Contributi ed Approfondimenti

Contributi ed Approfondimenti (334)

Parigi, Venerdì 13 Novembre 2015.

In merito agli attentati di Parigi- 129 vittime, 192 feriti di cui 99 in gravi condizioni- riportiamo di seguito alcuni passi tratti dall'articolo, a firma di Edwi Plenel, pubblicato Domenica 15 Novembre 2015 dal settimanale “Internazionale”.

(...)Un venerdì sera d’autunno, con un tempo clemente. Fine settimana, tempo di uscite, momenti di svago. La gioia di ritrovarsi tra amici, andare a un concerto, vedere una partita. Si sta insieme, uomini e donne, tanti giovani. Piaceri diversi, secondo i gusti e la voglia, bere, fumare, ballare, stare vicini, mescolarsi, sedursi, amarsi, insomma, andare gli uni incontro agli altri. Ognuno di noi, i nostri figli, i nostri genitori, i nostri amici, i nostri vicini, noi stessi, eravamo tutti nel mirino degli assassini. Quali che siano le circostanze, le epoche o le latitudini, il terrorismo scommette sempre sulla paura. Non solo la paura che diffonde nella società, ma la politica della paura con cui lo stato reagisce: una fuga in avanti dove al terrorismo segue la sospensione dei diritti democratici in una guerra senza fine, senza fronti e senza limiti, senza altro obiettivo strategico che il suo perpetuarsi, in cui gli attacchi e le risposte si alimentano a vicenda, le cause e gli effetti s’intrecciano all’infinito senza che mai emerga una soluzione pacifica. Far fronte al terrorismo significa fare società, fare muro con tutto ciò che vogliono abbattere .Nel Regno Unito, dopo gli attentati del 2005, la società si unì spontaneamente intorno allo slogan lanciato su internet da un ragazzo: “We’re not afraid”, non abbiamo paura.

No, non abbiamo paura. Tranne di noi stessi, se ci arrendiamo alla paura. Tranne dei nostri politici, se ci inducono in errore e ci ignorano. Gli assassini vorrebbero chiudere la nostra società, noi ci batteremo perché resti aperta, più che mai.

 

Fonte: Edwi Plenel, La paura è la nostra nemica, http://www.internazionale.it/opinione/edwy-plenel/2015/11/15/parigi-terrorismo-paura

 

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Ong per i rifugiati siriani.

L'accentuarsi di una emergenza umanitaria in Siria è stato denunciato da un gruppo di Organizzazioni non governative( Oxfam, Care, Danish Refugee Council, International Rescue Committee, Save the Children, World Vision International) nel corso della iniziativa, "Resilience Development Forum", promossa ( 8-9 Novembre, in Giordania) sulla crisi siriana dalle Nazioni Unite.

Le Ong hanno reclamato un programma di lungo periodo per offrire investimenti e supporti alle nazioni ( Libano, Giordania, in particolare) che ospitano un numero elevato di rifugiati siriani. Persone che hanno necessità di svolgere un lavoro e vivere in modo legale. Oltre quattro milioni di siriani, secondo le analisi divulgate dalle organizzazioni internazionali, vivono senza un laoro e ricevono quasi esclusiavamente aiuti dalle agenzie umanitarie.

Fonte: http://www.arabstates.undp.org/content/rbas/en/home/presscenter/events/2015/november/resilience-development-forum-.html

Per saperne di più:

Danish Refugee Council, https://www.drc.dk/what-we-do/stories-from-the-field/a-grandmother%E2%80%99s-tale-escape-from-syria

 

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Global Peace Index 2015.

 

Nel 2014 i conflitti hanno avuto un costo di oltre 12 mila miliardi di euro nella economia globale. Secondo i dati del Global Peace Index  (2015), il 13, 4 per cento del Pil ( prodotto interno lorod,ndr) globale è stato speso per la difesa, la sicurezza e le opere di ricostruzione in seguito a conflitti e violenze.

