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Contributi ed Approfondimenti

Contributi ed Approfondimenti (334)

Afghanistan: numero di vittime civili nel 2015/ Relazione Nazioni Unite

L'anno 2015 è stato il più sanguinolento per i civili in Afghanistan dal 2009, data in cui le Nazioni Unite iniziarono a contare il numero di persone uccise o ferite nel corso del conflitto armato. Nel rapporto annuale divulgato dalle Nazioni Unite emergono i seguenti dati: il conflitto ha provocato 11 002 vittime civili, una cifra in aumento del 4% in confronto al rapporto del 2014.
Il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, Nicholas Hayson, ha dichiarato che" il male inflitto ai civili è inaccettabile". I combattimenti - tra talebani, esercito di Kabul- sul territorio e gli attentati nelle aree popolate sono descritte come la causa principale dei decessi tra la popolazione nel 2015.
Una vittima - della guerra- su quattro è stata un bambino nel 2015, così pure una vittima su due è stata una femmina. I talebani hanno moltiplicato gli attentati e le offensive militari negli ultimi mesi.

Il numero di vittime civili dovute all'azione delle forze straniere è aumentato del 9%.

Fonte: Afghanistan: 11 000 civils tués ou blessés en 2015, un chiffre sans précédents, Le Monde,http://www.lemonde.fr/international/article/2016/02/14/afghanistan-11-000-civils-tues-ou-blesses-en-2015-un-chiffre-sans-precedent_4865079_3210.html

Per saperne di più: Unama, https://unama.unmissions.org/

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12 Febbraio 2016/Giornata mondiale contro l'uso dei bambini soldato.

 

In occasione della Giornata internazionale contro l'uso dei bambini soldato, che si celebra il 12 Febbraio,il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia ( Unicef)ricorda che decine di migliaia di bambini vengono reclutati e utilizzati nei conflitti in tutto il mondo. Secondo il rapporto di UNICEF UK Ending the Recruitment and the Use of Children in Armed Conflict”, i bambini vengono utilizzati in vari modi dalle forze e dai gruppi armati, come combattenti, cuochi, facchini, messaggeri, spie o sono sottoposti a sfruttamento sessuale.

In Iraq e in Siria, la proliferazione di gruppi armati e l’avanzamento militare dell'ISIS hanno reso i bambini ancora più vulnerabili al reclutamento.

Bambini di 12 anni subiscono l'addestramento militare, oltre ad essere utilizzati come informatori e guardie ai posti di blocco e in altri luoghi strategici.

In altri conflitti, gruppi armati continuano a reclutare e rapire minorenni. Avviene in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Somaliae Sud Sudan.

Complessivamente, nel 2015 l'UNICEF ha assicurato il rilascio di più di 10.000 minori da eserciti regolari o gruppi armati, e ha contribuito a reintegrare socialmente 8.000 di essi. 

 

Fonte: Unicef, http://www.unicef.it/doc/6673/bambini-soldato-giornata-mondiale-2016.htm

 

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Essere in pace. Amleto nei campi profughi.

Lo scorso 3 Febbraio la compagnia di teatro Globe to Globe Hamlet ha messo in scena la tragedia di William Shakespeare, Amleto, nel campo profughi di Calais, nel nord della Francia, in cui sono presenti oltre cinquemila persone.
Le attrici e gli attori della compagnia  promuovono- dal 24 Aprile 2014,in occasione del 450°anniversario della nascita di Sahakespeare-  nel mondo l'opera del drammaturgo e poeta inglese. Amleto è stato realizzato in più di 150 nazioni: dal Buthan alla Tanzania. Più di 100.000 persone hanno assistito alla rappresentazione teatrale. Importante sottolineare che la compagnia ha portato il testo di Shakespeare nella are più inaccessibili del globo: campi profughi  al confine tra la Giordania e la Siria, in Camerun e nella Repubblica di Gibuti.

Fonte: Amleto a Calais, Internazionale, 12/18 Febbraio 2016, n.1140, www.internazionale.it

Per saperne di più: http://globetoglobe.shakespearesglobe.com/

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Iraq: un mosaico complesso.

 Mercoledì 10 Febbraio 2016, il premier iracheno Haydar al-Abadi ha incontrato, a Palazo Chigi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi e successivamente, in Vaticano, è stato ricevuto da Papa Francesco.
Riportiamo sul sito, alla attenzione delle amiche e degli amici di Lapaco, il dossier, Iraq: le tessere di un mosaico complesso, elaborato dall'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale( Ipsi).

