Kurdistan

Il Kurdistan è l’ area dove si è insediato il popolo curdo. I curdi abitano una zona compresa nei confini di Turchia, Iran e Iraq. Territorio ricco di petrolio.Inoltre, vi sono curdi in Siria e in Georgia.[1]

Vittime del conflitto: In vent’anni di conflitto le vittime sono oltre quarantamila e i profughi centinaia di migliaia.[2]
 
Origini del conflitto.
I curdi sono tra i 25 e 30 milioni. Essi sono presenti in Turchia, Iran, Iraq , Siria e Georgia.[3] La comunità curda è in prevalenza di religione musulmana sunnita e non parla né arabo e né turco.Il curdo è una lingua indoeuropea più antica del turco stesso. In Turchia la minoranza curda vive dal IX secolo a.C. in una regione montagnosa.Gli emirati curdi siglarono un patto con l’impero ottomano a partire dal XVI secolo per preservare le loro prerogative ( nazionalismo e indipendenza).
La formazione di un Kurdistan indipendente fu stabilita dal trattato di Sèvres ( 1920), ma questa disposizione fu respinta da Mustafa Kemal, Ataturk.[4] Nel suo progetto di modernizzare e di laicizzare la Turchia, Kemal relegò la questione curda con una stretta politica di assimilazione.I curdi considerati come dei “turchi montanari”furono soggetti ad una forte repressione, oltre che a numerose discriminazioni nel campo dei diritti civili e sociali.[5]
Negli anni Sessanta il movimento curdo si limitò a rivendicazioni culturali ed economiche.
Nel 1978 fu creato il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) che lanciò nel 1984 la lotta armata contro le forze militari turche. Dichiarato illegale dalle autorità turche il PKK mise in atto numerosi attentati terroristici. Tra il 1991 e il 1998 la repressione delle milizie curde si intensificò causando la distruzione di 300 villaggi e lo spostamento di circa 3 milioni di persone[6].L’ esercito turco vide nel non riconoscimento dei diritti del popolo curdo, un elemento costitutivo della Turchia moderna. Inoltre, il PKK venne inserito sulla lista delle organizzazioni terroristiche dai paesi europei. Turgut Ozal, presidente della Repubblica di Turchia, dal 1989 al 1993, tentò, con coraggio, di realizzare l’ autonomia regionale del popolo curdo della popolazione curda, per mezzo di un decentramento amministrativo del paese. Purtroppo, la morte di Ozal ( Aprile ’93) provocò il fallimento del piano.
 
 
Crisi attuale.
La relativa autonomia di cui gode la popolazione curda in Iraq dopo la guerra del Golfo( 1990-91) e ancor più a seguito dell’ Operazione “Iraqi Freedom”(2003) inquieta il governo di Ankara che teme il formarsi di un’ entità autonoma curda. Il Kurdistan iracheno è un punto di riferimento per tutte le comunità curde.Per tale motivo la Turchia ha respinto nel 2003, pur aderendo alla NATO, il diritto di passaggio delle truppe militari americane sul suo territorio per andare a combattere il regime di Saddam Hussein. I nazionalisti curdi pretendono l’ autonomia e la secessione. Nella zona Est della Turchia sono ripresi gli scontri tra l’ esercito turco e gli indipendentisti curdi del PKK. Questi scontri arrivano dopo una fase di impasse nel processo di democratizzazione del Kurdistan.[7] Lo scorso 19 Giugno le milizie curde hanno attaccato un posto di frontiera con l’ Iraq, uccidendo undici soldati . L’ esercito turco ha reagito con un’ incursione contro le basi dei ribelli. Il 22 Giugno un attentato, rivendicato dagli indipendentisti, ha causato cinque vittime.Il movimento curdo ha ripreso le azioni militari dopo che a Maggio il leader,Adullah Ocalan, ha dichiarato ( dal carcere sull’ isola di Imral dove è detenuto, in isolamento, da dieci anni) di porre fine a tutti gli sforzi per dialogare con le autorità turche.
 
Scenari possibili.[8]
1).Creazione del grande Kurdistan. Esso riunisce i curdi d’Iran, d’Iraq, di Siria e di Turchia. Per diverse ragioni, questa prospettiva, non è ben vista dai curdi turchi e iraniani e suscita la feroce opposizione politica e militare degli Stati iraniano, iracheno, siriano e turco.
2).La prospettiva della integrazione europea e la volontà di rendere dinamica l’ economia consentirebbero di attenuare il ruolo dei militari in seno alla vita politica turca e di attuare alcuni riconoscimenti ( culturali e sociali) ai curdi di Turchia. Tutto ciò potrebbe allentare le azioni militari degli indipendentisti curdi.
3).Sulla base dello scenario precedente, la Turchia si avvia in un processo di decentralizzazione amministrativa, che consente ai cittadini di origine curda di far valere meglio le loro aspirazioni.
 
