Redazione Lapaco

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Testimonianze sul campo/Colombia.

Testimonianze sul campo/Colombia.

Cari amici che mi seguite dall'Italia,

vi racconto che in questi ultimi mesi stiamo passando nel quartiere dove vivo una situazione piuttosto difficile.

Tra i mesi di maggio e giugno sono state uccise una trentina di persone nella zona che circonda la mia casa.

Ci siamo riuniti un gruppo di persone ,laici e religiosi impegnati nel quartiere e volevamo in un primo tempo organizzare una marcia per la vita. 

Quando abbiamo consultato la gente , abbiamo visto che sarebbe stato un fallimento perché la gente ha ragionevolmente paura di esporsi e molti ci hanno detto che non avrebbero partecipato.

Abbiamo quindi pensato ad una azione alternativa e si é deciso di organizzare una Messa, in piazza in ricordo di tutti coloro che erano stati assassinati, raccogliendo prima tutti i dati possibili sulle vittime che erano state uccise.

La celebrazione, che é stata ieri, é risultata molto bene.

 Presiedeva la Messa il parroco ed eravamo presenti 6 altri sacerdoti della zona, molte suore e circa 400 laici.. Si sono fatti presenti il sindaco, il colonnello della polizia, ed altre autoritá della zona.

Io ero incaricato di fare un discorsino di introduzione che spiegasse il senso di ció che stavamo per celebrare.

Ve lo traduco perché possiate capire l'ambiente che si sta vivendo.

 

"A nome di coloro che abbiamo organizzato questa celebrazione, do il benvenuto a tutte le persone che hanno voluto partecipare a questo momento di orazione comune.

Vi leggo alcune parole che abbiamo preparato insieme.

Ci racconta la Bibbia che quando Caino assassinó Abele,Dio lo chiamó e gli chiese: " Dov'é tuo fratello?"

Caino rispose:" Sono forse io il guardiano di mio fratello?"

Durante queste ultime settimane la stessa storia si é ripetuta varie volte in questo territorio.

In questi ultimi due mesi piú di 30 persone (la maggioranza di loro giovani)  son state assassinate  in questa zona.

La morte, le pistole ( in quel momento ho preso in mano una pistola di plastica e l'ho tenuta alzata fino quasi alla fine del mio intervento),il terrore,la paura stanno regnando in tutto questo settore.

Parecchie famiglie hanno abbandonato il quartiere impaurite.

Intanto gli assassini si nascondono come Caino e stanno forse preparando nuovi omicidi.

Nessuno vuole parlare di ció che sta succedendo.

Con molte difficoltá siamo riusciti a riunire foto e dati di alcune delle vittime, che vedete qui esposte davanti all'altare

(C'erano davati all'altare una trentina di quadretti con nomi,foto,luogo e data dell'omicidio che hanno impressionato molto i presenti per la loro quantitá,  di cui molti non erano coscienti.)

 

Oggi ci siamo riuniti innanzitutto per pregare per l'eterno riposo di tutte quelle vittime.

Ci siamo riuniti per accompagnare e animare  familiari e amici di coloro che son stati uccisi.

Ci siamo riuniti per chiedere a Dio che di nuovo interpelli i  Caini che hanno ucciso nel nostro quartiere: " Dov'é tuo fratello?" e li aiuti a convertirsi e a smettere di uccidere.

Siamo qui per chiedere a Dio che muova le forze dello stato a difendere il diritto alla vita non solo dei ricchi, dei grandi, dei famosi, delle persone in uniforme , ma anche della popolazione povera, dei quartieri marginali come il nostro.

Ci siamo riuniti perché tutti in qualche modo ci sentiamo responsabili, a causa della nostra paura e dei nostri silenzi, dell'omicidio di tanti nostri vicini.

Vogliamo chiedere perdono a Dio ed a loro per la loro morte e impegnarci a ( le seguenti tre linee le ho gridate)

-DIRE NO A NUOVI OMICIDI

-A DISTRUGGERE LE ARMI ( in quel momento ho preso la pistola con le due mani, l'ho spezzata in due,l'ho tirata al suolo e                                                                    pestata sotto i miei piedi)

-A SMETTERE DI USARE LA VIOLENZA PER RISOLVERE I NOSTRI PROBLEMI.

Uniamoci ora in preghiera, chiedendo a Dio che ci aiuti a costruire un territorio di pace."

