Contributi ed Approfondimenti

Contributi ed Approfondimenti (334)

Per la pace in Siria/ Papa Francesco

Papa Francesco ha annunciato,nell'Angelus di Domenica 1 Settembre 2013, per Sabato 7 Settembre una giornata di digiuno e preghiera( dalle ore 19 alle ore 24 in Piazza San Pietro) per la pace in Siria.

Di seguito riportiamo alcuni brani dell'Angelus pronunciato dal Papa.

(...) Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che ci sono in questa nostra terrra, ma, in questi giorni, il mio cuore é profondamente ferito da quelo che sta accadendo in Siria e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano.

Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l'uso delle armi in quel martoriato Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme!

Guerra chiama guerra! Violenza chiama violenza!

Esorto la comunità internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la Pace in quella nazione, basate sul dialogo e sul negoziato.

Agli operatori umanitari impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione sia assicurato la possibilità di prestare il necessario aiuto.

Per saperne di più: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2013/9/1/PAPA-FRANCESCO-Mai-piu-la-guerra-il-testo-integrale-dell-Angelus-Oggi-domenica-1-settembre-2013/423561/

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Giornata internazionale della carità/5 Settembre 2013

La povertà persiste in molte aree del pianeta, in particolare nei Paesi definiti in via di sviluppo, quale che sia la loro situazione economica, sociale e culturale.

Riconoscendo che la beneficenza può contribuire a promuovere il dialogo tra i popoli di culture e religioni diverse, così come la solidarietà e la comprensione reciproca, e salutando l'azione caritatevole attuata dalle organizzazioni umanitarie, in primis dal lavoro svolto da Madre Teresa di Calcutta, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 5 Settembre Giornata internazionale della carità. Madre Teresa scomparve il 5 Settembre 1997.

Le Nazioni Unite invitano le nazioni, gli organismi dell'Onu e le numerose organizzazioni internazionale e regionali a celebrare come si conviene la Giornata internazionale incoraggiando la beneficenza tramite delle attività pedagogiche e di sensibilizzazione.

Per saperne di più: Nazioni Unite, www.un.org; http://www.un.org/en/events/charityday/

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Sharing gazes/ Sguardi condivisi

In Etiopia le autorità governative hanno stimato una crescita del Prodotto interno lordo tra l'11 e il 15% annuo nel periodo 2012-2015. Nel 2011-2012 il tasso di crescita è stato del 7%. Tutto ciò, in buona parte, si deve alla capacità della nazione africana di attrarre investimenti dall'estero, in primis da parte della Cina.1

Tuttavia in vaste aree dell'Etiopia permane l'arretratezza per quanto attiene all'indice di sviluppo umano ,il Paese è al 174 esima posizione su 187 posti.

In questo contesto l'Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba ha avuto il merito- grazie alla sensibilità e lungimiranza dei propri funzionari- di avviare per l'anno in corso un progetto, Residenze d'artista, che consentirà ad artisti italiani di entrare in relazione – con un approccio privo di stereotipi- con la realtà urbana della capitale etiope.

 

Addis Abeba negli ultimi tre decenni ha conosciuto un rapido sviluppo. Alla fine degli anni Sessanta centinaia di migliaia di persone abbandonarono le regioni colpite da una serie di carestie e dalle guerre che coinvolsero l'Etiopia( Somalia, indipendentisti eritrei). Addis Abeba si é trovata circondata da quartieri privi dei servizi essenziali e di attività economiche.2

 

Nelle scorse giornate abbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere Gea Casolaro. Gea é stata la prima artista visiva invitata dall'Istituto Italiano di Cultura per il progetto Residenze d'artista.

I lavori dell'artista romana si caratterizzano per una lettura del contesto sociale ed una riflessione che affronta questioni importanti come la memoria, la rimozione del passato.

 

Per due mesi sette allievi della Alle School of Fine Arts and Design Addis Abeba e Gea hanno lavorato insieme. Il lavoro collettivo verrà esposto presso il Museo d'Arte Contemporanea di Addis Abeba. Afferma l'artista:” Ho chiesto agli studenti-( nell'ordine:Jacob Bizuneh, Makeda Bizuneh,Martha Haile, Meron Hailu, Yonas Hailu, Hilina Mekonen, Yafet Mekonnen, ndr)di individuare un luogo significativo di Addis Abeba che, a parer loro, era importante che io vedessi per comprendere a fondo la realtà della capitale etiope”.

