Egitto

Confini e territorio. Situato nell’angolo nord-est del continente africano e bagnato a nord dal Mediterraneo, l’Egitto confina a est con Israele e il Mar Rosso, che lo separa dall’Arabia Saudita, a sud con il Sudan e a ovest con la Libia. Forma di Governo: Repubblica. Superficie.1 001 449 kmq. Popolazione 77 775 247 ab.( stima 2010). Capitale Il Cairo 11 894 000 ab.(2007).
 
Origini crisi.
Nel 1882, le forze militari dell’Impero britannico occuparono il paese a tutela dei propri interessi commerciali e strategici. A seguito della prima guerra mondiale, il movimento nazionalista Wafd e il suo leader Saad Zaghul avviarono la lotta per l’indipendenza. Nel 1922 l’Egitto divenne indipendente e nel 1923 si instaurò una monarchia costituzionale e durante il secondo conflitto mondiale la Gran Bretagna assunse il controllo di tutto il territorio egiziano.
Nel 1952 il gruppo dei liberi ufficiali(in prevalenza giovani ufficiali e sottufficiali di origine piccolo-borghese), con a capo Gamal el-Nasser, mise in atto un colpo di stato e costrinse il re Faruq I ad abdicare. Nel 1954 Nasser salì al potere. La personalità- umana e politica- di Nasser sembrò aprire grandi prospettive per il futuro ed ottenne l’appoggio entusiastico delle masse e trovò sostenitori nella classe dirigente di molti paesi arabi. Gamal el-Nasser attuò numerose riforme politiche, sociali ed economiche: alfabetizzazione, sanità, agricoltura, nazionalizzazione delle imprese.[1][1] La nazionalizzazione del Canale di Suez ( venne inaugurato nel 1869, ma nel 1875 una crisi finanziaria obbligò l’Egitto a cedere alla Francia e alla Gran Bretagna la maggior parte delle azioni del Canale) provocò una spedizione militare franco-inglese. Israele accettò di partecipare alla spedizione e invase la penisola del Sinai il 29 Ottobre 1956. Stati Uniti ed Unione Sovietica condannarono la reazione anglo-francese e la spedizione militare si fermò .Francia e Gran Bretagna, il 6 Novembre, accettarono il cessate il fuoco.
Nel 1967 l’Egitto- con la Giordania, la Siria e l’Arabia Saudita- prese parte alla guerra dei “Sei giorni”che provocò la chiusura del Canale di Suez fino al 1975 e portò la penisola del Sinai e la striscia di Gaza sotto il controllo di Israele.[2][2]
Alla morte di Nasser, nel 1970, il suo successore Muhammad Anwar al-Sadat decise di orientare la politica estera verso gli Stati Uniti e favorì gli investimenti privati e di capitale estero. Con la guerra del “Kippur”[3][3] del 1973( guerra arabo-israeliana detta del Kippur, che vide una parziale vittoria egiziana) rinacque l’orgoglio nazionale. Con Sadat l’Egitto fu il primo paese arabo ad avviare un processo di normalizzazione delle relazioni con Israele, atto che portò l’Egitto fuori dalla Lega Araba. Tale processo si concluse con la firma a Washington, nel 1979, dell’accordo di pace tra Egitto e Israele. L’Egitto divenne, con Israele, il partner regionale privilegiato degli Stati Uniti e ricevette ogni anno ingenti aiuti( il 50%) in campo militare. Il 6 Ottobre 1981 Sadat fu assassinato da alcuni membri dell’organizzazione radicale islamica Al-Jihad. Hosni Mubarak, vice di Sadat, divenne presidente. Moubarak continuò con la linea politica di Sadat . L’Egitto fu riammesso nella Lega Araba il 26 Maggio 1989. Il governo di Mubarak ebbe difficoltà nel risanare l’economia paralizzata dal debito estero, dalla urbanizzazione e dalla crescita della popolazione. Nel 1990 l’Egitto si schierò a fianco degli Stati Uniti durante la guerra del “Golfo”. Questa scelta portò all’Egitto una riduzione del 50% del debito estero. Nel 1991 il governo avviò un programma di aggiustamento strutturale e di privatizzazioni. Questo programma produsse forte disparità sociali in una nazione dove la popolazione( in maggioranza giovanissima) maturò sul metro di una società dei consumi in pieno sviluppo. Dal 1992 al 1999 si registreranno attentati da parte dell’attivismo dei gruppi islamici radicali contro turisti stranieri( l’attentato a Luxor, il 17 Novembre del ’97 provocò 62 vittime, 58 delle quali straniere), rappresentanti del potere e della comunità religiosa copta. Quasi 1370 vittime.
 
