'installazione di latrine e all'erogazione di acqua pulita in varie località, fra cui Kitchanga, sede di campi profughi che ospitano oltre 70.mila persone. Nel 2008, oltre 6.700 vittime di violenze sessuali hanno ricevuto cure mediche e consulenza psicologica gratuita nell'ambito di vari programmi gestiti da MSF nel Kivu settentrionale e meridionale. Soltanto a Nyanzale si è prestata assistenza a oltre 3.500 vittime, mentre a Kitchanga e Mweso ne sono state soccorse 1.450. Agosto ha visto accesi combattimenti, che hanno compromesso gli aiuti umanitari. Le condizioni igieniche si sono deteriorate e i profughi hanno avuto maggiori difficoltà ad accedere ad acqua pulita, con conseguente incremento dei casi di colera. In risposta all'emergenza, MSF ha trattato oltre 2.280 pazienti a Rutshuru e Buturande. L'inefficiente sistema sanitario nel Kivu meridionale è stato ulteriormente messo alla prova da nutriti gruppi di profughi congolesi di ritorno dai campi in Tanzania e Burundi. MSF ha continuato a collaborare con l'ospedale e con un centro terapeutico anti-colera a Baraka, nella regione di Fizi. A Minova, MSF ha fatto fronte a un'epidemia di colera trattando oltre 800 pazienti. Nel Kivu settentrionale, gli operatori MSF hanno inoltre curato bambini malnutriti presso varie strutture sanitarie supportate dall'organizzazione, e vaccinato contro il morbillo oltre 215mila piccoli. Sebbene il 2005 avesse segnato la fine di anni di conflitto nel distretto di Ituri, nella regione nord-orientale della Repubblica Democratica, la ripresa delle ostilità fra miliziani ed esercito congolese ha costretto alla fuga fino a 100mila civili. Gli operatori MSF hanno prestato servizio presso l'ospedale di Gety e inaugurato cliniche mobili a Songolo e Soke al fine di erogare servizi di assistenza medica a circa 50mila profughi e provvedere al ricovero di pazienti presso l'ospedale di Bunia. A Bunia, l'ospedale Bon Marché ha accolto 11.500 pazienti e 26.000 bambini al di sotto dei 5 anni. In un panorama altamente instabile e in rapida evoluzione, il ricorso a cliniche mobili, la valutazione di nuove aree e la rapida rilocazione degli operatori risultano fondamentali ai fini dell'efficacia della strategia. Nel dicembre 2008, Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Sudan hanno lanciato un'offensiva comune contro i ribelli ugandesi del Lord’s Resistance Army (LRA). A settembre, in risposta alle operazioni militari contro di loro, i miliziani dell'LRA hanno iniziato a commettere atti di estrema violenza contro la popolazione civile del distretto di Haut-Uélé: centinaia di uomini, donne e bambini sono stati uccisi e molti giovani sono stati arruolati a forza nell'LRA. Alla fine dell'anno, oltre 100.000 persone erano state costrette a lasciare le loro abitazioni, rimanendo così in larga misura in balia di potenziali assalitori. Gli operatori MSF hanno gestito cliniche mobili presso varie località intorno alla città di Dungu e a Doruma, Bangadi e Faradje. Tuttavia, le attività di MSF sono state ostacolate dal clima di estrema insicurezza della regione: gli operatori hanno potuto accedere alle aree più remote soltanto per via area, limitando il proprio soggiorno in loco. Nonostante l'insicurezza e i problemi logistici, nel distretto di Haut-Uélé MSF ha sottoposto 21.600 persone a screening volti ad accertare la presenza della malattia del sonno e trattato oltre 680 pazienti affetti dalla patologia. A Opienge, nel distretto di Tshopo, un team MSF ha eseguito circa 5.500 visite di civili coinvolti negli scontri fra esercito nazionale e miliziani locali. Nelle aree più stabili del paese, le necessità sanitarie restano pressanti e i team MSF sono costantemente intervenuti al fine di contenere emergenze sanitarie. Nel dicembre 2008, la regione centrale del paese è stata nuovamente colpita da un'epidemia della letale febbre emorragica Ebola: gli operatori MSF sono intervenuti isolando e assistendo le persone potenzialmente colpite dal virus e sono riusciti a contenere l'epidemia. Durante i primi mesi dell'anno, i team MSF hanno fatto fronte a epidemie di colera nelle città sud-orientali di Lubumbashi, Likasi e Kolwesi. Più a nord, nella regione del Tanganyika, diversi team MSF hanno provveduto, nell'estate del 2008, a vaccinare contro il morbillo mezzo milione di bambini di età compresa fra 6 mesi e 15 anni. Benché il conflitto nel Katanga sia terminato nel 2006, la situazione medica rimane precaria. MSF opera presso tre ospedali a Shamwana, Dubie e Pweto, nonché presso 13 presidi sanitari. In giugno, MSF ha affidato a terzi l'ospedale di Kilwa. Fra le priorità presso queste strutture si annoverano sanità materna (interventi ostetrici d'emergenza compresi) e assistenza psicologica e psichiatrica a Shamwana e Dubie. MSF ha continuato a trattare pazienti affetti da HIV/AIDS a Kinshasa, la capitale, nonché a Bukavu e Bunia, nella regione orientale del paese. Nel dicembre 2008, MSF ha affidato il progetto di Bukavu a un'organizzazione partner e alle autorità sanitarie locali. Due cliniche MSF nella città settentrionale di Kisangani hanno trattato in media ogni mese 5.000 pazienti affetti da infezioni veneree, mentre oltre 120 pazienti al mese sono stati ricoverati presso l'ospedale MSF di Lubutu, nella provincia di Maniema.

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