Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

INFORMATIVA ESTESA COOKIE

INFORMATIVA SUI COOKIES DI LAPACO

Il presente sito Web, di proprietà di Need s.r.l, titolare del trattamento ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (“Codice Privacy”), utilizza i cookies e tecnologie analoghe.
La presente informativa fornisce indicazioni su come sono utilizzati i cookies e su come possono essere controllati dall’utente.

L’utilizzo di questo sito Web (e di ogni altro sito gestito da noi) comporta l’accettazione, da parte dell’utente, del ricorso ai cookies (e tecnologie analoghe) conformemente alla presente informativa.
In particolare, si accetta l’uso dei cookies di analisi, pubblicità, marketing e profilazione, funzionalità per gli scopi di seguito descritti.

Se l’utente accetta i cookies di profilazione, come più oltre identificati, questi saranno aggiunti al proprio profilo già esistente nelle nostre banche dati, qualora l’utente abbia prestato il consenso ad attività di marketing e profilazione in occasione della sua adesione a una o più delle iniziative condotte dal nostro sito (es.: in fase di registrazione, e-commerce, per partecipare a concorsi a premi).

Qualora l’utente non intenda accettare l’uso dei cookies per finalità di analisi, pubblicità, profilazione, ha la possibilità di modificare l’impostazione del proprio browser secondo le modalità descritte nella sezione “Come controllare ed eliminare i cookies”.

Cosa sono i cookies
I cookies sono informazioni salvate sul disco fisso del terminale dell’utente e che sono inviate dal browser dell’utente a un Web server e che si riferiscono all’utilizzo della rete. Di conseguenza, permettono di conoscere i servizi, i siti frequentati e le opzioni che, navigando in rete, sono state manifestate. In altri termini, i cookies sono piccoli file, contenenti lettere e numeri, che vengono scaricati sul computer o dispositivo mobile dell’utente quando si visita un sito Web. I cookies vengono poi re-inviati al sito originario a ogni visita successiva, o a un altro sito Web che riconosce questi cookies. I cookies sono utili poiché consentono a un sito Web di riconoscere il dispositivo dell’utente.

Queste informazioni non sono, quindi, fornite spontaneamente e direttamente, ma lasciano traccia della navigazione in rete da parte dell'utente.

I cookies svolgono diverse funzioni e consentono di navigare tra le pagine in modo efficiente, ricordando le preferenze dell’utente e, più in generale, migliorando la sua esperienza. Possono anche contribuire a garantire che le pubblicità mostrate durante la navigazione siano di suo interesse e che le attività di marketing realizzate siano conformi alle sue preferenze, evitando iniziative promozionali sgradite o non in linea con le esigenze dell’utente.

Durante la navigazione su di un sito, l’utente può ricevere sul suo terminale anche cookies che sono inviati da siti o da web server diversi (c.d. “terze parti”), sui quali possono risiedere alcuni elementi (es.: immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando. Possono esserci, quindi, sotto questo profilo:

  1. Cookies diretti, inviati direttamente da questo sito al dispositivo dell’utente
  2. Cookies di terze parti, provenienti da una terza parte ma inviati per nostro conto. Il presente sito usa i cookies di terze parti per agevolare l’analisi del nostro sito Web e del loro utilizzo, e per consentire pubblicità mirate (come descritto di seguito).

Inoltre, in funzione della finalità di utilizzazione dei cookies, questi si possono distinguere in:

  1. Cookies tecnici: sono utilizzati per permettere la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o per erogare un servizio espressamente richiesto dall’utente. Non sono utilizzati per altre finalità. Nella categoria dei cookies tecnici, la cui utilizzazione non richiede il consenso dell’utente, si distinguono:
    1. Cookies di navigazione o di sessione: garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito Web (es.: per autenticarsi ed accedere alle aree riservate). L’uso questi cookies (che non sono memorizzati in modo persistente sul dispositivo dell’utente e sono automaticamente eliminati con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione d’identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito.
    2. Cookies analytics: sono utilizzati soltanto per raccogliere informazioni in forma aggregata, sul numero di utenti che visitano il sito e come lo visitano.
    3. Cookies di funzionalità: permettono all’utente dii navigare in base a una serie di criteri selezionati (es.: lingua, prodotti o servizi acquistati) per migliorare il servizio reso all’utente.
  2. Cookies di profilazione: sono volti a creare profili relativi all’utente e utilizzati per inviare messaggi promozionali mirati in funzione delle preferenze manifestate dall'utente durante la sua navigazione in rete. Questi cookies sono utilizzabili per tali scopi soltanto con il consenso dell’utente.