Situazione attuale.
Il 25 Gennaio scorso, la popolazione egiziana, ispirata dalla rivolta in Tunisia, è scesa in piazza per chiedere le dimissioni di Mubarak e la fine di un sistema repressivo e corrotto. Si tratta di un movimento sorto in modo spontaneo e senza guide religiose ( i Fratelli Musulmani) o politiche. La popolazione egiziana( circa 80 milioni di persone, delle quali il 61% ha meno di 30 anni) è esasperata dall’aumento dei prezzi e dai salari inadeguati. Negli ultimi anni l’economia egiziana è cresciuta, tuttavia il 40% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno e un tasso di disoccupazione intorno al 20%. In diverse città egiziane le manifestazioni sono degenerate in scontri con le forze di sicurezza e con i sostenitori di Mubarak.Dopo quattro mesi il conflitto tra il movimento popolare e le forze di sicurezza avrebbero provocato 846 civili morti e più di 6.400 feriti.[4][4] Dopo le dimissioni di Mubarak, il Consiglio supremo delle forze armate controlla l’Egitto dall’11 Febbraio. I giovani protagonisti della rivolta egiziana, il movimento 6 Aprile,chiedono l’arresto di Mubarak-accusato di corruzione e repressione l’anziano rais è sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del processo, il 9 Agosto- e la fine effettiva dell’ancien regime. I giovani, senza richiami all’islam, hanno fatto appello a un desiderio di libertà e di giustizia.[5][5]Il referendum del 19 Marzo ha stabilito alcune norme elaborate dal Consiglio supremo delle forze armate: elezioni legislative a Settembre ed elezioni presidenziali a Novembre. Indirettamente il referendum ha avviato, da una parte, la collaborazione tra i Fratelli Musulmani e parti del vecchio partito di governo, il Partito nazionale democratico, e, dall’altra, il fronte di laici, liberali, fazioni di sinistra e cristiani.[6][6] Bisogna tenere presente che le tensioni tra cristiani copti ( il 10% della popolazione) e gruppi di musulmani si aggravano. Il 7 Maggio, nel quartiere d’Imbaba del Cairo, 15 persone sono state uccise e 200 ferite dopo l’attacco ad una chiesa.[7][7]L’Egitto ha bisogno di un parlamento, di una costituzione. Dalla grande manifestazione del 27 Maggio è emersa nuovamente la richiesta al governo di transizione maggiore rigore contro gli esponenti del regime incarcerati.[8][8]
 