Cronologia degli eventi.
1639.Spartizione del Kurdistan tra gli Imperi ottomano e persiano.
1920.Il trattato di Sèvres, stipulato tra gli alleati della prima guerra mondiale e la Turchia, prevede la creazione di un Kurdistan autonomo nello stato dell’ Anatolia e nella provincia di Mosul.
1923.Il trattato di Losanna insabbia il progetto di un Kurdistan autonomo rimettendo alla Società delle Nazioni, la questione della provincia di Mosul.
1925.Il Kurdistan ottomano viene diviso in tre stati: Iraq, Siria e Turchia, mentre il Kurdistan persiano resta incluso nei confini dell’ Iraq.
1971.Nelle province curde della Turchia viene imposta la legge marziale.
1978.Nasce il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Abdullah Ocalan, Apo, ne è il leader.
1984.( 15 Agosto) Alcune unità di guerriglieri curdi attaccano l’ esercito turco. Il PKK inizia la lotta armata.
1991.( Novembre) Leyla Zana, unica donna tra i 22 deputati eletti nella circoscrizione del Kurdistan viene arrestata con l’ accusa di separatismo e attentato all’integrità dello stato.
1993. ( Giugno) Il PKK dichiara il cessate il fuoco unilaterale. L’ esercito turco non rispetta la tregua . I curdi immigrati compiono in Europa azioni terroristiche contro sedi diplomatiche, banche e uffici.
1998. ( 20 Ottobre)La Siria espelle Ocalan e circa 3000 miliziani curdi.Ocalan arriva a Roma e viene arrestato.
1999.( 16 Gennaio) Ocalan lascia Roma e il 15 Febbraio viene catturato in Kenya.
2000. Il PKK rinuncia alla lotta armata e a qualsiasi rivendicazione di autonomia.
2003.La Turchia parzialmente liberalizza l’ uso in pubblico e nei mass-media della lingua curda, prima vietato e represso.
2004.(1Giugno) Il PKK annuncia la ripresa delle ostilità.
2005.( 3 Ottobre) Il Consiglio dei Ministri della UE ha approvato il documento per l’ avvio dei negoziati di adesione della Turchia alla Unione Europea.
2006. (1Ottobre) Il leader storico del PKK, Abdullah Ocalan,chiede un cessate il fuoco che il PKK dichiara unilateralmente.
2010. ( Giugno-Luglio)Si sono intensificati gli scontri a fuoco tra esercito turco e milizie curde.
2011.(30 Dicembre).Gli aerei senza pilota turchi, lungo il confine con l'Iraq,hanno ucciso 35 persone. I droni dell'aviazione turca hanno scambiato le persone per militanti armati del PKK.
 
 
Fonti:AA.VV, Atlante De Agostini 2010, Istituto Geografico De Agostini, Novara,2009; P.Boniface, H.Vèdrine, Atlas des Crises et des Conflits, Armand Colin, Paris, 2009; S.Cordellier, Dizionario di storia e geopolitica del XXI secolo, Bruno Mondatori, Milano,2001; J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore, Milano, 1998; Internazionale n 852.Anno 17.25 Giugno/12 Luglio 2010; PeaceReporter, http://www.peacereporter.net
 
Per saperne di più: Amnesty International, Rapporto Annuale 2010, http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/Turchia ; O.Casagrande, La storia del movimento kurdo attraverso la storia di Koma Berxwedan, Punto Rosso, 2009; B.Sivazliyan, Ospiti silenziosi: i curdi in Italia, Edizioni Terrra Ferma, Vicenza,2008; M.Ottaviani, Mille e una Turchia, Mursia, 2010; T.Bassam, Con il velo in Europa? La Turchia sulla strada della Unione Europea, Editore Salerno,2008; Istituto curdo di Parigi, http://www.institutkurde.org ; Turkish Daily News ( quotidiano turco pubblicato in inglese), http://www.hurriyetdailynews.com

 


[1]J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore, Milano,1998,p.385
[3]P.Boniface,H.Vèdrine, Atlas des Crises et des Conflicts,Paris, Armand Colin,2009,p.48:< In Turchia la popolazione curda è stimata tra i 12 e i 17 milioni; in Iran tra i 5 e i 7 milioni, Iraq tra i 4 e i 6 milioni e in Siria i curdi sono attorno ai 2 milioni>.
[4]J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900,…1998,p.39:< Ataturk, Mustafa Kemal (1881-1938). Fondatore e presidente della Repubblica di Turchia, dal 1923 al 1938. Nel 1934 l’Assemblea nazionale turca gli conferì ufficialmente il titolo di Ataturk, padre dei turchi >.
[5]AA.VV,Atlante Geografico De Agostini 2010,…2009,p.1048
[6]S.Cordellier,Dizionario di storia e geopolitica del XXI secolo, Bruno Mondatori,Milano,2001,p.623
[7] AA.VV,Internazionale, n 852- Anno 17. 25 Giugno/12 Luglio 2010, p.21
[8]P.Boniface,H.Vèdrine,Atlas des Crises et des Conflits,Armand Colin, Paris,2009,p.49

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