Contributi ed Approfondimenti

Contributi ed Approfondimenti (334)

Gino Strada/"Right Livelihood Award 2015".

 

 

Gino Strada, fondatore di Emergency, riceverà- il prossimo 30 Novembre- il Right Livelihood Award"per la sua grande umanità e la sua capacità di offrire assistenza medica e chirurgica di eccellenza alle vittime della guerra e dell'ingiustizia, continuando a denunciare senza paura le cause della guerra".

 

L'annuncio è stato dato oggi al Centro per la Stampa Internazionale dell'Ufficio degli Affari Esteri a Stoccolma.
Fondato nel 1980, il Premio Right Livelihood è presentato ogni anno al Parlamento svedese ed è più comunemente conosciuto come il "Premio Nobel alternativo", nato per "onorare e sostenere coloro che offrono risposte pratiche ed esemplari alle maggiori sfide del nostro tempo".

 

Quest'anno la Fondazione ha ricevuto ed esaminato 128 proposte da 53 paesi. A partire da oggi i Laureati del Premio Right Livelihood sono 162 e provengono da 67 paesi diversi. È la prima volta che il Premio viene attribuito a un candidato italiano.

 

Insieme a Gino Strada verranno premiati Sheila Watt-Cloutier (Canada) per la difesa dell'Artico e Kasha Jacqueline Nabagesera (Uganda) per la difesa dei diritti delle persone LGBTI. Il Premio onorario andrà a Tony de Brum e al popolo delle isole Marshall per il loro impegno contro il nucleare.

 

«Ricevere il Right Livelihood Award è un onore e una grande emozione» dice Gino Strada. 
«Oltre vent'anni fa Emergency è stata fondata per offrire cure gratuite a chi soffre le conseguenze della guerra e della povertà. In questi anni siamo stati a fianco delle vittime e ci siamo opposti alla guerra e alla sua logica di sopraffazione. Abbiamo costruito ospedali, e abbiamo combattuto perché chiunque avesse diritto a essere curato.
Abbiamo assistito oltre 6 milioni di persone, senza nessuna discriminazione, nella convinzione che essere curati sia un diritto umano fondamentale.
Oggi, nel mondo, la diseguaglianza tra pochi ricchi e moltissimi poveri è aumentata e la Terza guerra mondiale è già cominciata. Altri morti, altri feriti, altra sofferenza.
Con Emergency continuiamo a lavorare, in Iraq, in Afghanistan e in alcuni dei Paesi più disastrati del pianeta, ma non possiamo rimanere inermi di fronte a questa mattanza indiscriminata.
L'umanità ha fatto progressi straordinari in molti campi, dalla tecnologia alla medicina; ora è il momento che si impegni per un traguardo irrinunciabile: bandire la guerra dalla Storia.
È il momento di lavorare a favore delle generazioni future, di seminare, anche nella consapevolezza che non saremo noi a vedere i frutti.
Dobbiamo alimentare una cultura diversa, fondata sull'uguaglianza e il rispetto dei diritti umani: l'alternativa è la barbarie che abbiamo davanti e alla quale non possiamo arrenderci».

Fonte: Emergency, http://www.emergency.it/comunicati-stampa/gino-strada-vincitore-del-right-livelihood-award-il-premio-nobel-alternativo-1-ottobre-2015.html

Per maggiori informazioni: Right Livelihood Award, http://www.rightlivelihood.org/

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Internazionale a Roma/ Documentari su attualità e diritti umani.

I migliori documentari su attualità e diritti umani

un progetto a cura di CineAgenzia per Internazionale

 