Con il workshop Sharing gazes/Sguardi condivisi- prosegue Gea Casolaro- abbiamo attuato una pratica artistica che consiste nello scambio dei punti di vista per arrivare a rappresentare e a comprendere a fondo la realtà di un luogo. Materialmente gli studenti ed io siamo andati nei siti indicati da ognuno di loro ed abbiamo iniziato a fotografare scambiandoci le macchine fotografiche, per arrivare ad averne una visione sfaccettata, mettendo insieme tutte le nostre soggettività. Penso che questo possa essere un bell'esempio di cosa significhi crescere insieme tramite la condivisione delle rispettive esperienze e culture. Inoltre, mi auguro che questo lavoro collettivo possa essere presto presentato in Italia ed essere, nel suo piccolo, di sostegno al difficile lavoro del Ministro dell'integrazione Cecile Kyenge”.

 

Il progetto Sharing gazes consente a noi cittadini italiani, di affrontare il proprio passato, riguardo al rapporto storico tra Etiopia ed Italia( dal primo tentativo di invasione da parte dell'Italia nel 1896, la battaglia di Dire Adua,alla invasione italiana del 1935 e all'uso del gas mostarda in Etiopia).

La scrittrice etiopica-americana Maaza Mengiste ha scritto:”Affrontare gli eventi dolorosi del passato cementa la memoria collettiva e contribuisce a creare una vocabolario del pentimento. Riavvicina quanti ebbero il potere di ferire e quanti hanno il potere di perdonare”.3

 

Fonti: G.Casolaro, “Storia del quartiere Eribekantu, ovvero “é inutile che strilli”, Il Manifesto/Alias, Sabato 24 Agosto 2013, p.10; Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, Terra Nuova Edizioni-Associazione 46°Parallelo, 2012, p.108; M.Mengiste, Razzisti per tradizione, in Internazionale, n.113/119 Settembre 2013,N.107, p.29

Per saperne di più: Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba, http://www.iicaddisabeba.esteri.it/IIC_AddisAbeba/ ;http://www.facebook.com/gea.casolaro ; http://www.undo.net/it/mostra/158513

1AA.VV, Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo,Terra Nuova Edizioni- Associazione 46°Parallelo, 2012, p.108

2AA.VV,L'Enciclopedia Italiana, Treccani.it, www.treccani.it

3M.Mengiste, Razzisti per tradizione, in Internazionale, 113/19 Settembre 2013, n.107-p.29

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Filippine :processo di pace in crisi

Lunedì 9 Settembre centinaia di guerriglieri del Fronte nazionale di liberazione nazionale(Mnlf) , che reclamano uno stato islamico indipendente,sono giunti nella città di Zamboanga ( sull'isola di Mindanao, parte meridionale delle Filippine) ed hanno messo in atto una serie di azioni militari che ha provocato 104 vittime e circa 100 mila sfollati. L'esercito filippino ha lanciato razzi sui guerriglieri.In questa parte del Paese la minoranza islamica(4,6%) è concentrata in alcune zone dove é maggioranza rispetto alla componente cristiana(82,9%) e indigena.

Il Mnlf nel 1996 siglò un accordo di pace con il Governo di Manila. Questo accordo( che prevedeva la creazione della regione autonoma musulmana di Mindanao) fu sconfessato dal Fronte Moro di liberazione islamica(Milf). Nel 2012 , circa vent'anni dopo l'accordo di pace del'96 si è raggiunto un accordo tra il presidente Benigno Aquino jr e il Milf, che prevede la istituzione di un “sottostato” Bangsamoro per la comunità musulmana presente a Mindanao.

Organizzzioni non governative internazionali ed associazioni locali sostengono un accordo di pace inclusivo ,che

consideri tutte le realtà sul terreno.

 

Per saperne di più: Mindanao peace weavers, http://www.mindanaopeaceweavers.org/ ; F.Amaral,

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20130919/manip2pg/08/manip2pz/346014/ , Mindanao a ferro e fuoco, Il Manifesto,Giovedì 19 Settembre 2013,p.8; F.Whaley,Rebel rifts threaten peace in Phiippines,La Repubblica/The New Yotk Times International Weekly, Lunedì 23 Settembre 2013.

