Kenya

Confini e territorio: Confina a Nord con il Sudan del Sud e con l'Etiopia; a Est con la Somalia, a Sud con la Tanzania; a Ovest con l'Uganda e si affaccia a Sud Est all'Oceano Indiano.
Forma di Governo: Repubblica
Superficie: 581 309 kmq
Popolazione:41.609 728 ab(stima 2011)
Capitale:Nairobi 3.138 369 ab(2009)

Origini crisi.
Nel 1920 il Kenya divenne colonia della Gran Bretagna. I terreni fertili furono rilevati da contadini bianchi ed i terreni più poveri furono riservati per i contadini africani. La Gran Bretagna adottò un sistema politico-amministrativo fondato sulle prefetture e concesse ampi poteri ai capi intermediari.
Le diverse etnie del Paese si organizzarono per reclamare la terra e l'accesso all'istruzione.
Nel 1924 Jomo Kenyatta, antropologo e uomo politico, fondò la Kikuyu Central Association
(KCA). Tra il 1952 e il 1959 il movimento Mau Mau( etnia kikuyu) decise di attuare una lotta violenta( inoltre, diverse fazioni della etnia si si fronteggiarono) per porre fine alla discriminazione da parte dei bianchi, alla confisca delle terre. Nel 1958 le autorità coloniali  rinchiusero 88 guerriglieri del movimento Mau Mau ed 11 di essi furono uccisi. La Gran Bretagna , nel 1959,decise di convocare un'assemblea costituzionale, da cui scaturì la indipendenza del Kenya.
La formazione politica Kenyan African National Union(KANU), con a capo Kenyatta ed i rappresentanti delle etnie Kikuyu, Luo e Kamaba, vinse le prime elezioni legislative, nel 1961, e negoziò la indipendenza del Paese, il 12 Dicembre 1963.
Kenyatta divenne presidente del Kenya( al potere 1964 al 1970)e diede vita ad un sistema autoritario che instaurò un'economia di mercato e portò alla nazionalizzazione di molte imprese straniere. Inoltre egli riunì, nel corso del suo mandato presidenziale, le quaranta e più differenti etnie del Kenya.
Daniel Arap Moi, leader del Kenian African National Union, prese il posto di Kenyatta( che morì nel 1978). Dichiarò di proseguire le politiche di Kenyatta e di lavorare per eliminare la presunta corruzione dei tempi del suo predecessore . La caduta dei prodotti di esportazione- caffè e tè- nel 1982 spinse il governo a reprimere le agitazioni popolari. Il sostegno finanziario da parte della comunità internazionale venne sospeso nel 1991 per indurre Arap Moi ad introdurre alcune riforme in economia e di legalizzare il pluripartitismo. Moi ed i suoi alleati politici vinsero le elezioni nel 1992 e nel 1997.
In questo arco di tempo le tensioni etniche non ebbero fine causarono circa 2000 vittime 250 000 profughi.
All'inizio del 2003 si svolsero le lezioni presidenziali che furono vinte- dopo 24 anni di presidenza Moi- da Mwai Kibati, leader del Partito Democratico del Kenya. In poco tempo Kibaki riuscì a recuperare la credibilità e il sostegno finanziario da parte della comunità mondiale. Le elezioni 2007 confermarono alla guida del Paese il presidente Kibaki. Per alcuni mesi i sostenitori del candidato sconfitto, Raila Odinga, contestarono il risultato elettorale. Si verificarono numerosi scontri armati che causarono la morte di 1300 persone.

Crisi attuale.
Nell'Agosto 2010 l'Assemblea Nazionale approvò una nuova Costituzione. Numerose associazioni di cittadini manifestarono in difesa dei diritti civili e per un più ampio accesso al sistema educativo e sanitario.
 
Uhuru Kenyatta, figlio di Jomo il primo presidente kenyota, ha vinto le elezioni presidenziali( 50,03% dei voti contro il 43,28% dello sfidante Raila Odinga) che si sono svolte nel Marzo 2013. Kenyatta é accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l'umanità per le violenze seguite alle elezioni presidenziali del 2007.
Il Kenya è ad un bivio tra la strada per il progresso e quella verso la instabilità politica e sociale. L'economia del Kenya dipende dagli interessi di investitori stranieri e circa il 50% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
Le principali risorse di cui dispone il Kenya sono l'agricoltura ( principali colture per l'esportazione sono quelle del caffè e del tè)e il turismo( grazie alla salvaguardia dell'habitat naturale. I parchi nazionali Nairobi, Amboseli,Masai Mara e Tsavo).
Sabato 21 Settembre i miliziani somali Al Shabaab hanno rivendicato l'attacco al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi. Sono morte 69 persone, tra le quali in gran parte turisti stranieri,e 175 feriti gravi. I miliziani somali da tempo avevano minacciato atti di terrorismo in Kenya se il Governo di Nairobi non avesse ritirato la propria forza militare in Somalia.
Il Kenya nell'Ottobre 2011 a seguito di attentati, rapimenti ed uccisioni sul proprio territorio, inviò in Somalia un contingente militare( 4000 soldati arruolati nella Missione dell'Unione africana in Somalia-Amisom), al fine di combattere i gruppi miliziani islamisti.
Bisogna ricordare che Nairobi, nell'Agosto 1998, fu teatro di un attentato(  che rivendicò Osam bin Laden) contro l'ambasciata degli Stai Uniti. La forte esplosione causò la morte di 212 persone e di 4000 feriti.

Aggiornamenti: Venerdì 3 Aprile 2015: Il gruppo al-Shabab, jihadisti somali, hanno compiuto un attacco armato alla Università di Garissa. L'attacco ha causato la morte di 150 persone( in gran parte studenti).
Fonti: Atlante De Agostini 2013-Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2012;
Dizionario di storia e geopolitica del xx secolo, Bruno Mondadori, 2001; Dizionario di Storia del'900, Il Saggiatore, 1998;  www.vita.it ; www.lookoutnews.it; www.corriere.it/esteri
Per saperne di più:
 Sito ufficiale Governo di Nairobi ,http://www.e-government.go.ke
Unione Africana, www.au.int/en
Banca Mondiale, www.worldbank.org/en
African Union Mission in Somalia,http://amisom-au.org/
Amnesty International-Rapporto Annuale 2013,http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Kenya_1.pdf
Ministero degli Affari Esteri-Cooperazione Italiana allo Sviluppo, http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/iniziative/Paese.asp?id=67
Kuki Gallmann, Sognavo l'Africa, Alberto Mondadori, 1995
The Gallmann Memorial Foundation,http://www.gallmannkenya.org/

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