Torna l’atteso appuntamento con i documentari d’attualità selezionati in tutto il mondo per il festival di giornalismo Internazionale a Ferrara e che, dopo Roma, saranno presentati in molte altre città italiane. Dopo ormai sei edizioni del festival e centinaia di proiezioni, quando a CineAgenzia e a Internazionale ci mettiamo alla ricerca dei film candidati a una nuova edizione della rassegna, quel che cerchiamo ci è ben chiaro: documentari su questioni urgenti, su contesti geopolitici di massima attualità, che però somiglino il meno possibile a dei reportage, e sappiano invece elevare i testimoni al ruolo di indimenticabili protagonisti. Anche quest'anno è attraverso le loro storie che invitiamo il pubblico a confrontarsi con temi che spesso i media osservano da lontano, mentre qui la prospettiva si inverte, e diventa quella di registi che guardano al mondo insieme ai loro soggetti. Vi invitiamo a scoprire otto nuovi film, otto vicende illuminanti: in Cina l'esemplare parabola dell'ambizioso e sfuggente sindaco Geng Yanbo e in Colombia quella del coraggioso e visionario leader politico Antanas Mockus, negli Stati Uniti una paradossale operazione contro l'islamismo radicale e in Iran la spietata repressione contro la libertà di informazione, in Spagna il dramma della crisi e della nuova migrazione, in Messico la controversa reazione dei gruppi di autodifesa alla violenza del narcotraffico, in Zimbabwe il complesso ma appassionante cammino verso la democrazia. Resta un film: Voyage en barbarie è la rivelazione dell'ennesima tragedia lungo una delle più segrete rotte della migrazione, e l'esempio più evidente che ognuna di queste è una storia che ci riguarda.

 

Info

Palazzo delle Esposizioni - Sala Cinema

scalinata di via Milano 9 a, Roma

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

I posti verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni proiezione. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card. L’ingresso non sarà consentito a evento iniziato.


Dal: 06/10/2015
Al: 11/10/2015







06/10/2015 21:00
Cartel land - Cinema
ingresso libero

di Matthew Heineman, Messico, Stati Uniti, 2015 (98’), v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana

presentano Alessio Marchionna (Internazionale) e Sergio Fant (CineAgenzia)

In Messico il medico José Mireles comanda la rivolta contro il cartello della droga dei Cavalieri Templari. Nel frattempo, lungo la valle Altar dell’Arizona, Tim “Nailer” Foley, veterano statunitense, è a capo degli Arizona Border Recon, per impedire alla guerra tra i narcotrafficanti messicani di oltrepassare il confine. Quando il governo non è in grado di proteggere le persone dalla violenza delle organizzazioni criminali, se ne occupano privati cittadini.

 




07/10/2015 21:00
We are journalists - Cinema
ingresso libero

di Ahmad Jalali Farahani, Danimarca, Iran, 2014 (85’), v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana

presenta Catherine Cornet (Internazionale)

Ahmad Jalali Farahani è un giornalista iraniano costretto all’esilio. Il film rivela non solo le sue sofferenze personali in una instancabile lotta per la libertà di espressione in Iran, ma anche la situazione di tanti suoi colleghi: quelli che hanno perso il lavoro in seguito alla chiusura dei loro giornali e quelli che da un esilio forzato continuano a battersi per la libertà e la democrazia nel loro paese.

 




08/10/2015 21:00
The Chinese mayor - Cinema
ingresso libero

di Zhou Hao, Cina, 2015 (86’), v.o. con sottotitoli in italiano

presenta Junko Terao (Internazionale)

Un tempo florida capitale della Cina imperiale, la città di Datong è oggi quasi in rovina. Il sindaco Geng Yanbo è convinto di poter invertire la rotta e ha piani ambiziosi per restituire alla città la gloria passata, ma a caro prezzo: abbattere migliaia di case e trasferire mezzo milione di persone. Le possibilità di successo dipendono dalla sua abilità di tenere a bada cittadini inferociti e una élite di partito infastidita dalla sua ambizione.

 




09/10/2015 21:00
Life is sacred - Cinema
ingresso libero

di Andreas M. Dalsgaard, Danimarca, Irlanda, Norvegia, Colombia, 2014 (104’), v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana

presenta Camilla Desideri (Internazionale)

La Colombia è spesso citata per le sue storie di narcotrafficanti, paramilitari e corruzione. Ma il paese ha anche un altro volto, quello di chi lavora duramente e combatte per una vera democrazia, come Antanas Mockus, un leader eccentrico e senza paura che usando mimi, matite, flashmob e costumi da supereroe ha dichiarato guerra alle ingiustizie e alla violenza, scoprendo quanto è difficile cambiare una società contaminata dall’illegalità.

