Armenia- Azerbaijan/ Conflitto armato in Nagorno Karabakh. In evidenza

Riportiamo di seguito alcuni brani tratti dall'articolo, a firma di Simone Zoppellaro, Alta tensione in Nagorno Karabackh, pubblicato Lunedì 4 Aprile 2016  dall' Osservatorio Balcani e Caucaso.

Terzo giorno di scontri in Nagorno Karabakh lungo la frontiera fra la repubblica de facto occupata dagli armeni e l’Azerbaijan. Cupi e odiosi, i tamburi della guerra tornano a suonare nel Caucaso. Mai prima d’ora, negli ultimi vent’anni – dopo la fine della guerra per il Nagorno-Karabakh nel 1994 – ci sono stati tanti morti e feriti in questo conflitto, che per anni ci si è ostinati a definire “congelato”. Cadono nel vuoto, uno dopo l’altro, gli appelli della comunità internazionale che invitano le due parti al rispetto del cessate il fuoco. La tregua unilaterale dichiarata ieri dall’Azerbaijan non è mai entrata in vigore. Fra i morti anche diversi civili, fra cui anche un bambino.Un’escalation militare, senza dubbio, ma anche e soprattutto diplomatica, mediatica e di propaganda. Il tutto  è scoppiato al termine del viaggio americano dei presidenti di due paesi. Il vicepresidente degli Usa Joe Biden, alla vigilia degli scontri, aveva incontrato separatamente a Washington il leader azero Aliyev e l’armeno Sargsyan, tentando un rilancio della pace per questa guerra infinita. A poche ore dalle sue dichiarazioni, è arrivata dal Caucaso la risposta definitiva al suo appello. La pace in Nagorno Karabakh è oggi più lontana che mai.

Fonte: http://www.balcanicaucaso.org/aree/Nagorno-Karabakh/Alta-tensione-in-Nagorno-Karabakh-169714

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