Pakistan

Parti in Conflitto:
Tre sono i fronti di guerra aperti in Pakistan in questo momento. Il primo è aperto al confine con l'India per la rivendicazione della regione del Kashmir. Gli altri due riguardano le regioni interne del Balucistan e del Waziristan.
Queste le parti in conflitto attualmente: guerriglieri indipendentisti del Kashmir, guerriglieri del Balucistan, guerriglieri del Waziristan, governo centrale di Islamabad.
 
Vittime di guerra:
 
Kashmir: dal 1989 65.500.
Balucistan: dal Dicembre del 2004, 1.300 tra baluci e militari pachistani.
Waziristan: Dal 2004 circa 3000 tra waziri e militari pakistani
 
Kashmir
 
Origini del Conflitto:
 
La questione del Kashmir affonda le sue radici nella metà del diciannovesimo secolo, periodo in cui il re indù Gulab Singh comprò una vasta regione dell'Asia ad una compagnia britannica permettendo la creazione del Jammu e, appunto, del Kashmir. Da questo momento il problema di una sovranità induista su una popolazione, come quella kashmira, a larga maggioranza musulmana provocò una situazione fortemente instabile, foriera di conflitti ed ancora oggi irrisolta.
Lo status attuale della provincia è il risultato del conflitto indo-pakistano del 1947-48 attraverso il quale i due stati, appena guadagnata l'indipendenza, si disputarono la sovranità di aree contese quali le province del Bengala e del Punjab, e naturalmente, il Kashmir. Durante il conflitto gran parte della popolazione della valle del Kashmir si schierò a favore dei correligionari musulmani pakistani, per l'annessione del Kashmir al Pakistan o per la nascita di un nuovo stato indipendente.
La guerra provocò migliaia di morti e si concluse solo con l'intervento delle Nazioni Unite. Con la risoluzione ONU (Agosto 1948) veniva così sancito un nuovo assetto territoriale, con il quale l'India guadagnò la parte più popolosa e fertile della provincia, mentre la sovranità pakistana rimase su una parte poco accessibile del territorio.
La causa che provoca il protrarsi del conflitto non è solo di matrice religiosa ma anche strategico-territoriale. Da un punto di vista strategico, la regione è fondamentale per controllare l'accesso alle pianure indiane dalle catene montuose del Karakorum e dell'Himalaya, e questo rappresenta per l'India un ulteriore motivo di interesse.
Non meno importante è la questione dell'acqua. In Kashmir sorgono molti fiumi, molti dei quali sono affluenti dell'Indo, fiume sacro dell'India. Il loro controllo è essenziale per l'agricoltura di entrambi i paesi. Con la spartizione territoriale conseguente al conflitto del 1947 l'India si trovò a controllare la maggior parte di queste sorgenti, condizionando fortemente la stabilità idrica del Pakistan.
 
Nel 1965, il tentativo del governo pakistano di infiltrare forze militari nel Kashmir indiano per innescare un'insurrezione, portò al conflitto conosciuto come seconda guerra del Kashmir. Esso si chiuse grazie alla pressione di Stati Uniti e Unione Sovietica (impegnati a scongiurare un'escalation che avrebbe provocato la destabilizzazione dell'intera regione) e si interruppe con un cessate il fuoco che manteneva l'assetto territoriale sostanzialmente invariato e che durò fino al 1971.
Una nuova guerra tra i due stati si aprì proprio in quest'anno per la questione della provincia del Bengala, dove i ribelli secessionisti vennero appoggiati dall'India. La guerra si risolse con la resa dell'esercito pakistano e portò all'indipendenza del Bengala (che assunse il nuovo nome Bangladesh) ma, di nuovo, la situazione in Kashmir rimase immutata. Il nuovo cessate il fuoco ed il conseguente accordo sancivano la nascita della Linea di Controllo, che nonostante non venne riconosciuta come confine internazionale, rappresentava di fatto il confine tra India e Pakistan nella zona del Kashmir.
Dal 1971 ad oggi la regione è stata attraversata da una guerra di logoramento permanente. L'azione dei movimenti secessionisti si è fatta via via più violenta e la situazione ha offerto sempre più spazio ad azioni di matrice terroristica. Dall'altra parte il governo indiano ha risposto sempre più con atti repressivi e sistematiche violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione locale.
Il 1989 ha visto l'escalation dell'insurrezione armata dei separatisti, volta ancora una volta a raggiungere l'indipendenza della regione. Il governo pakistano afferma di essersi sempre limitato a fornire supporto unicamente diplomatico e “morale”ai separatisti del Kashmir, ma Nuova Delhi vede invece dietro ai movimenti insurrezionalisti un intervento pakistano attivo e pianificato.
Tra i primi anni '90 ed il 2004, per volontà del governo indiano, è stata costruita la Barriera indo-pakistana, una recinzione di ferro elettrificata che corre per 550 km. lungo la Linea di Controllo, che ha essenzialmente l'obiettivo di limitare l'infiltrazione dal Pakistan di gruppi separatisti.
 