 

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Per i migranti e i rifugiati

Lunedì 30 Settembre una barca, a bordo vi erano circa duecento migranti(tra loro una donna incinta e venti bambini) partiti dalla Libia, si é arenata a Scicli, in provincia di Ragusa. Tredici persone sono morte nel tentativo di raggiungere la riva a nuoto dalla barca.

Pochi giorni Papa Francesco ha scritto un messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebrerà il 19 Gennaio 2014.

Riportiamo di seguito alcuni passaggi del messaggio scritto da Papa Francesco.

                                                                                   * * *

(...) E'impressionante il numero di persone che migra da un continente all'altro, così come di coloro che si spostano all'interno dei propri Paesi e delle proprie aree geografiche. i migranti e rifugiati non sono pedine sullo scacchiere dell'umanità, ma persone concrete: bambini, donne e uomini.

Purtroppo, mentre incoraggiamo lo sviluppo verso un mondo migliore, non possiamo tacere lo scandalo della povertà nelle sue varie dimensioni.La realtà delle migrazioni chiede di essere affrontata e gestita in modo nuovo, equo ed efficace. I mezzi di comunicazione sociale, in questo campo, hanno un ruolo di grandi responsabilità: tocca a loro, infatti, smascherare stereotipi e offrire corrette informazioni, dove capiterà di denunciare l'errore di alcuni, ma anche di descriverne l'onestà, la rettitudine e la grandezza d'animo dei più.

Fonte: L'Osservatore Romano, Ogni terra straniera é patria, Mercoledì 25 Settembre 2013, p.8

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Testimonianze sul campo: Borbòn, Ecuador

2 Ottobre, Giornata dedicata alla non- violenza.
Il mondo dedica questa giornata alla non-violenza. Nel giorno della nascita del gran profeta Gandhi, ci fermiamo a riflettere su ciò che significò la sua lotta non violenta (così come quella di Mandela, Luther King e molti altri). Forse avremmo bisogno che questo giorno durasse tutto l’anno.
Nel contesto dove vivo, le situazioni di violenza la fanno da padrone. Attenzione, non mi riferisco solo alla violenza fisica (comunque presente), ma a tutti i tipi di violenza che in modi mascherati fanno parte delle nostre giornate.
Una delle frasi che mi feriscono di più è “ti ammazzo”, diretta da una mamma al figlio o figlia ogni qualvolta non si comporta bene o combina qualche marachella. Forse sono troppo attaccato alla parola, e dovrei capire meglio il contesto, la situazione nella quale si pronuncia questa frase. Ma nel fondo credo che sarebbe molto meglio evitarla perché, forse i bambini non riescono ad avere certi criteri per differenziare una situazione dall’altra….e se lo credessero davvero?
Un’altra mazzata che ricevo spesso è il disprezzo verso lo spazio pubblico. È molto comune vedere adulti, imitati ovviamente dai più piccoli, gettare qualsiasi tipo di spazzatura per strada o nel campo del vicino. Qualcuno passerà a pulire…sembra che fossimo le uniche creature su questa terra, senza rispetto per gli altri e per l’ambiente. E qui, molto concretamente la natura comincia a stancarsi di questo comportamento, restituendoci tutto ciò che le stiamo facendo attraverso fiumi inquinati, frane e un clima pazzo, imprevedibile.
E poi la competizione esasperata, dove non conta più partecipare, ma vincere, a tutti i costi. Nel gioco importante l’agonismo, ma non deve essere portato all’esasperazione. Ecco, qui sembra che la vita si consideri come un gioco, nel quale per vincere, devo calpestare tutti gli altri. Ricordo bene un film visto qualche tempo fa, “Hunger games”, che descrive quest’idea molto bene. Solo che la vita non è un gioco, e nemmeno un film !!
Insomma caro Gandhi, siamo ancora molto lontani dal tuo pensiero, dal tuo esempio. Mi piacerebbe davvero che si moltiplicassero iniziative di appoggio, solidarietà e condivisione. La sfida è davvero grande, con un mostro che ha anni o decenni d’esperienza, e mezzi tecnici poderosi per farci vedere solamente un modello di umanità: quella del successo, del denaro e dell’autorealizzazione, costi quel che costi.
Stiamo iniziando anche il mese missionario. E per me, che ho fatto della missione una scelta di vita, è un ricominciare ad andare fuori, ad uscire da me stesso, proprio per prestare maggior attenzione a colui che ne ha bisogno. E il successo, i soldi e la realizzazione personale? Certo, nel fondo un po’ tutti ci portiamo dentro queste piaghe. È una lotta interiore costante….ma che grande gioia quando possiamo davvero servire in modo disinteressato !!!  È una sensazione profonda che non si può barattare con nient’altro.
Allora “coraggio e avanti” diceva Daniele Comboni. Non ci spaventiamo se tutto ciò che ci troviamo di fronte è una strada in salita, in qualche parte del cammino troveremo sempre qualcuno che ha bisogno di una mano, un appoggio, un sostegno….e forse noi stessi saremo aiutati a risollevarci da qualche buon samaritano.
Caro Gandhi, di certo nulla di tutto ciò che potremmo ottenere con la forza, con la violenza in questa nostra vita ci potrà rendere felici. Invece ci sarà da sudare, da rischiare e soffrire, o dare la vita (come hai fatto tu), senza vedere il frutto dello sforzo e della fatica, affinché altri possano capire e ricominciare a vivere. Però stavolta in pienezza, spendendosi per i più piccoli, senza cercare il proprio successo.  
Un caro saluto di pace a tutti e buon mese della missione,
Simone
 