Come sono utilizzati i cookies da questo sito
La tabella seguente riassume il modo in cui questo sito e le terzi parti utilizzano i cookies. Questi usi comprendono il ricorso ai cookies per:

  1. conoscere il numero totale di visitatori in modo continuativo oltre ai tipi di browser (ad es. Firefox, Safari o Internet Explorer) e sistemi operativi (ad es. Windows o Macintosh) utilizzati;
  2. monitorare le prestazioni del sito, incluso il modo in cui i visitatori lo utilizzano, nonché per migliorarne le funzionalità;
  3. personalizzare e migliorare l’esperienza utente on-line; e
  4. consentire la profilazione dell’utente, per scopi promozionali mirati e personalizzati in funzione delle preferenze ed interessi manifestati in rete dall’utente, da nostra parte e di terze parti, sia su questo sito che al di fuori dello stesso.

Quali categorie di cookies utilizziamo e come possono essere gestiti dall’utente
I tipi di cookie utilizzati possono essere classificati in una delle categorie, di seguito riportate nella tabella seguente, che permette all’utente di prestare il proprio consenso o modificarlo (se precedentemente già espresso) per accettare i vari tipi di cookies:

Tipo di cookie Finalità del cookie Origine e come bloccarlo
Cookies essenziali del sito web (di sessione e di navigazione) Questi cookies sono essenziali per una corretta navigazione e per fruire delle funzioni del sito. Questi cookies non raccolgono informazioni personali utilizzabili a scopo di marketing, né memorizzano i siti visitati. L’uso di questi cookies (che non sono memorizzati in modo persistente sul dispositivo dell’utente e sono automaticamente eliminati con la chiusura del browser) è strettamente limitato alla trasmissione d’identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Questa categoria di cookies non può essere disattivata. (cookies diretti)
Cookies di funzionalità Questi cookies ci consentono di ricordare le scelte effettuate (come il nome utente, la lingua o la posizione geografica) e forniscono funzioni migliorate e personalizzate. Le informazioni raccolte da tali cookies possono essere rese anonime e non tengono traccia dell’attività di navigazione su altri siti web. Questa categoria di cookies non può essere disattivata. (cookies diretti)
Cookies di funzionalità e pubblicitari Questi cookies sono impiegati per fornire dei contenuti sul nostro sito web mediante YouTube. I dati raccolti da Google possono essere utilizzati per scopi ulteriori, ivi compresi quelli pubblicitari.

Google YouTube,privacy policy cookie

Cookies analytics Questi cookies, anche i cache cookies, sono impostati da Google Analytics e sono impiegati al fine di raccogliere informazioni sul modo in cui i visitatori utilizzano il sito, ivi compreso il numero di visitatori, i siti di provenienza e le pagine visitate sul nostro sito web. Utilizziamo queste informazioni per compilare rapporti e per migliorare il nostro sito web; questo ci consente, ad esempio, di conoscere eventuali errori rilevati dagli utenti e di assicurare loro una navigazione immediata, per trovare facilmente quello che cercano. In generale, questi cookie restano sul computer del visitatore fino a quando non vengono eliminati.

Google Analytics privacy policy cookie 
Per tenere sotto controllo la raccolta di dati ai fini di analisi effettuata da Google Analytics, visita la pagina delComponente aggiuntivo del browser per la disattivazione di Google Analytics.

Tecnologie analoghe ai cookies
Come nel caso di molti siti web, utilizziamo tecnologie analoghe ai cookies, compresi gli oggetti condivisi locali (anche noti come “flash cookie”), l’analisi della cronologia del browser, le impronte digitali dei browser e i pixel tag (anche noti come “web beacon”). Queste tecnologie forniscono a noi e ai nostri fornitori informazioni su come il sito e il suo contenuto sono utilizzati dai visitatori, e ci consentono di identificare se il computer o il dispositivo ha visitato i nostri o altri siti in passato.