 

La gente presente é stata molto contenta di ció che si é fatto.

Ora pensiamo di presentare i dati  raccolti a organismi di diritti umani nazionali e stranieri perché facciano pressione sullo stato perché é molto strano che dopo 30 omicidi non si senta parlare di nessuna persona arrestata o sospetta.

Chi ha interesse che tutto questo resti nel silenzio?

Sono molto contento che siamo riusciti a organizzare questa mobilitazione: accompagnateci con la vostra preghiera.

Un abbraccio a tutti voi

 

* Padre Francesco Nascimbene, Missionario comboniano in Colombia, è l'autore del contenuto.

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20 Giugno 2016, Giornata Mondiale del Rifugiato.

Il 20 Giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti.

Con la Giornata Mondiale del Rifugiato l’UNHCR, l' Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, vuole invitare il pubblico ad una riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.

 

Fonte:UNHCR,https://www.unhcr.it/cosa-facciamo/eventi-e-campagne/giornata-mondiale-del-rifugiato

Per saperne di più: Corriere della Sera, articolo a firma di Alessandra Coppola, Giornata del Rifugiato,i bambini perduti deella valle della Bekaa, http://www.corriere.it/esteri/16_giugno_18/06-esteri-testo-t2corriere-web-sezioni-896b8e6a-3577-11e6-8ef0-3c2327086418.shtml

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Tunisia/Making Peace- Construire la Paix.

Prima in un Paese arabo, la Tunisia ospita, nella centralissima avenue Habib Bourguiga della capitale, la mostra fotografica internazionale "Making Peace-Construire la paix". 120 fotografie sul tema della pace, realizzate da famosi artisti di tutto il mondo dal 1914 al 2015, saranno esposte al pubblico fino al mese di Settembre per rendere omaggio alla transizione democratica tunisina e al ruolo svolto dalla società civile nel Paese nel post rivoluzione.

Organizzata dall'Ambasciata svizzera in Tunisia, in collaborazione con i ministri della Cultura e dell'Educazione, l'Ufficio Internazionale della Pace, l'Organizzazione mondiale contro la tortura, l'Istituto arabo dei diritti dell'Uomo, con il sostegno delle ambasciate di Canada, Paesi Bassi e Fondazione Kamel Lazaar, questa iniziativa dal 1914 ha lo scopo di promuovere la pace nel mondo attraverso la fotografica.

Fonte: ANSAmed, http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cultura/2016/05/31/mostre-a-tunisi-making-peace-120-foto-su-tema-pace_419cc8cb-6a78-40e0-8185-179cdd77af4c.html

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Istanbul/ Per la pace.Vertice umanitario mondiale.

Seimila partecipanti, tra cui cinquanta leader mondiali. Prende il via, Lunedì 23 maggio a Istanbul il primo vertice umanitario mondiale, voluto dal segretario generale dell’Onu, Ban-Ki-moon. Per due giorni, nella capitale turca si riuniranno rappresentanti di governi, agenzie per gli aiuti umanitari, comunità colpite, società civile e settore privato.

L’obiettivo ultimo della mobilitazione che ha portato al vertice è, in sostanza, tutelare l’umanità, mettendo in campo una cooperazione davvero mondiale. Dalle guerre più diverse ai disastri ambientali più dimenticati. Lo scopo è ambizioso e i piani di azione sono innumerevoli e complessi.

L’appello, che emerge già prima del summit, arriva anche alle religioni e nello stesso tempo è lanciato proprio dalle religioni. A Istanbul infatti ci sarà un dibattito speciale proprio sull’impegno delle confessioni religiose.

Ma anche i leader religiosi hanno un obiettivo preciso da raggiungere, lavorandoci molto. Ed è far sì che tutti si impegnino a giocare un ruolo nella battaglia contro i fondamentalismi.

Più in generale, da parte dei leader politici, è necessaria una doverosa assunzione di responsabilità affinché cooperazione faccia rima con riconciliazione, e perché l’impegno all’assistenza proceda di pari passo con un impegno serio per la pace.

Fonte: Articolo a firma di Fausta Speranza, Impegno per la pace, L' Osservatore Romano, 21 Maggio 2016, http://www.osservatoreromano.va/it/news/impegno-la-pace#sthash.SWeREIxd.dpuf

 

 

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