 
Sviluppi Recenti e Situazione Attuale:
 
Nel Dicembre del 2001, un attacco terroristico di matrice musulmana al Parlamento indiano rischiò di far precipitare di nuovo i due paesi in una guerra aperta, che avrebbe potuto includere l' utilizzo di armi nucleari. Anche grazie ai notevoli sforzi della comunità internazionale, i due governi si decisero per un mantenimento del cessate il fuoco lungo la Linea di Controllo. Due anni dopo, il presidente pakistano intensificò la pressione sui separatisti del Kashmir indiano perchè anche loro si adeguassero al nuovo stato di tregua.
Dal 2001 fino ad oggi, la tensione lungo il confine è andata progressivamente scemando. Il 2008 ha contato il più basso numero di morti civili nell'arco dell'ultimo ventennio. Nel 2006 il Presidente pakistano Musharraf ha dichiarato di essere pronto a rinunciare alle sue pretese sulla regione nel caso in cui il governo indiano ritiri le sue truppe dall'area e favorisca forme di autogoverno supervisionate da entrambi i paesi.
Le elezioni del 2008 nel Kashmir indiano hanno registrato un'affluenza del 50%, risultato sorprendentemente alto considerati i continui appelli al boicottaggio effettuati dai movimenti separatisti.
Nonostante questi segnali di distensione e l'assenza di scenari di guerra dichiarata, la questione rimane comunque irrisolta e continua a generare scontri.
 
 
Balucistan e Waziristan
 
Il Kashmir non è l'unica regione pakistana teatro di violente tensioni.
Dal 1973, anno della prima insurrezione locale, il governo centrale pakistano è impegnato nella repressione di movimenti nazionalisti in Balucistan. Gli scontri si sono fatti via via più violenti e frequenti a partire da quando, nel 1999, il governo centrale ha negato ogni possibilità di autogoverno della provincia.
La causa più rilevante della crisi è da ricercarsi nell'importanza strategica di quest'area territoriale.
Il Balucistan è la più grande provincia del Pakistan ed è abitata da otto milioni di persone. Confina con l'Iran e con l'Afghanistan e si affaccia sul Golfo di Oman e sul mare arabico. Gwadar, porto fondamentale perchè snodo di rotte petrolifere, è situato sulla costa baluci. La regione è la maggiore fonte di gas naturale per tutto il paese, è territorio di fondamentale importanza per il passaggio di alcuni gasdotti internazionali di prossima costruzione, ed è sede dei principali impianti di gas pakistani. Possiede inoltre ingenti riserve minerarie ed ha i più grandi giacimenti mondiali di rame e oro. Ha infine un grande potenziale agricolo e zoologico.
Nonostante queste caratteristiche, la provincia è la prima per tasso di povertà e l'ultima per livelli di sviluppo in tutto il paese. La popolazione è continuamente fatta oggetto di violazioni dei diritti fondamentali e, soprattutto, non ha accesso alle risorse locali a causa della politica di sfruttamento effettuata dal governo, mancando completamente dei benefici socioeconomici che potrebbe avere. Il livello di scolarizzazione, condizionato anche questo da una deliberata politica governativa, è tra i più bassi in Pakistan e il tasso di disoccupazione è il più alto in tutto il paese.
Negli ultimi anni Musharraf ha attuato una politica sempre più repressiva per gestire il problema, causando un aumento dei tentativi di insurrezione locale ed un innalzamento del livello dello scontro con i guerriglieri Baluci. I partiti nazionalisti e i loro leader sono stati fatti più volte oggetto di violenza. Dal 2006, due leader (Nawab Bugti e Balach Marri) sono stati assassinati e l'ex primo ministro della provincia Akhtar Mengal è stato arrestato. Gli arresti di cittadini innocenti, al di fuori di qualsiasi norma di diritto internazionale, e gli omicidi illegali sono all'ordine del giorno. Le libertà fondamentali sono estremamente limitate. Secondo alcuni, la strategia governativa mirerebbe
inoltre ad una progressiva “Talibanizzazione” del paese, che favorisca la diffusione del fondamentalismo in modo da escludere i partiti nazionalisti e moderati dalla vita politica e sociale della provincia.
Questa strategia, peraltro già utilizzata da Islamabad ai tempi dell'invasione sovietica e dell'Emirato talebano dell'Afghanistan, striderebbe con quella adottata dal governo pakistano in Waziristan.
Dall'inverno del 2001, a seguito degli attentati dell'11 Settembre negli Stati Uniti, l'esercito pakistano conduce una guerra in questa regione a nord ovest dello Stato. Le Aree Tribali della regione sono sempre state indipendenti dal potere centrale pakistano, ma con l'inizio della guerra al terrore scatenata dal governo di George W. Bush, il governo di Islamabad è stato costretto ad imporre la propria autorità anche in quest'area, dove probabilmente si nasconde Bin Laden, scontrandosi con guerriglieri legati alla resistenza talebana e ad Al Qaeda.
 
