Kosovo/Serbia

Confini e territorio. Confina a Nord con la Serbia, a Nord Est con il Montenegro, a Sud con la Macedonia e l’ Albania. Superficie.10.800 kmq.Popolazione.2.500.000 ab(stima 2009).Capitale.Pristina.

Origini crisi.
 
Il Kosovo,da sempre, rappresenta un territorio di estrema importanza per i nazionalismi serbo e albanese. Il popolo albanese,popolo non slavo, è presente nei Balcani dal terzo secolo e  in prevalenza  occupa la regione del Kosovo. Questa fu la regione dove Scanderbeg,eroe nazionale albanese, respinse l’esercito ottomano nel corso del XV secolo. Allo stesso tempo,i serbi vi situano la culla della loro nazione e la loro identità spirituale ( basti pensare al considerevole patrimonio di monasteri ortodossi)[1].
Kosovo polje ( espressione serba) vuol dire piana e ricorda il luogo dove il 28 Giugno 1389,l’esercito ottomano sconfisse i serbi e i loro alleati. L’avvenimento segnò la fine del regno di Serbia e l’inizio della dominazione dell’ Impero ottomano[2].
Il Kosovo fu occupato dalla Serbia negli anni precedenti la prima guerra mondiale e la popolazione albanese subì continue repressioni e discriminazioni. Nel 1974 la Iugoslavia( Federazione popolare socialista di Iugoslavia) riconobbe alla regione lo statuto di autonomia.[3]
Nel 1990 Milosevic,presidente della Serbia, mise fine allo statuto di autonomia che la Serbia donò al Kosovo. In quel periodo divenne evidente il cambio graduale della composizione etnica della regione,che vide un tasso di natalità alto tra gli albanesi. Slobodan Milosevic reclamò la “Grande Serbia” , il raggruppamento della comunità serba e del nazionalismo.L’autonomia del Kosovo venne ridotta e la regione fu completamente assorbita dalla Serbia.
Nel1992 si tennero delle elezioni che la Serbia si rifiutò di riconoscere e che furono vinte dalla Lega democratica del Kosovo di Ibrhaim Rugova.
Gli albanesi del Kosovo decisero di proclamare la loro repubblica autonoma e alcuni di essi diedero vita all’ Armata di liberazione del Kosovo (UDCK). La violenza sproporzionata delle forze serbe nella regione del Kosovo, la gravità del conflitto e il rifiuto di una nuova pulizia etnica spinsero i paesi della Nato ad agire. Il conflitto tra le forze serbe e i gruppi indipendentisti albanesi fece circa 13.000 vittime, nella maggior parte albanesi del Kosovo e migliaia furono i dispersi.[4]I profughi di etnia albanese si riversarono nei paesi limitrofi: Bosnia,Albania, Montenegro e Macedonia. La Iugoslavia si oppose alla richiesta delle potenze occidentali di imporre,sotto l’egida di una presenza militare straniera, l’autonomia del Kosovo. Nel Marzo 1999,dopo il fallimento dei negoziati di Rambouillet  tra i separatisti albanesi e rappresentanti serbi, una campagna militare area[5] delle forze Nato attaccò la Iugoslavia. Il 3 Giugno Milosevic cedette al termine di un iter diplomatico in cui la mediazione della Russia fu essenziale.
Dopo il conflitto, con la presenza delle forze militari della Nato in Kosovo, i serbi locali divennero vittime di attacchi e di ritorsioni.
Il 17 Febbraio 2008 il Kosovo ,autoproclamatosi indipendente,ottenne il riconoscimento dagli Stati Uniti e da alcuni  stati dell’ Europa occidentale ma non dalle Nazioni Unite. La missione internazionale UNMIK, presente dal 1999, fu sostituita in buona parte, nel Dicembre 2008, dalla missione EULEX inviata dall’ Unione europea, per il mantenimento della sicurezza e dell’ ordine pubblico.[6]
 
Situazione attuale.
 
Negli ultimi mesi si sono verificati due avvenimenti. Il 22 Luglio,dopo circa due anni, la Corte internazionale di giustizia (Cig) ha espresso il suo parere sull’indipendenza del Kosovo,con 10 voti a favore e 4 contrari.Lo scorso 10 Settembre Belgrado ha votato a favore di un documento delle Nazioni Unite riguardante il Kosovo. Il documento mette fine alle richiesta di riaprire i negoziati sullo status dell’ex regione serba. La risoluzione approvata all’unanimità dall’Assemblea generale dell’ONU esorta i due paesi al dialogo.[7]Forse la Serbia,grazie alla realpolitik, otterrà la candidatura all’ingresso nella Unione europea.[8]
 