I nostri server raccolgono automaticamente l’indirizzo IP dell’utente; in questo modo, possiamo associare tale indirizzo al nome del dominio utente o a quello del suo Internet Provider. Potremmo anche raccogliere alcuni “dati clickstream” relativi all’utilizzo del sito. I dati clickstream includono, ad esempio, informazioni relative al computer o dispositivo utente, al browser e al sistema operativo e relative impostazioni, alla pagina di provenienza, alle pagine e ai contenuti visualizzati o cliccati durante la visita oltre ai tempi e alle modalità di tali operazioni, agli elementi scaricati, al sito visitato successivamente al nostro, e a qualsiasi termine di ricerca inserito sul nostro sito o su un sito di reindirizzamento.

Come controllare o eliminare i cookies
L’utente ha il diritto di scegliere se accettare o meno i cookies. Nel seguito alcune informazioni su come esercitare tale diritto. Tuttavia, si ricorda che scegliendo di rifiutare i cookies, l’utente potrebbe non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito e, se ha prestato consenso alla profilazione in altre occasioni, le comunicazioni che riceverà potrebbero essere poco pertinenti ai suoi interessi. Si evidenzia, inoltre, che se si sceglie di gestire le preferenze dei cookies, il nostro strumento di gestione dei cookies imposterà comunque un cookie tecnico sul dispositivo per consentirci di dare esecuzione alle preferenze dell’utente. L’eliminazione o la rimozione dei cookies dal dispositivo utente comporta anche la rimozione del cookie relativo alle preferenze; tali scelte dovranno, pertanto, essere nuovamente effettuate.

È possibile bloccare i cookies usando i link di selezione presenti nella tabella sopra riportata. In alternativa, è possibile modificare le impostazioni del browser affinché i cookies non possano essere memorizzati sul dispositivo. A tal fine, occorre seguire le istruzioni fornite dal browser (in genere si trovano nei menu “Aiuto”, “Strumenti o “Modifica”). La disattivazione di un cookie o di una categoria di cookies non li elimina dal browser. Pertanto, tale operazione dovrà essere effettuata direttamente nel browser.

Per ulteriori informazioni sui cookies, anche su come visualizzare quelli che sono stati impostati sul dispositivo, su come gestirli ed eliminarli, visitare www.allaboutcookies.org.

Cookies impostati precedentemente

Se l’utente ha disabilitato uno o più cookies, saremo comunque in grado di utilizzare le informazioni raccolte prima di tale disabilitazione effettuata mediante le preferenze. Tuttavia, a partire da tale momento, cesseremo di utilizzare i cookies disabilitati per raccogliere ulteriori informazioni.

1 Maggio 2012.

Articolo di Eleonora Vio: “1 Maggio:donna araba, protagonista rivolte ma tenuta a distanza da politica e lavoro”.

Nella Giornata Internazionale dei Lavoratori, a un anno e mezzo dalle proteste scoppiate in Tunisia a causa del malcontento economico diffuso e divulgatesi rapidamente nel restante mondo arabo sotto l’ottimistica accezione di Primavera Araba, è opportuno parlare della figura femminile come dell’artefice dei cambiamenti in corso ma mai fin ora oggetto di un’inversione di rotta nello statico sistema politico mediorientale.

Uno dei più evidenti traguardi ottenuti nel corso della Primavera Araba, di là della riabilitazione del termine spesso negativamente stereotipato di ‘arabo’, è il ripensamento del ruolo della donna araba all’interno del poco dinamico contesto sociale d’appartenenza.

Come la vice-presidente del Parlamento tunisino Mehrezia Labidi scrive sul The Guardian, “Ben lontane dall’essere spettatrici neutrali e passive, le donne arabe, dalla Tunisia alla Siria, fino ad includere tutte le città arabe dove i cittadini sono usciti – e stanno uscendo – allo scoperto per invocare il loro diritto alla libertà e alla dignità, hanno partecipato attivamente in tutti i livelli e aree della rivoluzione. Hanno pianificato, dimostrato e raggiunto il mondo esterno; sono state ferite e uccise. Hanno rovesciato i dittatori e ora sono occupate nel ricostruire i loro rispettivi paesi.”

