Iraq

Confini e Territorio: confina a Nord con La Turchia, a Nord Est e a Est con l’Iran, a Sud Est con il Kuwait, a Sud Ovest con l’ Arabia Saudita, a Ovest con la Giordania e la Siria; si affaccia a Sud Est al Golfo Arabico.
Forma di Governo:Repubblica.
Superficie:434 128 Kmq.
Popolazione:28 500 000 ab( stima 2008).
Capitale:Baghdad. 5 904 000 ab(stima 2008).
 
Parti in Conflitto
 
Il conflitto in Iraq ( dal 2003) può essere diviso in due momenti. Il primo corrisponde all’offensiva messa in atto dalla coalizione internazionale( Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia) contro il regime di Saddam Hussein Il secondo momento, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, inizia nel Maggio 2003. Le parti che si contrappongono sono le seguenti:
1). Guerriglieri iracheni ( anche detti “resistenza irachena”): Fazioni sannite ( Jammat al-Tawid w’aal-Jihad, Ansar al Sunna, gruppo composto da curdi, Mujahideen Shura Council).
Fazioni sciite( Consiglio Supremo della Rivoluzione Islamica in Iraq, il Grande Ayatollah Ali Sistani, Milizia Jaish al-Mahdi).
2).Forze della coalizione internazionale( “Iraqi Freedom”). Coalizione diretta dagli Stati Uniti, riconosciuta di fatto da parte dell’ Onu, ne fanno parte gli eserciti di 26 Paesi. Fra il 2005 e il Febbraio 2007 si sono ritirate dalla coalizioni le truppe di: Spagna, Giappone, Norvegia, Ucraina e Italia.
3).La questione curda costituisce una fonte di tensione tra gli arabi sunniti che popolano alcune città del Kurdistan e i movimenti curdi.Così come altro focolaio di tensione è costituito dalla minoranza turcomanna e dalla Turchia. La Turchia vuole impedire il consolidarsi dell’ autonomia del Kurdistan iracheno, temendo che possa contagiare il Kurdistan turco.[1]
 
 
 
Vittime di Guerra
 
A partire dall’ inizio della guerra il conteggio delle vittime è di circa 4.600 morti ( 4300 militari statunitensi).Più elevato il numero di vittime tra la popolazione civile irachena e le forze di sicurezza irachene. Circa 45000 morti dal 2003 al mese di Giugno 2009.[2]L’ embargo seguito alla guerra del Golfo si ritiene che abbia causato la morte di circa 1 milione e mezzo di civili per mancanza di medicine,cibo e cure mediche adeguate.[3]
 
 
 
