Libia

Confini e territorio. Confina a Est con l’Egitto,a Sud Est con il Sudan, a Sud con il Ciad e il Niger, a Ovest con l’Algeria, a Nord Ovest con la Tunisia e si affaccia a Nord al Mar Mediterraneo.

Forma di Governo. Repubblica socialista. Superficie 1 775 500 kmq. Popolazione 6 419 900 ab.(stima 2009). Capitale Tripoli 2 188 000 ab.(2006).
 
Origini crisi.
Tripolitania,Pirenaica e Fezzan, le tre regioni costitutive del paese fecero parte dell’Impero ottomano dal 1551 al 1911. Con la guerra italo-turca le tre regioni furono conquistate dall’Italia.
Nel 1939 la Libia divenne una provincia italiana e- durante il secondo conflitto mondiale- il paese venne sottoposto,nel Settembre 1943, al regime militare della Gran Bretagna.
Al termine della conflitto mondiale, una risoluzione delle Nazioni Unite nel 1951 dichiarò la Libia indipendente.[1]
La Libia fu governata dall’emiro Idris al Sanussi I. Il re, Idris I ,ottenne ingenti aiuti da parte della Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, in cambio le due nazioni ottennero concessioni per basi militari. Nel 1959 con la scoperta di ricchi giacimenti petroliferi sul suo territorio, la Libia legò il suo sviluppo economico al supporto tecnico e agli investimenti di capitali inglesi e statunitensi[2]. Inoltre il re decise di modernizzare lo stato: abolì la struttura federale e favorì l’emancipazione femminile.
Cominciò a manifestarsi una opposizione,intellettuali e studenti, contro le politiche del governo di re Idris.Nel 1967 il conflitto arabo-israeliano accentuò le istanze nazionaliste e accellerò la crisi della monarchia. Il 31 Agosto 1969 un gruppo di giovani militari rovesciò la monarchia con un colpo di stato e proclamò la Repubblica araba di Libia. Il colonnello al-Gheddafi si attribuì,senza ricoprire alcuna carica pubblica, il potere supremo quale “guida della Rivoluzione”.Gheddafi nazionalizzò le compagnie petrolifere straniere e le banche,instaurò un sistema sanitario gratuito e organizzò un vasto sistema scolastico[3]. Contemporaneamente il colonnello abolì elezioni e partiti politici. Nel Marzo 1977, con la riforma costituzionale la Libia assunse il nome di “Jamahiriya araba libica socialista” ( significa “potere delle masse”).
Il socialismo libico,in senso anticapitalista e anticomunista, incoraggiò Gheddafi a sostenere le organizzazioni terroristiche che combattevano le nazioni arabe filoccidentali: Libano,Egitto e Ciad. Questa linea politica fu contrastata dagli Stati Uniti che decisero, nell’Aprile del 1986, di avviare un attacco aereo su Tripoli. Il fallimentare intervento in Ciad ( la Libia rivendicò dal 1973 al 1987, la parte nord del paese, ricca di uranio) negli anni Ottanta e il crescente isolamento sul piano delle relazioni internazionali, convinsero il colonnello a cambiare linea politica. Ritirò i militari dal Ciad ( nel 1987), sospese il sostegno alle attività terroristiche( le Nazioni Unite,nel 1992,riconobbero alla Libia la responsabilità di due attentati terroristici- dove persero la vita 440 persone-commessi nel 1979 contro un aereo francese che precipitò sopra il Ciad, e nel 1988 contro un aereo statunitense che precipitò a Lockerbie,in Scozia.)  e condannò l’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein. Tutto ciò non impressionò gli Stati Uniti e la Gran Bretagna che convinsero l’ONU a varare delle sanzioni economiche contro la Libia. Gheddafi si rifiutò di estradare( cosa che poi fece nel 1999) i due agenti libici sospettati di essere i responsabili dell’attentato all’aereo statunitense nel cielo di Lockerbie.[4]
Nel 2003 la Libia si impegnò, con una lettera indirizzata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a non prendere parte direttamente o indirettamente alla attuazione di azioni terroristiche internazionali e dichiarò di voler risarcire i familiari delle vittime dell’attentato di Lockerbie[5]. Questa politica della distensione con i paesi occidentali portò alla revoca (nel biennio 2003-2004) delle sanzioni che furono inflitte alla Libia dall’Unione Europea,dal Consiglio di Sicurezza e dagli Stati Uniti.
Nella stessa strategia politica la Libia riprese i rapporti con l’Italia- principale partner commerciale- e il 31 Agosto 2008, a Bengasi,Libia e Italia firmarono il trattato bilaterale di amicizia, partenariato e cooperazione.
 