Tuttavia la tensione tra serbi e kosovari resta alta soprattutto al nord, a Mitrovica e in altre zone. Agiscono sempre le tendenze nazionalistiche e il ricorso alle radici storiche. Questa area di crisi presenta una contesa particolare ed emblematica.[9] I serbi accettano malvolentieri la missione EULEX,opponendole la missione dell’ONU in Kosovo.Il Kosovo risente della tutela straniera e si presenta come uno pseudo stato “sovrano”accerchiato da corruzione e povertà.[10]
La missione europea  ha deciso di abbandonare la sorveglianza dei monasteri serbo-ortodossi del Kosovo.La sorveglianza verrà assicurata dalla polizia kosovara. Monasteri che furono al centro delle cause e delle azioni del conflitto, rappresentano per la popolazione serba il centro della loro fede religiosa. Nei monasteri avvengono le investiture dei patriarchi ortodossi e lì si stabiliscono i rapporti tra il potere politico e la chiesa serbo-ortodossa.
Gli Stati Uniti auspicano che l’indipendenza kosovara sia riconosciuta dagli altri membri della comunità internazionale. Vi sono alcuni stati ( Cipro,Grecia,Slovacchia,Romania e Spagna, come pure Russia e Cina) che temono nel riconoscere il Kosovo indipendente un effetto domino,avendo movimenti indipendentisti nel loro territorio.[11]
 
Scenari possibili.
 
1). La Serbia, giocando la carta della integrazione europea, si rassegna alla indipendenza del Kosovo. Il Kosovo beneficia di un ampio riconoscimento, il suo sistema economico si stabilizza e si sviluppa. La Serbia entra nell’Unione europea.
2). Il Kosovo non riceve un ampio riconoscimento e la sua economia non decolla a causa della forte azione della criminalità organizzata. Vittime di vessazioni si trasferiscono nella parte nord della regione.
3). Il Kosovo accetta che la parte nord del Kosovo ritorni alla Serbia. In cambio, la Serbia riconosce l’indipendenza del Kosovo. Il Kosovo viene ammesso alle Nazioni Unite e la Serbia in seno alla Unione europea.[12]
 
Cronologia degli eventi.
1830. La Serbia diviene autonoma come parte dell’Impero ottomano.
1878. Indipendente dall’ Impero ottomano la Serbia orienta i suoi interessi verso le regioni del Kosovo e della Macedonia.
1912. L’Albania, già facente parte dell’ Impero ottomano,il 29 Novembre diviene indipendente.
1913. Il Kosovo viene occupato dalla Serbia. Le forze militari serbe attuano sistematiche repressioni e discriminazioni nei confronti della popolazione albanese.
1974. La Federazione popolare socialista di Iugoslavia riconosce al Kosovo uno statuto autonomo.
1981. Parziale autonomia viene concessa alla popolazione albanese.Quest’ultima rivendica per il Kosovo lo statuto repubblicano autonomo.Vengono organizzate manifestazioni duramente represse dalla forze dell’ordine iugoslave.
1990.Slobodan Milosevic pone fine allo statuto di autonomia che la Iugoslavia riconobbe al Kosovo nel 1974. La regione è completamente assorbita nella Serbia.
1992. Viene istituita la Repubblica federale di Iugoslavia ( Serbia e Montenegro). Si svolgono elezioni non ufficiali, che la Serbia si rifiuta di riconoscere. La Lega democratica del Kosovo,capeggiata dallo scrittore Ibrahim Rugova, vince le elezioni.
1998. Le operazioni militari serbe reprimono il movimento indipendentista dell’UDCK. Le vittime sono migliaia così come i profughi tra i civili di origine albanese.
1999. La Serbia a causa della sua politica repressiva nella regione del Kosovo subisce una campagna militare aerea condotta dalla Nato. I bombardamenti iniziano il 24 Marzo.
Il 3 Giugno, dopo 78 giorni, la Serbia si arrende al termine di un lungo iter diplomatico. Il Kosovo viene sottoposto all’amministrazione delle Nazioni Unite. Una missione delle Nazioni Unite, la UNMIK, viene dispiegata sul territorio per il mantenimento della sicurezza e dell’ ordine pubblico.
2002. Presso la Corte internazionale dell’Aja inizia il processo a carico di Slobodan Milosevic. L’ex leader serbo è accusato per crimini di guerra, crimini contro l’ umanità e genocidio per il suo ruolo nelle guerre in Croazia e in Bosnia(1991-1995) e in Kosovo(1998-1999).
2006. Slobodan Milosevic, il 3 Maggio, viene trovato senza vita nel penitenziario del Tribunale Penale internazionale all’Aja.
2008. La missione ONU,la UNMIK,viene sostituita dalla missione europea EULEX. Il 17 Febbraio il Kosovo si autoproclama indipendente.Ottiene il riconoscimento dagli Stati Uniti e da alcuni stati dell’ Europa occidentale ma non dalle Nazioni Unite. La Serbia ritiene la dichiarazione unilaterale e illegale.
2009. Il Kosovo, il 29 Giugno, diviene membro del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale.
2010. Il 22 Luglio la Corte internazionale di giustizia(Cig) esprime voto favorevole sull’indipendenza del Kosovo. Il 10 Settembre,la Serbia vota a favore di una risoluzione delle Nazioni Unite riguardante il Kosovo. La risoluzione approvata dall’Assemblea generale dell’ONU esorta le due autorità governative al dialogo.
Le elezioni del 12 Dicembre,le prime dopo l'autoproclamazione di indipendenza dalla Serbia del 17 Febbraio 2008,hanno riconfermato premier HashimThaci. Il Pdk ha ottenuto il 31% dei consensi,contro il 23% della Lega democratica del Kosovo.Belgrado aveva invitato la minoranza serba a disertare le urne.
2011. Il 27 Luglio si sono verificati degli scontri armati fra militari della forza internazionale, la Kfor, e gruppi della comunità serba del Kosovo alla frontiera tra Serbia e Kosovo. Gli scontri sono dovuti al boicottaggio reciproco delle importazioni e dalla decisione delle autorità politiche di Pristina di inviare agenti di polizia per vigilare sull'embargo.
2012. Il 14 e il 15 Febbraio la comunità serba del Kosovo(Kosovo Mitrovica) in contrasto con Belgrado, ha indetto un referendum per non ricoconoscere le istituzioni della Repubblica del Kosovo installata a Pristina.
2013. La Serbia inizierà i negoziati di adesione all'Unione europea nel Genaio 2014. Il 3 Luglio il presidente kosovaro Jahjaga ha comunicato che le prossime elezioni amministrative si svolgeranno Domenica 3 Novembre.
 