* Simone Bauce, missionario comboniano in Ecuador, é l'autore dell'articolo.
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Desmond Tutu, Nobel per la pace 1984, in difesa della Corte Penale Internazionale

Riportiamo di seguito l'articolo scritto da Desmond Tutu, religioso sudafricano e Premio Nobel per la pace 1984, in merito alle intenzioni da parte di alcune nazioni africane di uscire dalla Corte Penale Internazionale.

L'articolo è stato pubblicato dalla organizzazione internazionale Avaaz, una rete di 26 milioni di individui, che intende sensibilizzare i cittadini di ogni parte del mondo sulle decisioni globali.

 

***

 

Cari amici di Avaaz,
 



Tra due giorni i capi di stato africani potrebbero votare per uscire dalla Corte Penale Internazionale, mutilando una delle maggiori speranze per combattere genocidi e crimini contro l'umanità. So che assieme possiamo fermare tutto ciò. Unisciti a me per fare pressione alle voci più ragionevoli all'interno dell'Unione Africana affinché difendano la giustizia e il senso di responsabilità: proteggiamo questa importantissima istituzione:


Tra soli due giorni i leader di tutta l'Africa potrebbero fare a pezzi una delle più importanti istituzioni internazionali, rendendo il mondo un luogo molto più pericoloso.

La Corte Penale Internazionale è il primo e solo tribunale a livello globale a giudicare crimini contro l'umanità. Ma i capi di stati come Sudan e Kenya, colpevoli di spargere terrore nei loro stessi paesi, stanno cercando di convincere l'Africa a lasciare questo tribunale internazionale, e avere così la libertà di uccidere, stuprare, e istigare odio senza poi doverne subire conseguenze.
 
Sono sicuro che assieme possiamo impedire che questo succeda. E lo possiamo fare lanciando un appello alle voci più ragionevoli nell'Unione Africana – Nigeria e Sud Africa – affinché si facciano sentire e facciano in modo che si assicuri giustizia ai perseguitati tramite la Corte Penale Internazionale. Unisciti a me aggiungendo  ora i l tuo nome alla petizione e poi condividila con tutti: non appena raggiungeremo 1 milione di persone, consegneremo la nostra petizione nel bel mezzo della sala conferenze dove si stanno riunendo i leader dell'Unione Africana ad Addis Abeba:

https://secure.avaaz.org/it/justice_for_africa_icc/?bvgcccb&v=30070

Nei miei anni di lavoro, viaggi, vita vissuta, la lotta per la giustizia è stata lunga e difficile. Ho visto davvero il peggio in Darfur e Rwanda, ma anche il meglio nella riconciliazione in Sud Africa. Durante questo viaggio, ho visto grandi passi in avanti per proteggere i deboli dai forti. La Corte Penale Internazionale è uno dei nostri fari di speranza.

Questa minaccia alla Corte Penale Internazionale è iniziata precisamente perché quel tribunale stava facendo il suo lavoro. Ha accusato il vice-presidente del Kenya di aver ucciso uomini che manifestavano contro di lui durante le elezioni e il presidente del Sudan per aver ucciso donne e bambini in Darfur. Ora il Kenya e il Sudan stanno facendo pressione sul resto dell'Africa affinché si abbandoni questo tribunale distruggendo le sue possibilità di successo.  