 




10/10/2015 18:30
Voyage en barbarie - Cinema
ingresso libero

di Cécile Allegra e Delphine Deloget, Francia, 2014 (72’), v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana

Il Sinai è diventato teatro di una vera tratta degli schiavi: a partire dal 2009 cinquantamila eritrei sono passati da qui e diecimila non ne sono mai usciti. Giovani, di buona famiglia, cristiani e in fuga da una dittatura, vengono rapiti durante la marcia verso il Sudan e torturati da beduini per ottenere un riscatto dalle famiglie. Tre sopravvissuti svelano una vicenda avvolta ancora dal silenzio, l’ennesimo dramma sulle rotte della migrazione.

 




10/10/2015 21:00
Democrats - Cinema
ingresso libero

di Camilla Nielsson, Danimarca, 2014 (100’), v.o. con sottotitoli in italiano

presenta Stefania Mascetti (Internazionale)

Il destino dello Zimbabwe è stato per oltre tre decenni legato a quello del presidente Robert Mugabe. Nel 2008 il partito di Mugabe ha perso la maggioranza e i paesi vicini hanno costretto il presidente e l’opposizione a un governo di unità nazionale. In questa atmosfera tesa, due giovani politici di opposte fazioni sono incaricati di gestire il delicato processo di stesura della nuova costituzione, coinvolgendo tutta la cittadinanza, per uno Zimbabwe democratico.

 




11/10/2015 18:30
En tierra extraña - Cinema
ingresso libero

di Iciar Bollaín, Spagna, 2014 (73’), v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana

presenta Annalisa Camilli (Internazionale)

Gloria è una dei duecentomila spagnoli emigrati a Edimburgo per sfuggire alla crisi economica e costruirsi una vita migliore. Per raccontare la condizione di migrante, ha deciso di creare un’opera d’arte collettiva dal titolo Ni perdidos, ni callados. È solo una delle tante storie, comuni o straordinarie, incoraggianti o sconfortanti, per raccontare la migrazione interna europea verso il nord del continente.

 




11/10/2015 21:00
(T)error - Cinema
ingresso libero

di Lyric R. Cabral e David Felix Sutcliffe, Stati Uniti, 2015 (93’), v.o. con sottotitoli in italiano

Anteprima italiana

Il diario dietro le quinte, girato nel corso di due anni, di un agente segreto dell’Fbi che si muove sul labile confine tra la prevenzione dei reati e la loro invenzione e che per più di vent’anni si è infiltrato nelle reti del terrorismo e ha fatto amicizia con persone sospettate di farne parte. Un tentativo di far luce sull’ossessione per la sorveglianza nell’America di oggi, e rispondere all’inquietante domanda: chi controlla chi ci controlla?

Fonte: http://www.palazzoesposizioni.it/events/Rassegna.aspx?idr=138
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3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2015. Seconda giornata della memoria.

“Accoglienza – Comitato 3 Ottobre”, è un’organizzazione nata recentemente con lo scopo di fare riconoscere la data del 3 ottobre quale “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” sia a livello nazionale che Europeo.

L’UNHCR stima che dal 2011 ad oggi oltre 2.600 persone hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere le coste italiane, un numero impressionante e non esaustivo della tragedia che si consuma nei nostri mari, non una emergenza ma un fenomeno prevedibile e prevenibile, da affrontare non esclusivamente con misure di Polizia di frontiera.

Questa data “simbolica” che vorremmo vedere istituita, avrebbe lo scopo di ricordare tutte le vittime dei viaggi migratori nel mare Mediterraneo.

Il riconoscimento della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” potrà darci occasione di affrontare e discutere del fenomeno migratorio nei Comuni, nelle comunità locali, nelle Scuole e in modo capillare su tutto il territorio, al fine di diffondere la cultura dell’informazione e dell’accoglienza. Un percorso che ci consentirà di mantenere aperto un tema fondamentale per la convivenza e la pace: quello dei “diritti umani”.

Fonte: http://www.comitatotreottobre.it/

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Assemblea generale Onu/ Guerra, migranti e cambiamento climatico.