Cronologia
 
 
1947- Il Pakistan diviene Stato indipendente
 
1947/1948- Primo conflitto indo-pakistano
 
1948- La risoluzione ONU pone fine al conflitto e sancisce il nuovo assetto territoriale
 
1965- Secondo conflitto indo-pakistano, primo cessate il fuoco
 
1971- Terzo conflitto indo-pakistano per la provincia del Bengala, che diviene indipendente con il nome Bangladesh
 
1971- Nuovo cessate il fuoco ed istituzione della linea di controllo
 
1973- Prima insurrezione dei nazionalisti in Balucistan
 
1989- L'insurrezione armata dei separatisti Kashmiri raggiunge il suo apice
 
1990- Inizio della costruzione della barriera anglo-pakistana
 
1999- Il governo centrale pakistano nega ufficialmente la possibilità di forme di
autogoverno in Balucistan
 
2001- Attacco terroristico di matrice musulmana al parlamento indiano. Scongiurato il rischio di un nuovo conflitto, i due paesi si decidono per un mantenimento del cessate il fuoco lungo la linea di controllo
 
2001- Inizio delle operazioni militari pakistane nella regione del Waziristan
 
2006- I leader baluci Nawab Bugti e Balach Marri sono assassinati.
2007- A Rawalpindi, nel corso di un comizio, un attentato kamikaze uccide- e con lei altre 20 persone- l'ex premier Benazir Bhutto.
 
2008- Le elezioni nel Kashmir indiano registrano un'affluenza del 50%.Il 18 agosto si dimette il presidente Musharaff. Il 6 settembre viene eletto presidente Asif Ali Zardari, leader del Partito del popolo pakistano(PPP) e vedovo di Benazir Bhutto.
2009- Il 27 e il 30 agosto diversi attentati suicidi hanno causato la morte di di quaranta poliziotti e militari.
2010- Piogge monsoniche di eccezionale intensità provocano oltre 1500 vittime e milioni di profughi interni nelle province del Punjab, Baluchistan e Sind.
2011- Attentato suicida nel distretto di Lower Dir, lo scorso 15 settembre, cusa 20 morti e 35 feriti. L'attentato é rivendicato dal locale gruppo taleban.
2012. La Corte suprema-lo scorso 18 Gennaio- ha accusato Yusef Raza Gèlani, primo ministro, di oltraggio alla Corte e di aver protetto il presidente Zardari(accusato di corruzione).
2013. Venerdì 26 Aprile, Musharraf é stato accusato di non aver protetto Benazir Bhutto, uccisa  a causa di un attentato kamikaze nel 2007.Domenica 12 Maggio. Vittoria, alle elezioni legislative di Sabato 11- della Lega dei Musulmani.
Domenica 22 Settembre: Due attentatori si sono fatti esplodere davanti alla Chiesa di Khoati Bazaar, a Peshawar.L'azione terroristica ha provocato la morte di 81 persone e 145 feriti tra i fedeli cristiani.
 
Sitografia
 
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