 
Cronologia degli eventi.
1914. La Gran Bretagna impone all’Egitto il protettorato.
1922. Indipendenza dell’Egitto.
1923. Viene promulgata la costituzione: l’Egitto è una monarchia costituzionale.
1928.Hasan al-Banna fonda il movimento dei Fratelli Musulmani.
1952. Il 23 Luglio gli Ufficiali Liberi guidati da Gamal Nasser prendono il potere e inducono il sovrano Faruq I ad abdicare.
1953. Viene proclamata la Repubblica.
1956. Nasser viene eletto presidente della repubblica. Nazionalizzazione del canale di Suez e intervento militare di Francia, Gran Bretagna e Israele contro la volontà di Stati Uniti e Unione Sovietica.
1967. Guerra arabo-israeliana.
1970. Morte di Nasser, gli succede Anuar el-Sadat.
1973. Guerra arabo-israeliana, dello Yom Kippur.
1979. Trattato di pace con Israele.
1981. Sadat viene assassinato. Hosni Mubarak, vicepresidente, è il nuovo presidente della repubblica.
1989. L’Egitto è riammesso nella Lega Araba.
1992-1999. Attentati da parte dei gruppi islamici radicali contro turisti stranieri e rappresentanti delle istituzioni locali e della comunità copta.
2005. Hosni Mubarak viene rieletto presidente il 7 Settembre.
2010. Il Partito Nazionale democratico, partito che domina la scena egiziana, vince le elezioni per rinnovare i rappresentanti del Consiglio consultivo.
2011. Mubarak, a seguito delle numerose manifestazioni popolari, si dimette. Il Consiglio supremo delle forze armate assume il controllo del paese. Venerdì 8 Luglio centinaia di migliaia di egiziani sono tornati in piazza Tahir per chiedere di accellerare il cammino verso la democrazia. I movimenti giovanili e quello del 6 Aprile hanno chiesto la fine della transizione affidata ai militari e la cacciata degli agenti di sicurezza accusati di aver sparato sui manifestanti a Gennaio.
21-22 Novembre. Manifestazioni per chiedere l'azzeramento del Consiglio supremo delle forze armate. L'esercito reagisce duramente. Si stimano 40 vittime- metà delle vittime ha meno di 18 anni-. Tutto questo alla viglia delle elezioni parlamentarii fissate per il 28 Novembre.
2012. 24 Giugno. Con il 51,73% di voti Mohammed Mursi, rappresentante dei Fratelli Musulmani,è il nuovo presidente dell'Egitto.
2013. 23 febbraio. Il primo turno delle elezioni parlamentari si svolgerà il 22 ed il 23 Aprile.I gruppi politici alla opposizione boicotteranno le elezioni legislative.30 Giugno. Manifestazioni in tutto il Paese- circa due milioni di persone. 15 morti e 35 feriti negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza- per protestare contro la politica economica attuata dal presidente Morsi. 3 Luglio: Il presidente Morsi é stato deposto. Il giudice Adly Mansour - sostenuto dall'esercito- é il nuovo presidente.
14 Agosto: L'Esercito interviene per sgomberare, nella capitale, un presidio dei Fratelli Musulmani.Il bilancio é di 638 vittime e circa 3.500 feriti. Proclamato lo stato d'emergenza.
 
 
Fonti: AA.VV, Le grandi religioni del mondo,Edizioni Paoline, 1988;AA.VV,Mediarabnews, 18/05/2011; AA.VV, Internazionale, n.894, 22/28 Aprile 2011; L.Legeay, A.Loussouran,Evolutions arabe, Politis, 26 Mai-1Juin 2011; J.Palmowski,Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore, 1998; S.Romano, Egitto, rivoluzione a metà,Corriere della Sera.it, 6/06/2011; O.Roy,Rivoluzioni, in Internazionale n.885, 18/24 Febbraio 2011.
 Per saperne di più: The American University in Cairo, www.ancegypt.edu ; Daily News Egypt, quotidiano online, www.thedailynewsegypt.com ; Internazionale, L’alba di una nuova rivoluzione nel mondo arabo,4/10 Febbraio 2011. N.883, Abd al Nasser, Filosofia della rivoluzione,All’Insegna del Veltro, 2011; Mahfuz Nagib, Il giorno in cui fu ucciso il presidente. Le radici dell’odio in Egitto,Newton Compton, 2011; Chatham House, centro studi indipendente, www.chathamhouse.org.uk .

 


[1][1] A.Ponsi, Il mondo arabo,Newton Compton Editori, 2005,p.81
[2][2] J.Palmowski, Dizionario di Storia del’900,p.210
[3][3] AA.VV,Le grandi religioni del mondo, Edizioni Paoline, 1988, p.26: “La Festa dell’Anno Nuovo in autunno è una ricorrenza- nell’ebraismo- solenne e la maggior parte della giornata viene passata in preghiere.(…)Il decimo giorno della Festa dell’Anno Nuovo cade la grande festa dello Yom Kippur, del Giorno dell’Espiazione.”
[4][4] AA.VV, Internazionale,n.894, 22/28 Aprile 2011, p.23
[5][5] O.Roy,Rivoluzioni, in Internazionale n.885, 18/24 Febbraio 2011, pp.18-20
[6][6] AA.VV, L’Egitto tra caos, speranze e tentativi di controrivoluzione,Medarabnews,18/05/2011, www.medarabnews.com/2011/05/18
[7][7] L.Legeay, A.Loussouran, Evolutions arabe,Politis, semaine du 26 au 1juin 2011, p.21, www.politis.fr
[8][8] S.Romano,Egitto rivoluzione rimasta a metà,Corriere della Sera.it, 6Giugno 2011, http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/06/Egitto_rivoluzione_rimasta_meta_co_9_110606004.shtml
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