Fonte:http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/iraq-le-tessere-di-un-mosaico-complesso-14567

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Cooperazione internazionale/XXXII°Corso di formazione volontari.

Ogni anno Energia per i diritti umani organizza corsi per la formazione di nuovi volontari e di chiunque voglia avvicinarsi al mondo della cooperazione internazionale o approfondire le proprie conoscenze in tale ambito.

Gli incontri hanno sia lo scopo di presentare l’associazione, i nostri progetti e il nostro punto di vista sulla cooperazione nei paesi in via di sviluppo, che quello di fornire alcune basi tecniche per muovere i primi passi nella progettazione di azioni di cooperazione dal basso in paesi quali Senegal, Gambia ed India.

In quanto Umanisti, crediamo che il cambiamento sociale a cui aspiriamo debba essere accompagnato da un cambiamento personale di chiunque abbia il coraggio e l’energia di impegnarsi per gli altri. Coerentemente con questo, i corsi di formazione sono arricchiti da workshop teorico-pratici in cui si approfondiscono gli aspetti emotivi e relazionali che inevitabilmente rappresentano parte fondamentale dell’esperienza di un volontario, che si trovi a collaborare con altri provenienti da paesi e culture molto differenti dalla propria, spesso in situazioni di povertà e disagio.

Gli incontri sono settimanali ed i corsi sono arricchiti anche dalla partecipazione di esperti esterni all’associazione, che garantiscono una formazione completa e di qualità a chiunque voglia affacciarsi al mondo del volontariato e della cooperazione internazionale.

Alla fine di ciascun corso i partecipanti hanno l’occasione di prendere parte attiva alla vita dell’associazione tramite l’inserimento in una delle equipe di lavoro che gestiscono i progetti, così come partecipando ai viaggi in Senegal, Gambia e India per avere un’esperienza diretta di cosa vuol dire fare cooperazione dal basso in paesi in via di sviluppo.

Qui di seguito il programma e gli ospiti del 32° corso di formazione che si terrà quest’anno a partire dal 2 marzo.

Gli incontri si terranno presso la sede dell’associazione in via degli Equi 45 (San Lorenzo) a Roma, tranne quelli contrasegnati dall’asterisco (*) che si terranno presso il Parco di Studio e Riflessione di Attigliano (TR).

Per informazioni e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


PROGRAMMA

  1. Mercoledì 02/03/16 ore 20.00-23.00
    Aperitivo di benvenuto, presentazione dell’associazione e programma del corso
  2. Mercoledì 09/03/16 ore 20.00-23.00
    Diritti umani e Nuovo Umanesimo. I principi di reciprocità ed autorganizzazione.
    Ospite: Andrea Galasso, storytelling e nonviolenza con “Accentrica”.
  3. Mercoledì 16/03/16 ore 20.00-23.00
    I progetti di sviluppo umano dell’associazione in Senegal, Gambia, India e Italia. Dinamiche coloniali. Storia e cultura del Senegal.
    Ospite: Alessandro Volterra, Prof. associato di Storia ed istituzioni dell’Africa e Africa Contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche – Roma Tre.
  4. Domenica 20/03/16 ore 10.00-20.00 (*) 
    Lavoro personale su tecniche di rilassamento, riconoscimento delle proprie virtù e loro applicazione nelle azioni verso gli altri.
  5. Mercoledì 23/03/16 ore 20.00-23.00
    Luci e ombre della cooperazione internazionale. L’azione in rete come presupposto dello sviluppo sociale.
    Ospite: Luciano Carrino, Presidente KIP, Vicepresidente del Gruppo dell’OCSE/DAC per la lotta contro la povertà.
  6. Mercoledì 06/04/16 ore 20.00-23.00
    Diritto al cibo e alla terra: il fenomeno del “land grabbing” e la speculazione sugli alimenti. I progetti agricoli di Energia per i Diritti Umani in Gambia e Senegal.
    Ospite: Piero Riccardi, giornalista di Report, autore dell’inchiesta sul fenomeno del land grabbing in Africa e del libro “Riprendiamoci il cibo” (Ecra Editore).
  7. Mercoledì 13/04/16 ore 20.00-23.00
    Economia e beni comuni. I progetti di microcredito dell’associazione in Senegal, Gambia e India. Fund raising e autofinanziamento nei progetti di sviluppo umano.
  8. Sabato 16/04/16  e domenica 17/04/16 ore 10.00-20.00 (*) 
    La metodologia di azione nonviolenta. La relazione interpersonale ed il riconoscimento dell’altro come base delle azioni di sviluppo umano. Cooperare nella diversità culturale. Diritti dell’infanzia, sanità e istruzione in Senegal. L’educazione come presupposto dell’avanzamento sociale. Progetti di sostegno scolastico e sanitario in Senegal, Gambia e India.
  9. Mercoledì 20/04/16 ore 20.00-23.00
    Diritti di genere tra nord e sud del mondo. La rete di “Keur Marietou” e l’emancipazione femminile in Senegal.
    Ospite: Francesca Lulli, Prof.ssa di Antropologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma.
  10. Mercoledì 27/04/16 ore 20.00-23.00
    Ciclo di un progetto: dalla teoria alla pratica. Campi di lavoro in Senegal, Gambia e India. Viaggi dei volontari.
  11. Sabato 30/04/16 ore 10.00-20.00
    Workshop pratico con le equipe di Energia per i Diritti Umani. Valutazione congiunta di fine corso ed inserimento nelle equipe di lavoro.
    Fonte: http://energiaperidirittiumani.it/corso-di-formazione-volontari-2016/
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Egitto/ Giulio Regeni, 28 anni, trovato morto in un fosso con segni di tortura.