Le guerre in Siria, Iraq e Afghanistan hanno devastato le economie locali e quelle dei paesi confinanti. Nel calcolo sono inclusi anche i costi dei servizi di assistenza per rifugiati, richiedenti asilo e sfollati. Non si registrava un numero così grande di sfollati dalla conclusione della Seconda guerra mondiale( 1945). Le ultime stime indicano che sono quasi 60 milioni le persone sfollate. Sono in netto aumento le vittime: il dato è salito, nel 2014, a 180 mila individui.

Le morti causate dal terrorismo sono circa 18 mila, l'82% dei decessi in Iraq, Afghanistan, Pakistan e Nigeria. Inoltre lo studio elaborato dal Global Peace indica anche le nazioni più pacifiche. Esse sono 81. La nazione più pacifica è l'Islanda, seguita da Danimarca, Austria e Nuova Zelanda. L'Italia si è classificata al trentaseiesimo posto.

La situazione è migliorata in Guinea Bissau, Costa d'Avorio, in Tagikistan e in Benin. In fondo alla classifica troviamo la Siria. la guerra civile, in corso dal Marzo 2011, ha avuto un costo equivalente al 42% del suo stesso Pil. Seguono l'Iraq, l'Afghanistan e il Sud Sudan. Secono lo studio era dal 2008 che non si riscontrava un tale livello di violenza nel mondo.

Fonte: C.Zanazzo, Oltre 12 mila miliardi di euro il costo dei conflitti nel mondo, secondo i dati del Global Peace Index 2015, "Confronti", Ottobre 2015, p.33

Per saperne di più:

Global Peace Index 2015, http://economicsandpeace.org/wp-content/uploads/2015/06/Global-Peace-Index-Report-2015_0.pdf

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Marcos Vinicius: l'arte come forma di vita.

La origine della chitarra classica si perde nella notte dei tempi. Si pensa che essa possa risalire alle antiche civiltà mesopotamiche. Marcos Vinicius è un maestro a livello internazionale di questo strumento musicale. Compositore ed interprete. Nelle settimane scorse egli si è esibito alla Esposizione Universale di Milano, in occasione della "Settimana del Brasile". Bruce Lee, icona del Novecento e del kung-fu, affermò che "l'arte è comunicazione dei sentimenti". L'artista brasiliano, a nostro avviso, risponde interamente al pensiero di Bruce Lee. Marcos Vinicius è molto attento al sentimento di ogni individuo, ai temi umanitari. Questa sensibilità non è un altruismo di facciata, una strategia per mettere in salvo la propria coscienza. L'arte di Vinicius è un tutt'uno con la complessività della vita. Sebbene impegnato in un imminente trasloco ( da Legnano a Roma) Marcos Vinicius ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Il prossimo 12 Dicembre riceverai il Premio Padre Pio, edizione 2015. Si tratterà di un riconoscimento- importante- al tuo percorso di fede, alla tua attenzione nei confronti del prossimo, al dolore e al disagio che colpiscono , purtroppo, molti esseri umani, attraverso la tua arte ?

Credo di sì. O forse lo spero. Ovvero spero che  sia stato proprio il santo da Pietrelcina a suggerire questo riconoscimento…In realtà quando si fa del bene, non si dice. Però è pur vero che quando ci si muove nell’ambito di Istituzioni internazionali, è un po’ difficile se non impossibile mantenere il segreto. E infatti nel momento in cui mi adopero per situazioni più piccole e familiari, certo non ci sono in giro manifesti. Ovvio che quando vengo mandato a Gerico per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione (la città più antica del mondo, nel luogo tra i più affascinanti, storici ma anche sofferenti del pianeta) o nella Sede Centrale dell’ONU davanti al Segretario Generale Ban Ki Moon,  l’evento non si può nascondere  e non può certo passare inosservato. In entrambi i casi, amo  però sottolinearlo, offro il cuore e mi faccio guidare da questo. Da null’altro.

 

2- Il Premio sarà consegnato a Morcone (proprio dove il santo prese i voti) e lo riceverai insieme a personaggi come il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Emozionato?

Sono onorato, soprattutto come uomo di fede. Per quel giorno (che ho scoperto essere la ricorrenza della Madonna di Guadalupe) verrà presentata in Prima Assoluta la mia opera per coro misto a lui dedicata, dal titolo Cielo e Terra.