Situazione attuale.
Dalla metà di Febbraio in Libia si sono svolte numerose manifestazioni contro il regime di Gheddafi. Dopo le sollevazioni avvenute in Tunisia ed in Egitto, i manifestanti( in gran parte giovani. Metà della popolazione libica ha meno di 20 anni) hanno deciso di affrontare apertamente le forze militari e reclamare libertà, dignità e lavoro. Questa opposizione spontanea è concentrata principalmente in Cirenaica, al Nord-Est. A Bengasi,lo scorso 27 Febbraio si è costituito il Consiglio nazionale libico.Mustafa Add al Jalil,già ministro della giustizia con Gheddafi,è il presidente dell’organo politico degli oppositori. La Cirenaica non ha mai accettato la presa del potere di Gheddafi e non ha beneficiato della rendita petrolifera(la Libia ricava dal petrolio quasi il 90%del valore delle esportazioni).Gheddafi raccoglie consensi in Tripolitania,la parte occidentale della costa libica.
In Libia la situazione è diversa da quella di Egitto e Tunisia dove vi sono partiti politici,sindacati,istituzioni civili e culturali. Chi controlla gli apparati di sicurezza e amministrativi e le regioni ricche di petrolio sono alcune tribù : Meghara,Gueddafa eWarfala.[6]
Al momento è in atto una guerra civile in Libia. Da settimane si combatte senza interruzione. Secondo la Mezzaluna Rossa tunisina, alla frontiera di Ras Jdir( tra la Tunisia e la Libia) dal 20 Febbraio sono arrivati 100.000 profughi. Sono soprattutto egiziani,cinesi,eritrei,somali,vietnamiti e bengalesi.L’esercito di Gheddafi intende riprendere il controllo del territorio e isolare la Cirenaica,roccaforte degli insorti .Il colonnello dispone di aerei e di elicotteri che possono bombardare i centri dell’opposizione. Il quotidiano francese “Le Monde” ha riferito che centinaia di libici sono stati uccisi dalle milizie di Gheddafi[7].Tutte le notizie sono da verificare poiché si susseguono conferme e smentite e giungono per testimonianze indirette,per telefono ai diversi mass media.
Il 17 Marzo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato con dieci voti a favore,zero contrari e cinque astenuti ( tra i quali:Cina,Russia e Germania) la risoluzione 1973 che prevede la no fly zone ( zona di non volo e indica un territorio sopra il quale è vietata qualsiasi attività di volo)sulla Libia e il ricorso a tutte le misure necessarie- tranne un’invasione militare- per proteggere la popolazione civile dalle forze leali a Gheddafi. I Paesi impegnati in azioni attive sulla Libia,sulla base della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, sono: Francia,Gran Bretagna,Stati Uniti,Canada,Italia,Belgio e Qatar. Nel pomeriggio di Sabato 19 Marzo forze aeree francesi hanno dato inizio,dopo la falsa tregua annunciata da Gheddafi e la violazione del divieto di sorvolo, alle operazioni militari: colpiti carri armati,depositi di carburante e rendere impotente l’apparato militare di Gheddafi[8].Il ministero della salute libico ha comunicato che le operazioni militari dell’aviazione francese hanno provocato 64 morti.[9]La Lega Araba,che il 12 Marzo si è pronunciata a favore di una no fly zone, ha espresso perplessità in merito all’azione militare della coalizione internazionale.[10]
 