Origni del Conflitto
 
All’ inizio degli anni Ottanta l’ Iraq è una nazione importante del mondo arabo. Dispone di risorse petrolifere e di terre fertili. Paese laico, legato all’Unione Sovietica, l’ Iraq di Saddam Hussein si oppone ai regimi arabi conservatori e filoamericani. Saddam Hussein cerca di prendere la leadership del mondo arabo. La guerra contro l’ Iran ( 1980-1988) dell’ Ayatollah Khomeini si conclude con una situazione di ritorno allo status quo ante  e con effetti enormi sulla popolazione decimata e sulle infrastrutture civili e militari. Nel 1990 l’ Iraq tenta di annettersi il Kuwait. La fine della guerra fredda priva Saddam Hussein del sostegno dell’ Unione Sovietica.Una coalizione internazionale, sotto mandato dell’ Onu, espelle l’ armata irachena dal Kuwait. Il Paese viene messo sotto embargo che provoca il collasso dell’ economia e del sistema idrico e sanitario e quindi durissime condizioni di vita per l popolazione[4]. Il Kurdistan iracheno, dove l’ esercito iracheno non può intervenire, attua di fatto una autonomia.
Nel 2003, la destituzione di Saddam Hussein è l’ intenzione dichiarata dall’ amministrazione Bush. Realizzare un cambio di governo in un paese strategico del Medio Oriente( riserve di petrolio, ruolo geopolitico regionale) e impedire al regime di Saddam di sviluppare armi di distruzione di massa. In seguito verrà alla luce che l’Iraq non poteva sviluppare delle armi di distruzione di massa.[5] Nonostante la forte opposizione di una parte della comunità mondiale e senza il mandato delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti aprono le ostilità il 20 Marzo 2003. Il 1 Maggio G.W.Bush annuncia la vittoria americana. Alla rapida vittoria militare non fanno seguito  delle politiche mirate a legittimare i nuovi organismi di governo. L’ amministrazione provvisoria americana cancella tutte le istituzioni del regime di Saddam( polizia, esercito, il partito Baath al potere). Si apre in questo modo una forte reazione da parte della guerriglia irachena e l’ Iraq diviene la base operativa di Al Qaeda. Il dopo 1 Maggio 2003 è una serie di attentati che destabilizzano le forze militari della coalizione internazionale.Il conflitto in Iraq diviene una guerra civile tra le varie forme di identità nazionale-religiosa.[6] A volte la risposta della coalizione internazionale si è ripercossa su civili inermi. Gli attentati della guerriglia colpiscono le Nazioni Unite ( muoiono a Baghadad 22 persone tra cui il capo-missione dell’ Onu,De Mello), la Croce Rossa Internazionale e le Ong internazionali.Nel Dicembre 2003 viene catturato Saddam Hussein, poi condannato a morte nel 2006. Nel 2004  si intensificano gli attacchi contro le forze americane e contro i curdi a Nord e gli sciiti a Sud. A Giugno si forma, sotto egida americana, un governo provvisorio iracheno. Alla fine del 2005 circa 8 milioni e mezzo di iracheni si recano alle urne per decidere la composizione dell’ Assemblea Nazionale. Le elezionisanciscono la vittoria dei partiti sciiti e dei partiti curdi. I movimenti sunniti boicottano l’ esito elettorale.La Costituzione  viene approvata con referendum il 15 Dicembre 2005. Sempre nel mese di Dicembre 2005 si svolgono le elezioni per eleggere il primo parlamento e il primo governo definitivi dall’ inizio del conflitto. Queste elezioni riflettono un Paese diviso fra zone sunnite, sciite e kurde. Il fondamentalismo risulta prevalere rispetto alle posizioni moderate e non confessionali. Nel  periodo 2007-2008 gli americani riescono a riunire le fazioni sunnite che rifiutano la violenza degli estremisti sanniti. Nel 2008 l’ Iraq riprende la piena sovranità.Tutte le responsabilità attinenti alla sicurezza interna sono trasferite al governo iracheno che può a sua richiesta  usufruire del sostegno dei militari americani destinati, in virtù degli accordi vigenti, a lasciare l’Iraq nel 2011.[7]
 
 
 
Situazione Attuale
 
Nel Marzo scorso si sono svolte le elezioni elettorali in Iraq.La coalizione Al Iraqyia, guidata da Iyad Allawi, ha battuto la coalizione sciita del primo ministro uscente al Maliki ottenendo 91 seggi contro 89.[8]A due mesi delle elezioni il premier uscente al Maliki sta cercando di costruire una maggioranza parlamentare per ribaltare l’ esito delle elezioni.Anche Allawi, proclamato vincitore dopo il riconteggio manuale dei voti della provincia di Baghdad, è intento a stabilire alleanze.
La violenza è riesplosa durante la campagna elettorale e dopo il voto. L’ Iraq resta esposto a tensioni etnico religiose.Si estende sempre maggiormente il numero delle persone che abbandonano l’ Iraq. L’ Alto Commissariato per i Rifugiati(Unhcr) calcola in 4 milioni( 2 milioni all’ estero e 2 milioni interni) i profughi iracheni.[9] Gli scontri tra le diverse fazioni provocano circa 300 morti al mese.[10]
Gli sciiti costituiscono la maggioranza della popolazione[11] e detengono un potere ottenuto alla caduta del regime filosunnita di Saddam Hussein e possiedono milizie armate che il governo cerca di ricondurre sotto il proprio controllo.Il movimento sunnita cerca di controbilanciare il ruolo della fazione sciita. La popolazione curda prosegue verso un’ indipendenza de facto che mette in allarme il resto del paese. Il sostegno che i curdi offrono alla parte ribelle oltre il confine turco, provoca scontri armati con la Turchia.[12]
 
 
 
Scenari Possibili.[13]
 
1).L’ Iraq si divide in tre Stati: uno curdo, uno sciita e uno sannita. Quest’ ultimo essendo privo di risorse petrolifere.
2).Il Kurdistan proclama la sua indipendenza.
3).Si costituisce una struttura federale, con una certa autonomia delle entità che la compongono e una perequazione delle risorse petrolifere si stabilisce.
4).La fazione sciita prende il potere e si riavvicina all’ Iran. Si riaccende la guerra civile.
 