 

3.Questo offrire te stesso ti porta a dare conforto perfino ai detenuti, che hai avvicinato alla grande musica (facciamo riferimento alla tua esibizione, nella primavera scorsa, presso la casa circondariale di Pesaro).

Sì, è stata la prosecuzione naturale di questo mio cammino. Che è come una semina. Campo dopo campo, orto dopo orto, deserto dopo deserto. E’ da quando sono bambino che sento di dover donare un dono ricevuto. Che è quello di riuscire (pare sia questo l’effetto del mio incontro con gli altri) a confortare con la Musica (a volte come interprete, altre come autore).  Conforto che può anche significare gioia, serenità ma anche sofferenza e disagio che riaffiorano, in una sorta di catarsi interiore. L’Arte non è qualcosa di fisico o tangibile, e paradossalmente (pur essendo io un musicista) di ascoltabile. L’Arte è una magia impalpabile che sa scatenare emozioni.

 

4 - Ho letto che in America Latina c'è interesse per il canto orale, per i tuoi lavori, ad esempio, le opere recenti, Ave Maria, Anima Christi, Lo Scrigno, O Magnum Mysterium e altre. Comporrai nuove opere?

Non solo in America Latina, ma in tutto il mondo, il canto corale è un’arte praticata e in ogni luogo. Nelle chiese, nei teatri. Per non parlare della enorme quantità di Festival dedicati al canto, professionistico o no. In realtà non potrebbe essere diversamente; la voce è il nostro primo strumento musicale. Più che per suonare siamo nati per cantare… sì. Cerco di spiegarmi meglio: articolare le dita su una tastiera del pianoforte o della chitarra, soffiare dentro un flauto, impugnare l’archetto di un violino o un violoncello, è il riflesso di anni, migliaia di anni di evoluzione del cervello umano. Pensiamo alla enorme quantità di neuroni che sono coinvolti in un unico movimento del pollice o del braccio per produrre una unica nota. Nel canto è sempre stato- ed è tutt’ora- tutto più spontaneo. Alcuni popoli ce lo mostrano chiaramente: non pensano, cantano e basta. Mi riferisco, ovviamente, a una peculiarità innata. Da qui a diventare un vero cantante ce ne passa. Ecco che, allora, interviene la tecnica adeguata, lo studio e, come sempre, tanta disciplina. Si, intendo scrivere tantissimo per Voce. La composizione è la mia seconda passione; e ora non solo più per chitarra e altri strumenti. Da bambino, oltre che suonare, cantavo nelle messe. Tanto che fui chiamato a far parte del coro principale della mia città, Congonhas (Patrimonio dell’Unesco, ndr) come tenore e poi baritono. Oggi, addirittura, arrivo alla nota Re del registro basso.

 

5 - A breve vivrai una nuova avventura, sotto il profilo umano e professionale. Insegnerai a Roma, in qualità di docente di chitarra Pre-accademico e Alto perfezionamento all’AIMART, Accademia Internazionale di Musica e Arte". E'una passione, parlo dell'insegnamento, che nutri molto? Non è così frequente tra i grandi concertisti…

Amo insegnare. Tanto quanto fondermi in musica. Donarsi, per me, significa non soltanto farlo sui grandi o piccoli palcoscenici. Ma anche tra quattro mura, in un rapporto nel quale mentre insegno imparo. Mi accorgo che gli studenti si fanno coinvolgere. Se trasmetto moltissimo è perché mi appassiona vedere che posso contribuire a trarre da loro il massimo, qualunque esso sia, il meglio in ciascuno secondo le proprie potenzialità.  Essere stato chiamato come docente in AIMART mi porta a Roma insieme a colleghi artisti come Michele Campanella, Franco Petracchi, Bruno Giuranna e grandissimi altri. Un team fantastico che lavorerà a braccetto soprattutto con i ragazzi. Alcuni degli allievi che ora seguo, come Presidente dell’Accademia di Chitarra Classica di Milano, cercheranno di raggiungermi. Ma per molti, purtroppo, non sarà semplice… A Roma formerò anche i bambini. Il mio sogno (realizzato già durante diversi master all’estero, in Cina, in Brasile, in Spagna) è quello di creare una” super classe” di chitarra, affiatata e vorace di Musica. Magari un’orchestra. A volte assisto a trasformazioni che hanno dell’incredibile. Veri e propri miracoli. E anche qui la Fede (oltre che la Neurolinguistica) ha un ruolo fondamentale di guida .