Se dal punto di vista sociale è opportuno dire che la donna araba ha migliorato gradualmente il suo status all’interno della scena statale di riferimento, e ciò a partire dalla tornata conservatrice, in senso autoritario o religioso, degli anni ’70 e fino ai movimenti di protesta dei giorni nostri, è dal punto di vista politico che non sembra essersi ritagliata pari considerazione.

Citando le parole di Christiane Amanpoure riportate dall’emittente inglese CNN, “Le donne che hanno avuto un ruolo prominente nel rovesciare le dittature potranno mai ottenere i diritti per i quali hanno fatto cotanti sacrifici, e rischiato le loro vite, in Tunisia, come in Egitto, Libia e, oggi, in Siria? Una delle cose più importanti da riconoscere è che per decenni l’ONU ha dato spiegazioni sul perché il mondo arabo e musulmano si trovi così indietro rispetto agli altri nonostante le sue ricche risorse naturali: c’è mancanza di libertà, democrazia, ma più ancora c’è mancanza di partecipazione femminile.”

In un quadro politico non da capogiro, se la percentuale di donne con cariche ministeriali in Europa si conta al 15%, nel Pacifico all’11% e in Asia al 10%, negli stati arabi non supera il 7%. Sebbene le donne arabe siano state in prima linea nei movimenti di rivolta atti a rovesciare poteri elitari e autoritari in voga da decenni, guidando proteste, marce e campagne per mezzo di social media, non si può dire siano state in grado di ritagliarsi uno spazio politico adeguato e di farsi protagoniste di quel panorama politico che si sta formando e che potrebbe plasmare l’incerto futuro di molti tra i paesi arabi.

Esaminando brevemente la situazione dal punto di vista della partecipazione politica femminile e della sua rappresentazione negli stati del Medio Oriente e Nord Africa (MENA), i miglioramenti e sviluppi rilevati in Tunisia, Marocco, Libia o Egitto, non sono tali da creare entusiasmo.

La vittoria schiacciante del partito islamista Ennahda all’Assemblea Costituente della Tunisia è stata accompagnata dal giuramento dei suoi membri sul Codice dello Statuto Personale del 1956, secondo cui donne e uomini hanno pari diritti in quanto cittadini. Ciononostante, sono emersi alcuni timori da parte di emancipate insegnanti e studentesse universitarie a seguito delle non troppo velate intimidazioni da parte di frange conservatrici a coprire il capo e vestire in modo più decoroso, e sono emerse le preoccupazioni di alcune donne secolari che il novello governo religioso possa modificare leggi laiche radicate e assimilate.

In Marocco sono state introdotte le quote per le parlamentari e ciò ha visto un incremento di sei punti percentuali nel numero di donne legislatori nello scorso 2011. Che il paese che dovrebbe assurgere a “esempio per gli stati musulmani che vogliano integrarsi nella società moderna,” com’è stato definito nel 2005 da analisti occidentali, sia 129° su 135 stati presi in esame in un report recente sul Divario Globale tra Generi, e che conti 41,098 ragazze maritate al di sotto della soglia della maggiore età, non gli fa certo onore.

In Libia è passata una legge elettorale secondo cui il Congresso Nazionale Generale dev’essere composto da 200 membri eletti liberamente e direttamente, e richiede parità di genere nelle liste di 80 tra queste poltrone. Prossimamente sollevate – così ha detto il capo del governo di transizione Mustafa Abdel Jalil – saranno le restrizioni introdotte da Muammar Qaddafi sulla poligamia: donne vittime di attacchi sessuali, o sospettate di ‘crimini morali,’ non saranno più scaricate in ‘centri di riabilitazione sociale’, in tutto simili a prigioni, aspettando di essere liberate da un fortuito promesso sposo.

In Egitto la nuova legge sull’Esercizio dei Diritti Politici ha rettificato la precedente quota per le donne e ha sancito come ogni partito politico debba includere una donna nella lista dei candidati, senza prevedere che le donne possano però ricoprire posti chiave. Paradossalmente, alle elezioni del gennaio scorso si è visto un calo della presenza politica femminile al parlamento dal 12% al 2%.

In Egitto la bassa rappresentanza politica femminile si accompagna a una certa dose di misoginia sia nel privato che nel pubblico. Se un sondaggio condotto nel 2008 dal Centro Egiziano per i Diritti delle Donne metteva nero su bianco come l’80% delle donne egiziane fosse stata vittima di molestie sessuali, la giunta militare sostituitasi al Presidente Hosni Mubarak si è distinta – e vergognosamente – per l’umiliante pratica dei ‘test di verginità’ con cui ha vessato numerose attiviste egiziane scese in piazza.