 
 
Cronologia degli Eventi
 
1921-31 Regno autonomo( dinastia hashemita di Faisal I) sotto mandato britannico.
1932 Effettiva indipendenza del paese.
1936 Primo colpo di stato militare.
1958 Colpo di stato organizzato dagli ufficiali liberi provoca la caduta della monarchia.
1963 Colpo di stato porta al potere il partito Baath.
1968 Dopo il fallimento della guerra dei Sei giorni, un altro colpo di stato ad opera del partito Baath.
1970 Viene proclamata l’ autonomia del Kurdistan.
1979 Il potere passa nelle mani di Saddam Hussein.
1980 L’esercito iracheno attacca l’ Iran.
1988 Si conclude la guerra Iran-Iraq senza vincitori nè vinti.
1990 L’occupazione del Kuwait provoca la guerra del Golfo.
1991 Gli Stati Uniti lanciano il 16-17 Gennaio l’ operazione “Desert Storm”.L’ Iraq viene sconfitto e si vede sottomesso a una nuova forma di tutela internazionale che limita la sua sovranità . Saddam Hussein riesce a mantenere il potere.
1993.Viene concessa un’ ampia autonomia ai curdi, sotto la protezione internazionale.
1996.Nuove tensioni in seguito a interventi delle forze militari irachene nel Kurdistan.
1998-2001. Operazione “Desert Fox” ( Usa e Gran Bretagna) contro i programmi nucleari, chimici e biologici iracheni.
2003.Il 20 Marzo prende avvio l’ operazione “Iraqi Freedom”. L’ obiettivo dell’ operazione  fortemente voluta dagli Stati Uniti (senza il mandato delle Nazioni Unite) è quello di destituire Sadam Hussein e rimuovere le armi di distruzione di massa di cui l’ Iraq si sarebbe dotato.Il 1 Maggio il presidente Bush annuncia che l’ operazione “Iraqi Freedom” è terminata e che si avvia una fase di ricostruzione politica,economica ed isituzionale dell’ Iraq. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite decide la revoca dell’ embargo imposto all’ Iraq dal 1990.Il 12 Novembre, a Nassiriya, un attentato uccide 12 carabinieri italiani. Il 14 Dicembre, viene catturato Saddam Hussein.
2004 L’Autorità Provvisoria della Coalizione(CPA) approva una Costituzione provvisoria e un governo provvisorio.
2005.Nel mese di Gennaio si tengono le prime elezioni di una assemblea costituente. Ad Ottobre viene approvata una Costituzione e a Dicembre si svolgono le nuove elezioni.Vince le elezioni il Partito dell’ Alleanza Unita, guidato dall’ Ayatollah sciita al-Sistani. Si accentua l’ opposizione della maggioranza delle forze arabo-sunnite. L’ondata di violenza non sembra attenuarsi.
2006 Il 5 Novembre Saddam Hussein viene condannato a morte. L’ esecuzione avviene il 30Dicembre.I continui episodi di violenza rimangono allarmanti fino alla fine dell’ anno.
2007 Le forze statunitensi dispiegate a Baghdad riducono in parte la violenza, ma gli attacchi delle milizie sunnite continuano per tutto il mese di Marzo.Nella zona di confine tra Turchia e Kurdistan iracheno, gli esponenti del partito democratico del Kurdistan portano avanti una conflitto silenzioso contro i militari turchi.
2008 I livelli di violenza sono inferiori rispetto a quelli del 2006 e del 2007. Tuttavia si intensificano attentati e scontri soprattutto a Baghdad, Nassirya e nella parte settentrionale dell’ Iraq.Rimane irrisolta la questione dello status definitivo della città di Kirkuk. Si tratta di una zona con ampie riserve di greggio.
2009 A sei anni dall’ operazione “Iraqi freedom” la situazione politica e di sicurezza interna dell’ Iraq è ancora instabile.
2010 Le elezioni politiche del 7 Marzo premiano la coalizione Al Iraqya, guidata da Iyad Allawi.Per la fine del 2011 é previsto il ritiro totale delle forze militari statunitensi.Il17 Agosto un attentatore suicida si é fatto esplodere in una caserma dell'esercito iracheno uccidendo 60 persone.
2011. ( 13 Settembre).E'di 17 vittime e 50 feriti( fra ciivli e militari) il bilancio di una serie di attentati in diverse città dell'Iraq.
2012. Dal mese di Agosto sono morte, a seguito di attentati, 88 persone( tra civili e militari).
2013. In alcune zone del Paese, Venerdì 8 Febbraio, 33 persone sono morte nel corso di una serie di attentati nei confronti della comunità sciita.
 