 

6- Già, la Fede. E’ percepibile, in ogni tuo impegno, una componente spirituale molto marcata. Parlacene.

Durante questo percorso di vita, nutro da sempre una profonda convinzione, sin da quando ero piccolo. Inframezzata, certo, da qualche intoppo…Ma accompagnata, soprattutto ora che sono adulto, da una certezza: quello che faccio, quello che creo, come suono… non è mio. Oggi con una consapevolezza maggiore :non più di suonare uno strumento,ma di esserlo. Uno strumento del Suo Progetto, nelle Sue mani. Lui deve essere sempre al primo posto. Tutto è in Suo Nome. In realtà sono sempre stato grato di quello che ritengo un dono. Sì, sento di aver ricevuto un vero regalo: quello di poter dare gioia, pace e felicità a chi mi ascolta; e non solo aiutare concretamente bambini o anziani malati e sparsi per il mondo attraverso concerti di beneficenza. Penso che…beh… se ogni artista su questa terra potesse dedicare una parte del proprio tempo a iniziative del genere, il mondo sarebbe senz'altro un posto migliore.

 

7- Il 31 Ottobre si concluderà la Expo di Milano. Tu vi hai preso parte, con un tuo concerto, in occasione del National Day del Brasile. Cosa pensi  della Esposizione Universale,  " Nutrire il Pianeta. Energia per la vita"? 

 

Sono onorato di aver rappresentato, come musicista, il mio Paese. Sono rimasto molto colpito dalla professionalità dell’organizzazione. Magari fosse sempre così anche fuori da EXPO! Bello il senso di fratellanza tra i vari padiglioni. Il nostro Pianeta ha bisogno di cure…tante cure. L’intenzione dell’Expo è stata ammirevole, anche se con qualche contraddizione, ad esempio nei costi delle consumazioni. Ma d’altronde immagino si siano dovute sostenere tante spese di manutenzione, staff,

sicurezza, , personale. La fame nel mondo potrebbe non essere un un problema; curiamo di più foreste, laghi, mari. Lasciamo alla terra ciò che è della terra, e agli oceani ciò che è degli oceani. Se non troviamo il modo per mantenere un’ aria più pulita e respirabile, anche se tutto il pianeta sarà sfamato, morirà in altri modi.. Per fortuna di Musica ce n’è in abbondanza (come il cibo, nascosto però) che alimenta nostra anima.

 

8- . C'è un progetto a cui tieni in particolare? Il classico sogno nel cassetto.

 

Un uomo che non sogna è un individuo morto. Si, ne ho tanti. Sono molto riservato ma…va bene, te ne svelo uno: se riuscirò, quando i tempi saranno maturi, mi piacerebbe creare una Fondazione con uno scopo molto preciso. Mi dirai: ce ne sono già tante! Sì, è vero, però ciò che ho in mente non regalerà il pescato, ma si insegnare ai bambini del mondo a pescare.

Per saperne di più:

Marcos Vinicius, http://www.marcosvinicius.it/

Tg 2 Storie, https://www.youtube.com/watch?v=6wjyRM3nRqI

Manha de carnaval, https://www.youtube.com/watch?v=4uDS11ygcEo

Gotas de làgrimas, https://www.youtube.com/watch?v=psWnOKYGDtg

 

 

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Testimoni di Pace/ Surfer pour la Paix.

Dal 12 al 21 Settembre 2015 si sono svolti a Marsiglia i primi campionati di Surf dei Paesi del Mediterraneo per la pace. Questa iniziativa è stata promossa dall'Associazione Surfer pour la Paix.