Cronologia degli eventi.
1551-1911. La Libia è parte dell’Impero ottomano.
1911. Sbarco italiano a Bendasi (il 18 Ottobre) e conquista della Libia.
1939. Diviene una provincia italiana.
1951. Le Nazioni Unite dichiarano la Libia indipendente e Idris al Sanassi diviene re del Regno unito di Libia. L’indipendenza viene proclamata il 24 Dicembre.
1959. Scoperta di importanti giacimenti petroliferi.
1969. Il 31 Agosto un gruppo di giovani militari, gli Ufficiali liberi, depone il re Idris I e proclama la Repubblica Araba di Libia.
1977. Entra in vigore una nuova Costituzione e la Libia assume la denominazione di Jamahiriya. I principi della Costituzione si basano sul Libro verde (pubblicato nel 1973) di Gheddafi.
1986. Nella notte del 15 Aprile gli Stati Uniti decidono di reagire alle azioni terroristiche libiche con 70 cacciabombardieri che colpiscono Tripoli e Bengasi.Muoiono 37 persone mesi, 98 feriti,tutti civili.
1992. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU imputa alla Libia la responsabilità di due sanguinosi attentati terroristici commessi nel 1979 e nel 1988.
1994. La Corte internazionale di giustizia dell’Aia attribuisce definitivamente al Ciad la striscia di frontiera di Aozou,occupata dal 1973 dalla Libia.
1993. Viene estesa l’applicazione della legge islamica in campo penale e civile.
2003. Le Nazioni Unite rimuovono l’embargo commerciale che era stato imposto a Tripoli dopo l’attentato libico contro un locale pubblico in Germania nel 1986.
2004. La Libia firma il protocollo del Trattato di non proliferazione nucleare(Tnp).
2008. Libia e Italia siglano il Trattato di Amicizia. Con il Trattato l’Italia promette alla Libia cinque miliardi di dollari nell’arco di vent’anni come risarcimento per il suo passato coloniale. La Libia riserverà all’Italia contratti energetici,nelle infrastrutture e nella difesa.
2010. Il 2 Giugno la Libia chiude gli uffici delle Nazioni Unite di Tripoli, che si occupavano di assistere i migranti respinti dai paesi europei.
2011. Dal 17 Febbraio in Libia vige un conflitto tra le forze militari fedeli a Gheddafi e un fronte di insorti. Le rivolte avvenute in Tunisia e in Egitto hanno contribuito a sollevare quella parte di popolo stanca del regime di Gheddafi.Il 27 Febbraio il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite adotta misure,risoluzione 1970, contro Gheddafi: embargo sulla vendita di armi e congelamento dei beni della famiglia del leader libico.
Nella notte tra Lunedì 9 e Martedì 10 Maggio vi sono state otto incursione aeree della Nato contro il quartier generale di Gheddafi a Tripoli e la sede della tv al Jamahiriya.Sempre Lunedì 9 Maggio, Valerie Amos, sottosegretaria alle Nazioni Unite, ha fatto il punto della situazione umanitaria in Libia dall'inizio del conflitto: 750 mila profughi, mancanza di cibo, medicine e acqua potabile. Le forze anti Gheddafi rimangono ferme a Misurata e l'operazione militare della Nato non riesce, allo stato attuale, a determinare la partenza di Gheddafi e un reale cessate il fuoco.
La Corte Penale internazionale, il tribunale delle Nazioni Unite con sede all'Aja, ha emesso, Lunedì 27 Giugno, un mandato di cattura per crimini contro l'umanità a carico del colonnello Gheddafi, di suo figlio Saif al Islam e del capo dei servizi segreti libici Abdullah al-Senussi. Dopo cento giorni di raid ( 4.804)effettuati dalla NATO il regime di Gheddafi tiene in mano la popolazione.( Fonte: A.Bonanni, Crimini contro l'umanità arrestate il Colonnello, La Repubblica, Martedì 28 Giugno 2011, p.35).
Giovedì 20 Ottobre. Il colonnello Gheddafi viene catturato e poi ucciso a Sirte.Il 22 Novembre Abderahim el-Kib é stato eletto primo ministro del Governo. Il nuovo esecutivo dovrà stabilizzare il paese ed proclamare la elezione di una Costituente.
2012: Il Consiglio nazionale di transizione(CNT) ha passato i poteri all'Assemblea nazionale eletta il 7 Luglio.Nell'Assemblea saranno presenti: con 39 seggi i moderati delle forze nazionali e, con 17 seggi, il movimento Giustizia e Costituzione.
2013. Mercoledì 26 Giugno, Abu Sahmain,rappresentante della minoranza berbera, é stato eletto presidente dell'Assemblea nazionale( equivalente a capo dello Stato provvisorio). Sahmain ha ricevuto 96 voti a favore su 184 elettori.
 
Fonti: AA.VV,Agenzia ANSA, www.ansa.it , 20 Marzo 2011; AA.VV,Atlante De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini Novara,2010; AA.VV, Au coeur du chaos, Jeune Afrique n 2616 du 27 Février au 6Mars 2011,p.27; AA.VV, Faut-il intervenir contre le Colonel Kadhafi?, Le Monde,67 année- n 2056,Dimanche 6 Mars 2011,p.1 ; E.Di Nolfo,L’Europa delle nazioni e il risiko africano,Il Messaggero,Domenica 20 Marzo 2011,p.1 ; J.Palmowski,Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore,1998; N.Ronzitti, Il Trattato Italia-Libia di Amicizia,Partenariato Cooperazione,Istituto Affari Internazionali,Gennaio 2009, www.iai.it  
 
Per saperne di più: A.Del Boca, Gheddafi:una sfida dal deserto,Economica Laterza,2010; B.Monika, Libia felix, Mondadori,2008;E.Fabrizio, Petrolio,cammelli e finanza. Cent’anni di storia ed affari tra Italia e Libia, Fuoco Edizioni,2010; AA.VV, La Libia brucia,Internazionale,23 Febbraio/3 Marzo 2011 n.886 Anno 18, pp.20-33.

Filmografia: The lion of desert, di M.Akkad,1981.

 


[1]J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore, 1998,p.403
[2]AA.VV, Nuova Enciclopedia Universale,Garzanti,1998,p.836
[3]AA.VV,Atlante De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini,Novara,2010,p.750
[4]J.Palmowski,Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore,1998,p.403
[5]N.Ronzitti,Il Trattato Italia-Libia di Amicizia,Partenariato e Cooperazione,Istituto Affari Internazionali,Gennaio 2009, pp.2-3
[6]AA.VV,Au coeur du chaos,Jeune Afrique n.2616 , du 27 Février au 6 Mars 2011,p.27
[7]AA.VV,Faut-il intervenir contre le colonel Kadhafi?,Le Monde,67 année -n 20565,Dimanche 6 Mars 2011,p.1
[8]E. Di Nolfo, L’Europa delle nazioni e il risiko africano,Il Messaggero,Domenica 20 Marzo 2011,p.1
[9]AA.VV,Gheddafi accusa:”L’Italia ci ha tradito”,Agenzia ANSA, www.ansa.it ,20 Marzo 2011.
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