Ma in Darfur, Congo, Costa d'Avorio e Kenya la Corte Penale Internazionale ha giocato un ruolo chiave nel portare speranza a tutti quelli che erano stati terrorizzati da eserciti, milizie e folli che facevano stragi di innocenti.  E' stata una luce che illuminato il buio e non possiamo permettere che la spengano.

Il principale argomento di alcuni di questi leader con la coscienza sporca è che la Corte Penale Internazionale è un tribunale dell'inquisizione occidentale visto che molte delle indagini sono avvenute in Africa. Ma non potrebbero avere più torto. Si tratta di una istituzione creata tra gli altri da 20 paesi africani, 5 dei 18 giudici della corte sono africani e addirittura il capo dell'accusa è africano. 

Questo fine settimana sarà il giorno del giudizio. I leader africani decideranno di stare dalla parte della giustizia o dell'ingiustizia? Con i sopravvissuti e le vittime cadute delle guerra o con i tiranni e gli oppressori? E' il momento di fare una scelta. Unisciti a noi nel chiedere ai leader africani di stare dalla parte della giustizia e sostenere la Corte Penale Internazionale:

https://secure.avaaz.org/it/justice_for_africa_icc/ ?bvgcccb&v=30070

Ho visto alcuni dei più luminosi momenti nella storia dell'umanità, in cui abbiamo portato speranza davvero a moltissime persone. Questa è una possibilità unica di farlo di nuovo, assieme.

Con speranza e profonda stima per questa comunità,

Desmond Tutu

Ulteriori informazioni:

Unione Africana: a ottobre riunione sullo Statuto di Roma (Atlas Web)
http://atlasweb.it/2013/09/23/unione-africana-a-ottobre-riunione-sullo-statuto-di-roma-579.html

Kenya, dopo Nairobi riparte il processo ai vertici (Il Fatto Quotidiano)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/08/kenya-tra-sangue-e-processi/736506/

Biografia di Desmond Tutu (HumanRights.com)
http://www.humanrights.com/it/voices-for-human-rights/desmond-tutu.html

"Abbandono della Corte Penale Internazionale un'onta per l'Africa", Kofi Annan (L'Antidiplomatico)
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=8&pg=5550

Kenya ai ferri corti con la Corte Penale Internazionale (L'Indro)
http://www.lindro.it/politica/2013-09-06/98290-kenya-ai-ferri-corti-con-la-corte-penale-internazionale

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Filippine :processo di pace in crisi

Lunedì 9 Settembre centinaia di guerriglieri del Fronte nazionale di liberazione nazionale(Mnlf) , che reclamano uno stato islamico indipendente,sono giunti nella città di Zamboanga ( sull'isola di Mindanao, parte meridionale delle Filippine) ed hanno messo in atto una serie di azioni militari che ha provocato 104 vittime e circa 100 mila sfollati. L'esercito filippino ha lanciato razzi sui guerriglieri.In questa parte del Paese la minoranza islamica(4,6%) è concentrata in alcune zone dove é maggioranza rispetto alla componente cristiana(82,9%) e indigena.

Il Mnlf nel 1996 siglò un accordo di pace con il Governo di Manila. Questo accordo( che prevedeva la creazione della regione autonoma musulmana di Mindanao) fu sconfessato dal Fronte Moro di liberazione islamica(Milf). Nel 2012 , circa vent'anni dopo l'accordo di pace del'96 si è raggiunto un accordo tra il presidente Benigno Aquino jr e il Milf, che prevede la istituzione di un “sottostato” Bangsamoro per la comunità musulmana presente a Mindanao.

Organizzzioni non governative internazionali ed associazioni locali sostengono un accordo di pace inclusivo ,che

consideri tutte le realtà sul terreno.

 

Per saperne di più: Mindanao peace weavers, http://www.mindanaopeaceweavers.org/ ; F.Amaral,

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20130919/manip2pg/08/manip2pz/346014/ , Mindanao a ferro e fuoco, Il Manifesto,Giovedì 19 Settembre 2013,p.8; F.Whaley,Rebel rifts threaten peace in Phiippines,La Repubblica/The New Yotk Times International Weekly, Lunedì 23 Settembre 2013.

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