L'Associazione Surfer Pour la Paix è il ramo europeo di Surfing 4 Peace, una comunità di persone che praticano il surf. L'obiettivo dell'Associazione è quello di creare un programma di scambi di giovani tra associazioni sportive dei paesi del Mediterraneo.

L'Associazione agisce per la promozione della pace e per il dispiegamento di tutti gli sforzi destinati a creare o ricreare un legame affettivo, sportivo e culturale tra giovani di tutte le culture e confessioni religiose, in particolare nel Medio e Vicino Oriente.

La pratica sportiva può concorrere al legame tra i popoli, ad una migliore comprensione e ujn migliore rispetto tra le diverse culture.

Fonti:

http://www.annalindhfoundation.org/fr/members/surfer-pour-la-paix

http://www.surfing4peace.eu/

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Diplomacy/ "Festival della Diplomazia"- VI edizione.

l “Festival della Diplomazia” nasce nel 2009 dalla consapevolezza della centralità di Roma in ambito internazionale. Nella città, infatti, opera e vive un’ampia comunità internazionale che giornalmente si relaziona con la cittadinanza e le istituzioni locali, in costante interazione con l’assetto economico, organizzativo e culturale. Roma è considerato un punto nevralgico per le relazioni diplomatiche con 139 Ambasciate accreditate presso la Repubblica Italiana, 78 presso la Santa Sede, 134 presso la FAO, 73 presso San Marino. A questo, va aggiunto il ricco tessuto di Organizzazioni Internazionali, università, accademie e istituti di cultura stranieri che vanno a consolidare la proiezione di Roma come prima città internazionale al mondo.

Con alle spalle un solido circuito relazionale, il Festival della Diplomazia giunge nel 2015alla sua VI edizione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblicae grazie al supporto e al patrocinio del Ministero degli Esteri, della Rappresentanza in Italia della Commissione e del Parlamento Europeo, di oltre 70 ambasciate, 7 universitàe numerosi partner scientifici.

La VI edizione del “Festival della Diplomazia” si svolgerà dal 22 al 30 Ottobre 2015a Romacon il titolo “Crescita inclusiva, diseguaglianze e squilibri politici” e si articolerà in una serie di incontri e lezioni (seminari, tavole rotonde e convegni, incontri fra grandi aziende e responsabili commerciali delle ambasciate) che si svolgeranno presso diversi luoghi istituzionali e accademici creando ancora una volta le opportunità per discutere e divulgare temi di politica e relazioni internazionali.

Il programma- http://festivaldelladiplomazia.eu/calendario-eventi/ - del Festival sarà sviluppato finora sulla base di 6 grandi sezioni:
1. Inside the Embassy(incontri realizzati all’interno delle Ambasciate)
2. Diplomazia Culturale
3. Diplomazia Politica
4. Diplomazia Economica
5. Diplomazia fra Storia e Futuro
6. Diplomazia e Giovani

Il Festival della Diplomazia pubblica Diplomacy, la rivista ufficiale del Festival distribuita presso Ambasciate, Ministeri, ONG, Uffici della PA, Università e l’ampio circuito dei partner.

Fonte: http://festivaldelladiplomazia.eu/

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Colombia/ Accordo Governo-Farc.

Sabato 17 Ottobre il Governo di Bogotà e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia ( Farc), nel corso dei negoziati di pace in svolgimento all'Avana, hanno deciso di collaborare nella ricerca delle migliaia di persone scomparse e per la restituzione delle spoglie delle vittime della guerra civile.

Il Comitato internazionale della Croce Rossa sosterrà le prime misure di ricerca per restituire le spoglie dei dispersi. Inoltre il Governo di Bogotà e le Farc hanno siglato un accordo per la istituzione di un' unità di ricerca delle persone scomparse.

Tale struttura dovrà periodicamente e pubblicamente, entro sei mesi, rendere conto del proprio operato( ovvero: ricerca, identificazione, localizzazione delle persone scomparse).

Nel corso del conflitto colombiano( 1958-2012) hanno perduto la vita 218.094 persone. 177.307 civili e 40.787 combattenti.

Fonte: Centro Nacional de Memoria Històrica, http://www.centrodememoriahistorica.gov.co/noticias/noticias-cmh/un-paso-firme-para-buscar-a-los-desaparecidos

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Un'idea di cooperazione internazionale.