Leader di tutto il mondo- capi di Stato e di Governo- sono presenti a Newy York per prendere parte, da Lunedì 28 Settembre, alla Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel corso della Assemblea si affronteranno i seguenti temi: conflitto armato in Siria, pericolo jihadista, crisi migranti, cambiamento climatico, lotta alla povertà e proposte di riforma dell'Onu.

Tutto ciò nel settantesimo anniversario della creazione delle Nazioni Unite. L'Assemblea darà origine ad una serie di colloqui bilaterali tra i principali leader: Putin( presente alle Nazioni Unite dopo dieci anni di assenza) e Obama, Raul Castro e il presidente statunitense. Inoltre sono previste alcuni riunioni tra i Paesi aderenti alle Nazioni Unite sulle operazioni di peacekeeping.

Il dibattito all'Assemblea è stato preceduto - dal 25 al 27 Settembre- dal vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile. Circa 150 leader hanno definito l'agenda per lo sviluppo che seguirà le Nazioni Unite fino al 2030. Ciò significa arrivare ad un'intesa sul clima entro il summit di Parigi- Dicembre 2015-.

Fonti: Nazioni Unite, http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=51999#.VgqfNZcvm1s

Guerra, migranti, povertà, L'Osservatore Romano, Lunedì 28-Martedì 29 Settembre 2015, p.3

 

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Messico/ Ad un anno della scomparsa del gruppo di studenti dell'Istituto Agrario Ayotzinapa.

Giovedì 24 Settembre si è svolto a Città del Messico, presso la sede della

Presidenza della Repubblica, un incontro tra il presidentte della Repubblica Enrique

Pena Nieto e i familiari del gruppo di studenti dell'Istituto Agrario di Ayotzinapa

dispersi nella città di Iguala, nell'ovest del Messico, il 26 Settembre 2014.

In merito alla scomparsa del gruppo di 43 studenti la inchiesta ufficiale ha concluso

che gli studenti sono stati attaccati nella città di Iguala da alcuni rappresentanti della

polizia municipale e poi consegnati ad una banda criminale. Questa banda li

avrebbe uccisi prima di bruciarli nelle vicinanze di una discarica nel borgo di

Cocula.

 

I familiari delle vittime hanno sempre contestato questa versione. Per essi le autorità

mentono dall'inizio. Lo scorso 6 Settembre, una squadra di esperti indipendenti, su

incarico della Commissione interamericana dei diritti dell'uomo(Cidh), ha dato loro

ragione.

Il rapporto sostiene con non vi è prova della cremazione delle vittime nella discarica.

 Il rapporto cita anche le dichiarazioni di due soldati del 27°battaglione di fanteria, di

  stanza a Iguala. I due hanno affermato di aver veduto, senza intervenire, gli

attacchi della polizia ai danni del gruppo di studenti.

 

Il 16 Settembre la ministra della Giustizia, Arely Gomez ha annunciato la

identificazione di alcune parti ossee di un disperso, Jhosivani Guerrero, 20 anni. Le

autorità giudiziarie hanno comunicato, il 17 Settembre, l'arresto del narcotrafficante

Gilardo Lopez Astudillo,sospettato di essere l'autore materiale della scomparsa e

della cremazione dei 43 studenti dell'Istituto Agrario.

 

Il presidente Nieto ha assicurato ai familiari che l'inchiesta rimarrà aperta e che il

mandato degli esperti della Commissione interamericana sarà prolungato di sei

mesi.

 

Fonte: F.Saliba, Le Mexique hanté par les étudiants disparus, Le Monde,

Dimanche 27- Lundì 28 Septembre 2015, p.5

 

Per maggiori informazioni:

Cidh, http://www.oas.org/es/cidh/

 

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Testimonianze sul campo/ Bogotà, Colombia.

Nella periferia “nera” di Bogotà.

 

Carissimi tutti che mi seguite dall'Italia,

eccomi a voi con qualche notizia sulla mia vita nella periferia " nera "  di Bogotá.

Qualche giorno fa mi son seduto a pensare un poco su ció che stavo vivendo e mi é venuto alla mente un paragone.