Fonti: P.Boniface,H.Védrine,Atlas des Crises et des Conflits,Paris,2009; AA.VV,Atlante De Agostini 2010,Istituto Geografico De Agostini, Novara,2009; S.Cordellier ( a cura di), Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo, Bruno Mondadori,Milano,2001; J.Palmowski( a cura di), Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore,Milano,1998;E.Remondino,Geopolitica del “forse” e del “quando mai”,PaneAcqua,Luglio/Agosto 2010,numero181;AA.VV, Internazionale, 17/23 Settembre 2010, N 864; N.Ronzitti, Kosovo in mezzo al guado, AffarInternazionali,27 Luglio 2010;AA.VV, L’Atlante 2009-Le Monde diplomatique,2009; AA.VV, La Stampa, 22 Luglio 2010;AA.VV, PeaceReporter,3 Gennaio 2007;AA.VV, Osservatorio Balcani,11 Settembre 2010;
 
Per saperne di più: AA.VV, The Kosovo conundrum, The International Herald Tribune, 22 Febbraio 2008, http://global.nytimes.com/?iht ; Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, http://www.unhcr.it/news/dir/69/nell-unione-europea.html ;The Balkans Pages, www.balkansnet.org/index2.html; G.Marcon, Dopo il Kosovo.Le guerre nei Balcani e la loro costruzione della pace, Asterios,2000.


[1]P.Boniface,H.Védrine, Atlas des Crises et des Conflits,Paris,2009,p.29
[2]S.Cordellier ( a cura di),Dizionario di storia e geopolitica del XX secolo, Bruno Mondadori,Milano,2001,p.457
[3]J.Palmowski( a cura di),Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore,Milano,1998,p.382
[4]AA.VV, La Stampa, 22 Luglio 2010, http://www.lastampa.it
[5]AA.VV,PeaceReporter,3 Gennaio 2007, www.peacereporter.net : “(…) Il numero di vittime non è ancora oggi conosciuto con esattezza,ma è presumibile che sia dell’ordine di qualche migliaio”.
[6]AA.VV, Atlante De Agostini 2010,Istituto Geografico De Agostini, Novara,2009,p.923
[7]AA.VV,Internazionale,17/23 Settembre 2010, N.864,p.19
[8]AA.VV, Osservatorio Balcani,11 Settembre 2010, http://www.balcanicaucaso.org/ita/aree/Kosovo/Tempo-di-cambiare
[9]E.Remondino,Geopolitica del”forse”e del” quando mai”,in PaneAcqua, Luglio/Agosto,2010,numero181,pp.96-97
[10]AA.VV,L’Atlante 2009-Le Monde diplomatique,2009,pp.148-149
[11]N.Ronzitti,Kosovo in mezzo al guado,AffarInternazionali,27 Luglio 2010, http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=1511
[12]P.Boniface,H.Vèdrine,Atlas des Crises et des Conflits,Paris,2009,p.29
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