Durante la notte i campi profughi generalmente piombano al buio. Ciò significa che semplici attività come andare in bagno o raccogliere acqua possono essere pericolose in particolare per donne e bambine.

Ikea Foundation sta raccogliendo 7.7 milioni di euro tra clienti e impiegati per portare illuminazione, energia rinnovabile a oltre 350 mila persone nei campi del Bangladesh, Ciad, Etiopia e Giordania.

I libri sono una cosa rara per i bambini che vivono negli insediamenti del Nord Uganda, dopo la fuga dal Sud Sudan. Una valigia chiamata DIgischool connette i bambini al mondo e viene consegnata con nuovi contenuti ogni settimana. Si tratta di un kit, MobiStation, portatile- commissionato dall'Unicef- alimentato a energia solare equipaggiato con un proiettore, un microfono e una videocamera che legge i documenti. Apare come una valigia di plastica con ruotee maniglie, ma dentro ci sono videoclips, cartoni, musica e lezioni di matematica. I bambini tra i 3 e i 6 anni di età che prima imparavano i numeri con gli oggetti disegnati alla lavagna, ora prendono parte a numerosi giochi interattivi con immagini e suoni in movimento proiettati su uno schermo.

Fonte: Rinnovabili, le vie della luce; La scuola digitale in una valigia; Il Sole 24 Ore/ Nova24 n.496, Domenica 18 Ottobre 2015, p.12

Per saperne di più:

Ikea Foundation, http://www.ikeafoundation.org/

MobiStation, http://www.unicefstories.org/2014/05/20/mobistation/

 

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Gernada( Libia)/ Emergency- Centro chirurgico per vittime di guerra.

La guerra in Libia, iniziata nel 2011, ha danneggiato gravemente il sistema sanitario del Paese: ovunque mancano le risorse e il personale necessario a offrire assistenza di base e specialistica, anche per le fasce più vulnerabili della popolazione, come i bambini.Con l'inizio del conflitto, il personale sanitario straniero - fondamentale per il funzionamento del sistema sanitario -  ha lasciato il Paese mentre la maggior parte della classe medica è fuggita o è stata allontanata dai propri incarichi.Il ministero della Sanità del governo di Tobruk, di stanza ad Al-Bayda, ha chiesto il nostro intervento per garantire assistenza ai feriti di guerra del conflitto nelle zone di Bengasi e di Derna tra milizie dell'Isis e forze governative. Il ministero ci ha messo a disposizione una struttura ospedaliera nel villaggio di Gernada, che dista circa 70 km da Derna e 150 Km da Bengasi.

L'ospedale, una struttura che abbiamo adeguato agli standard di Emergency, ha iniziato le attività a Ottobre 2015. È costituito da un corpo in muratura composto da due sale operatorie, una sala X-ray, una terapia intensiva, un laboratorio e il pronto soccorso. La struttura dispone inoltre di 18 posti letto per il ricovero dei feriti.Per mantenere la nostra posizione neutrale, come in tutti i suoi progetti, nei mesi scorsi avevamo avviato contatti con le autorità di Zintane e Misurata allequali abbiamo fornito scorte di medicinali, come da loro richiesta.

Fonte: Emergency, http://www.emergency.it/libia/index.html

 

 

 

 

 

 

 

 

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Turchia/ Dopo l'attentato terroristico ad Ankara.

Invitiamo le amiche e gli amici di Lapaco alla lettura del dossier, Attentato ad Ankara: la Turchia nella crisi del Medio Oriente, pubblicato sul proprio sito dall'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale( Ispi).

Il dossier analizza la situazione politica- interna e sul versante regionale- della Turchia a pochi giorni dall'attentato terroristico  che lo scorso Sabato 10 Ottobre, ad Ankara, ha causato la morte di 100 persone e circa 400 feriti.

Fonte: Ispi, http://www.ispionline.it/articoli/articolo/mediterraneo-medio-oriente/attentato-ad-ankara-la-turchia-nella-crisi-del-medio-oriente-13988

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