 
Fonti: A.Desiderio, Guerre del 21 Secolo, Giunti, 2009;Alto Commissariato per i Rifugiati, http://www.unhcr.it; AA.VV,Atlante De Agostini 2010, Istituto Geografico De Agostini, Novara,2009; Internazionale,21-27Magggio 2010; Ministero degli Affari Esteri-Dipartimento Cooperazione allo Sviluppo, http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it ; P.Boniface,H.Vèdrine,Atlas Des Cises et Des Combats, Armand Colin, 2009,Paris; PeaceReporter, http://www.peacereporter.net ;
Regione Toscana, Mappamondo dei Conflitti, 2008, http://www.irestoscana.it ;J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore,1998.
 
 
 
 
Per saperne di più:The Ngo Coordination Committee in Iraq, http://www.ncciraq.org ; Institute for War and Peace Reporting, http://www.iwpr.net/iraq_index1.html ; R.Stewart, I rischi del mestiere.Vita di un diplomatico inglese in Iraq ai tempi della guerra, Ponte alle Grazie,2007.

[1] AA.VV, Iraq –Scheda del conflitto, Mappamondo dei Conflitti, Regione Toscana, 2008, pp. 1-2, http://www.irestoscana.it/mappamondi/conflitto_Iraq.html
[2] AA.VV, Atlante De Agostini 2010,Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2009, p.662
[3] PeaceReporter, Scheda Conflitti-Iraq, http://it.peacereporter.net/conflitti/paese/160
[4] J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore, 1998, 340
[5] P.Boniface, H.Vèdrine, Atlas Des Crises etDes Combats,Armand Colin, Paris, 2009,p.107
[6] A.Desiderio, Guerre del 21Secolo,Giunti, 2009, pp.107-109: “ La leadership è sempre stata nelle mani degli arabi sunniti che vivono nell’ Iraq centrale e hanno la capitale Baghdad come punto di riferimento. I sunniti sono però la minoranza della popolazione.Al nord vivono i curdi, popolazione non araba, ma di religione musulmano-sunnita divisi tradizionalmente in due fazioni, senza considerare i legami con i curdi che vivono in Turchia, Siria e Iran.Il Sud, e una parte della capitale Baghdad, è abitato da arabi sciiti, ramo dell’islam dominante nel vicino Iran- dove però la maggioranza della popolazione è persiana e non araba-.Nell’Iraq meridionale le città sante sciite di Garbala e Najaf sono centri religiosi di primaria importanza a lungo in competizione con Qom, luogo santo sciita in Iran. L’ Iraq ospitava anche una forte minoranza cristiana caldea che durante il regime di Saddam era riuscita a portare ai vertici dello stato un suo rappresentante, Tarq Aziz, già ministro degli Esteri e vice-premier”.
[7] AA.VV, Scheda Iraq,Ministero degli Affari Esteri, Dipartimento Cooperazione Italiana allo Sviluppo, 2009, http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Scheda_paese/iraq/intro.html
[8] AA.VV, Internazionale,21/27Maggio 2010, n.847-Anno17, p.25
[9] Alto Commissariato per i Rifugiati(Unhcr), http://www.unhcr.it
[10] AA.VV, Atlante De Agostini 2010,Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2009, p.660
[11] P.Boniface, H.Vèdrine, Atlas Des Crise et Des Combats,Armand Colin, Paris, 2009,p.106:”Gli Sciiti rappresentano il 63% della popolazione. I Sunniti il 34%”.
[12] AA.VV,Atlante De Agostini 2010,Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2009, p.660
[13] P.Boniface,H.Vèdrine, Aatlas Des Crises et Des Combats,Armand Colin, Paris, 2009,p.107
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