Trent'anni fa ero andato a vivere in un paese della foresta ecuatoriana  circondato da migliaia di famiglie che vivevano nella selva. La metá di loro era nera e viveva lí da secoli, l'altra metá era arrivata da pochi anni o da pochi mesi.

Con questi ultimi stavo paragonando la mia vita di questi primi mesi nella periferia di Bogotá.

 

Loro arrivavano e si trovavano davanti un bosco  che non conoscevano.

Cosí anch'io sono giunto ad un quartiere dove non conoscevo nessuno.

 

In quel bosco scoprivano cose belle e buone: acqua, frutti, pesci, animali da cacciare, legname per costruire....

Anch'io sto scoprendo cose belle e buone: l'accoglienza di chi non mi conosceva, l'allegria della gente,  un luogo dove riesco a vendere il mio latte di soia da cui traggo da vivere, l'amicizia dei vicini e della gente che viene a visitarmi, il semplice aiutarsi e condividere tra vicini di casa.....

 

Poi la gente arrivata al bosco scopriva che alcune cose gli complicavano la vita: i serpenti, il bosco troppo fitto per poter coltivare, la mancanza di sentieri per muoversi.....ed allora cominciavano ad uccidere serpenti, ad aprire strade, a disboscare alcune zone per poter seminare.

Cosí anch'io sto incontrando alcune difficoltá: il freddo di notte, il fiato che manca in certe  stradine molto ripide, qui a 2.700 metri,  e poi alcune famiglie che non mi aprono la porta perchè non mi conoscono (in verità son state poche , peró una decina sí le ho trovate), la forza della societá dei consumi che spesso spinge la gente a muoversi solo quando c'è qualcosa da guadagnare, la violenza con cui spesso si risolvono i problemi e che si respira in questa societá colombiana, soprattutto nei quartieri marginali  dove facilmente si sviluppano i gruppi armati (qualche giorno fa ho passato tutto un pomeriggio in una casa conversando con un ventenne che,coltello alla mano, mi diceva che quella notte avrebbe ucciso un suo rivale, cosa che poi non ha fatto)

 

Infine la gente nel bosco cominciava a preparare la terra per seminare,smuovendola, irrigandola, concimandola.

Io lo sto facendo soprattutto dedicandomi a visitare i vicin del quartiere. Fin'ora ho visitato circa 200 famiglie: alcune visite sono molto corte, altre invece durano mezz'ora, un'ora, quando mi fanno entrare in casa, sedere ed a volte mi offrono da bere e da mangiare.

 In quei casi si riesce davvero a smuovere un pó la terra, chiaccherando, scherzando, facendo amicizia, creando un rapporto di fiducia reciproca che fra qualche mese sará il terreno adatto per seminare.

 

Nei prossimi giorni ci sará una buona occasione per approfondire i rapporti: molti dei neri del quartiere sono originari di una zona della Colombia dove c'è una grande devozione a S.Francesco di Assisi che loro chiamano San Pacio.

Questa devozione è rimasta dentro nonostante l'emigrazione e nella loro terra  celebravano quella festa durante 15 giorni.

Mi sono incontrato con alcuni dei loro leaders e stiamo preparando la festa nel quartiere con film sulla vita del santo, Messa con canti e ritmi Afro, processione con l'immagine del santo e poi un pomeriggio di festa con canti, tamburi, giochi, scenette, cibo tipico, balli....

Sarà un'ottima occasione per me per continuare a coltivare questa terra, creando rapporti di vicinanza e simpatia durante la giornata di festa.

 

Durante quella settimana, che é una settimana di vacanze scolastiche in Colombia, ho invitato  a casa mia 4 universitarie che vengono dal quartiere di Tumaco dove io vivevo fino all'anno scorso. Lá erano membra del gruppo giovanile ed ora son venute a studiare alla capitale con una borsa di studio. 

In quei giorni tenteranno di montare un gruppo giovanile nero nel quartiere.

Sono le primissime iniziative che sto prendendo  da quando sono qui. Poi continuerò la mia visita ancora per qualche mese e poi vedremo cosa si fará...