Al fondo della piramide sessuale di MENA e Golfo, secondo le statistiche ufficiali, c’è un sempre il più traballante Yemen, che conta il 55% di donne illetterate, il 79% di donne estromesso dalla forza lavoro e un’unica rappresentante in un parlamento dalle 300 unità maschili.

Ma, se non altro, alle donne yemenite è concessa una forma di libertà negata altrove: la guida.

“In Arabia Saudita a una donna che ha infranto il divieto di guidare è stata inflitta una pena corporale di 10 frustrate e ha dovuto richiedere il perdono regale,” dice Mona Eltahawy nel suo discusso pezzo intitolato Perché ci odiano? comparso su Foreign Policy qualche giorno addietro, “In Arabia Saudita le donne non possono votare o concorrere alle elezioni, ed è considerato un ‘progresso’ quel decreto reale che ha promesso loro la partecipazione in simboliche elezioni locali che avranno luogo nel ben lontano 2015!” Arabia Saudita, che venera imperturbabilmente un dio misogino per il quale mai pagherà le conseguenze, e che ha la duplice fortuna di essere al contempo esteso bacino petrolifero e culla dei due luoghi più sacri all’Islam, Mecca e Medina.

Il punto focale del lungo e itinerante articolo della giornalista, e nota femminista egiziana trapiantata negli Stati Uniti, Eltahawy è che “gli uomini in Medio Oriente odiano le donne” e, pertanto, “nominami un paese arabo e reciterò una litania di abusi, alimentati da una miscela tossica di cultura e religione, che in pochi sembrano voler o poter districare.”

Forse la visione della Eltahawy è stereotipata, come hanno commentato in molti. Ma l’accanimento delle sfere di potere maschili nei confronti dell’universo femminile nel MENA non può non derivare da un certo timore – intensificatosi in quest’annata di venti rivoluzionari – di alterare il vantaggioso disequilibrio tra sessi creatasi dopo decenni di maschilisti governi autoritari, o religiosi.

Ciò va ad aggiungersi alle considerazioni fatte da due ricercatrici di studi femministi, Alison Assiter e Judith Butler, secondo cui il senso di legittimazione dato alle donne nella regione spesso non va di pari passo al concetto di ‘uguaglianza’ tra sessi. E’ necessario liberarsi dal preconcetto tutto occidentale che il riconoscimento del valore sociale della donna, come trascinatrice di masse, porti con sé la decisione di innalzarle all’interno della piramide politica nazionale.

Non di meno, se la bassa partecipazione delle donne arabe in politica, come anche nel lavoro, ha un impatto negativo sull’andamento dell’estesa area presa in esame, non bisogna pensare alle donne stesse come a individui docili e remissivi ma cercare di comprenderne l’importanza strutturale all’interno della rispettiva società.

“Amina Filali – la sedicenne ragazza marocchina che ha bevuto il veleno dopo essere stata costretta a sposare il suo stupratore – è il nostro Bouazizi,” dice Eltahawy. “Salwa el-Husseini, la prima donna egiziana a pronunciarsi contro ‘i test di virginità’; Samira Ibrahim, la prima a citare in giudizio; e Rasha Abdel Rahman, che ha testimoniato al suo fianco – loro sono i nostri Bouazizi.”

E ancora, Asma Mahfouz, giovane egiziana dal capo coperto che ha intimato su Facebook il suo popolo a scendere in Piazza Tahrir per chiedere diritti e dignità, o Tawakkol Karman, yemenita vincitrice del premio Nobel per la Pace in virtù del suo coraggioso ruolo nei sollevamenti popolari nazionali, ‘sono i loro Bouazizi’.

Se le sommosse arabe hanno avuto simbolicamente inizio dall’immolazione del giovane disperato venditore tunisino Bouazizi, è plausibile pensare che possano terminare con una presa di posizione forte e risolutiva da parte, e a favore, delle donne arabe tutte.

Fonte: Nena News, http://nena-news.globalist.it/?p=19060 , 1 Maggio 2012.

 

 

Notizie e Aggiornamenti

Contributi e Approfondimenti