Spesso ricevo visite di persone interessate a conoscere il mio stile di presenza. Forse un giorno qualcuno di loro deciderá di fermarsi a vivere e lavorare qui con me.

Sto bene e son contento.

Che Francesco di Assisi, che celebreremo fra pochi giorni, lui che visse libero di fronte alle ricchezze del mondo, amando e rispettando la natura, vivendo senza violenza e coltivando la fraternitá mi ispiri nei prossimi passi da dare e sia motivo di ispirazione anche per tutti voi

 

* Padre Francesco Nascimbene, missionario comboniano, è l'autore dello scritto.

 

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Papa Francesco alla Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Venerdì 25 Settembre Papa Francesco parlerà davanti alla Assemblea generale delle Nazioni Unite. Riportiamo di seguito alcuni brani  dall'articolo, a firma di Ban Ki-Moon, Segretario generale delle Nazioni Unite, pubblicato dal quotidiano "L'Osservatore Romano" lo scorso 19 Settembre.

(...) La visita di Papa Francesco alle Nazioni Unite giunge in un momento di sfida e di speranza, mentre il mondo si sforza di far fronte a conflitti, povertà, e cambiamenti climatici. Quella del Papa è una voce importante a favore di un'azione urgente per fronteggiare le persone e il nostro pianeta. E' per questo che ci sentiamo molto onorati per il fatto che Sua Santità ci visiterà nel giorno in cui verrà adottata l'Agenda per lo sviluppo sostenebile 2030. Dopo l'adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l'attenzione si sposterà sull'iminente conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi a Dicembre, dove tutti i governi del mondo si riuniranno per cercare di adottare un trattato nuovo, universale, universale e significativo sul clima.

Il messaggio di Papa Francesco va ben oltre gli 1,2 miliardi di cattolici nel mondo. Nella sua prima pagina della sua recente enciclica, il Papa dice:"Di fronte al deterioramento globale dell'ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta".

Questo mese convocherò un incontro speciale sulla crisi dei rifugiati per promuovere un approccio sistematico che non comprenda solo i Paesi di destinazione, ma anche quelli di transito e, cosa della massima importanza, quelli d'origine. Dobbiamo affrontare le cause che spingono tanti a fuggire: i conflitti violenti, i fallimenti della governance, le dure repressioni e le gravi violazioni dei diritti umani, compresa la persecuzione religiosa. E inoltre essenziale affrontare la spietatezza dei trafficanti di esseri umani e porre fine ai loro pericolosi crimini.

Fonte: Ban-Ki- Moon, Valori condivisi per un futuro comune, L'Osservatore Romano, Sabato 19 Settembre 2015

Per saperne di più: Nazioni Unite, http://www.un.org/sustainabledevelopment/en/

 

 

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Expo Milano/ 19 Settembre, "Giornata della Palestina".

Con l’ulivo simbolo di pace e sviluppo l’Italia coinvolge la Palestina all’EXPO. Dai fiori ai marmi, le ceramiche, i

saponi e i ricami, il mondo imprenditoriale palestinese e’ stato coinvolto nell’Esposizione Universale

milanese in vista della Giornata Nazionale il 19 settembre con la partecipazione del presidente Mahmoud

Abbas. La Palestina aveva confermato già  nel 2012 la sua partecipazione all’EXPO. “Vecchia come un albero di

ulivo e giovane come un’oliva”: questo e’ lo slogan scelto da PalTrade, l’organismo della Autorità nazionale

palestinese per lo sviluppo economico capofila dell’evento per la sua presenza milanese.

 

Il padiglione palestinese si estende su di una superficie di 250 mtq, e il sostegno del Consolato Generale

Italiano di Gerusalemme “e’ stato fondamentale”, ha detto Osama Abu Ali, direttore del settore esportazioni di

PalTrade. L’Anp a sua volta ha messo a disposizione circa 400 mila dollari  e altri 220 mila dollari sono arrivati

da aziende del settore privato, come Padico Group, Paltel e Bank of Palestine. Sono due i principali espositori:

dal Saint Gabriel Hotel di Betlemme  viene il cibo nel ristorante, mentre Ibrahim Najjar, un’autorita’ dei prodotti

artigianali palestinesi,ha avuto l’incarico di gestire tutti i prodotti di artigianato e di qualita’. Oltre a quelli

alimentari, come l’olio d’oliva, le spezie e i datteri, e ai piatti tradizionali palestinesi come il Makloubeh, il Mansaff

e la Mussahan, il Padiglione proporra’ il meglio della produzione di Cisgiordania e Gaza, come le ceramiche di

Hebron, i ricami di Betlemme e il sapone di Nablus.

 

E sempre nell’ambito di EXPO, tra le attività dell’Italia a sostegno del settore privato a Gaza il

Consolato Generale di Gerusalemme sta lavorando ad un progetto di ripristino delle esportazioni di fiori dalla

Striscia, che nella fase iniziale potrebbe gia’ offrire lavoro a circa 200 persone. Il programma sara’ sostenuto

dalla linea di credito della Cooperazione italiana Startup, in via di lancio, che prevede la concessione di micro-

finanziamenti e assistenza tecnica a favore delle cooperative agricole. A tal fine, e’ in corso la preparazione di

i una missione di piccoli imprenditori agricoli di Gaza in collaborazione con ICE Amman e, data la materia

strettamente connessa con i temi di Expo, si sta ipotizzando di realizzare almeno parte delle attivita’ della

missione presso il Padiglione palestinese.

 

Fonte:

Onuitalia.com, http://www.onuitalia.com/2015/05/06/expo-italia-coinvolge-palestina-ulivo-simbolo-pace-e-sviluppo/

 

Per maggiori informaioni:

http://www.assopacepalestina.org/2015/09/festa-nazionale-di-palestina-presso-lexpo-di-milano

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Libia/ Intesa tra i due Parlamenti.

I rappresentanti dei Parlamenti di Tobruk ( riconosciuto dalla comunità internazionale) e Tripoli ( il Congresso generale nazionale è sostenuto da varie frange islamiste) hanno raggiunto un' intesa sui principali punti per dar vita a un Governo di unità nazionale.

Bernardino Leon, inviato speciale dell'Onu, nella sua dichiarazione- Domenica 13 Settembre- ha spiegato che le due parti sono riuscite a "superare le loro differenze" sui temi principali. L'obiettivo dell'inviato speciale delle Nazioni Unite è far si che entrambe le parti presentino candidati per le cariche di primo ministro e di due vice premier in grado di guidare un Governo di unità nazionale e di portare con esso la Libia fuori dalla guerra e dalla tragedia umanitaria che ha ormai coinvolto tutti gli strati della popolazione.

Fonte:

Intesa tra Tobruk e Tripoli per un Governo unitario, L'Osservatore Romano, Lunedì-Martedì 14-15 Settembre 2015, p.3

Per saperne di più:

Jeune Afrique, http://www.jeuneafrique.com/264111/politique/libye-lonu-soumet-un-projet-daccord-politique-aux-autorites-rivales/

 

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Yemen/ Nuovi colloqui di pace.

Ismail Ould Cheikh Ahmed, l'inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, ha comunicato, Venerdì 11 Settembre, che a breve ( a partire da Martedì 15 Settembre, ndr) si terranno nuovi coloqui di pace a cui prenderanno parte il Governo del presidente Hadi- attualmente in Arabia Saudita- e i ribelli sciiti huthi. L'intento dei colloqui, -tramite un cessate il fuoco- è quello di porre fine ad un conflitto armato che sta causando sofferenze alla popolazione yemenita.

Se non si dovesse trovare un accordo tra le parti in molti- diplomatici, esperti di geopolitica - temono che per il controlo della capitale Sana'a si svilupperà una battaglia lunga e brutale. L'Arabia Saudita sostiene il ritorno di Hadi come presidente, tuttavia, il movimento indipendentista- alleato sul terreno- di Al Hirak del sud non si pone tale obiettivo.

Fonti:

Reuters,http://www.reuters.com/article/2015/09/13/us-yemen-security-idUSKCN0RD06420150913

Nuovi colloqui di pace per lo Yemen, L'Osservatore Romano, Sabato 12 Settembre 2015, p.3

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