Il ministero degli esteri italiano ha confermato la morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano di 28 anni scomparso al Cairo, in Egitto, il 25 gennaio. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore egiziano per chiedere chiarificazioni sull’accaduto. Cosa sappiamo e cosa non sappiamo finora della morte del ragazzo italiano e del ritrovamento del suo cadavere:

  • Giulio Regeni, 28 anni, ricercatore italiano originario di Fiumicello, in provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, è stato ritrovato in un fosso a Giza, nella periferia del Cairo, in Egitto, sulla strada che collega il Cairo ad Alessandria. Il corpo era seminudo.
  • Regeni stava conseguendo un dottorato a Cambridge e si era trasferito al Cairo a settembre per studiare i cambiamenti dell’economia egiziana dopo la rivoluzione.
  • Era scomparso il 25 gennaio, nel giorno dell’anniversario dell’inizio delle proteste che hanno portato alla destituzione dell’ex presidente Hosni Mubarak nel 2011. Regeni stava andando a piedi a un appuntamento con un suo amico.
  • L’Egitto ha aperto un’inchiesta sulla morte del ragazzo ed è stata fatta un’autopsia sul cadavere.
  • Sulla dinamica della morte ci sono due ipotesi contrastanti: la polizia sostiene che Regeni sia morto in un incidente stradale, mentre la procura ha detto all’Associated Press che l’ipotesi più plausibile è quella dell’omicidio, perché il corpo del ragazzo riportava segni inequivocabili di tortura come coltellate, bruciature di sigaretta, ecchimosi.
  • Regeni è scomparso intorno alle 20 del 25 gennaio, il ragazzo stava andando a trovare degli amici per un compleanno. Si stava spostando a piedi tra il quartiere di El Dokki, sulla sponda sinistra del Nilo, e il centro della città, diretto dalla stazione della metropolitana di Bohoot a quella di Bab Al Louq, circa cinque chilometri in linea d’aria più a ovest, nei pressi di piazza Tahrir.
  • Il quotidiano il Manifesto riporta la testimonianza di una donna, una giornalista egiziana, che avrebbe assistito all’arresto da parte della polizia di uno straniero a Giza.
  • Giuseppe Acconcia, giornalista del Manifesto, ha raccontato che Regeni scriveva per il Manifesto con uno pseudonimo, perché “aveva paura per la sua incolumità”. Il ragazzo, infatti, “si occupava soprattutto di movimenti operai e di sindacalismo indipendente”, e quindi aveva contatti con l’opposizione egiziana.
  • In Egitto negli ultimi anni sono scomparse molte persone, in particolare tra i sostenitori dei Fratelli musulmani e gli attivisti dell’opposizione e per i diritti umani.
  • La Farnesina ha convocato l’ambasciatore egiziano a Roma, Amr Mostafa Kamal Helmy, per chiedere chiarimenti sull’accaduto.
  • L’Italia ha chiesto la restituzione del corpo del ragazzo e manderà un gruppo di investigatori per seguire il caso.
  • Il ministero degli esteri egiziano a sua volta ha convocato Maurizio Massari, l’ambasciatore italiano al Cairo.
  • Fonte: Internazionale.it, http://www.internazionale.it/notizie/2016/02/04/giulio-regeni-cairo
  • Per saperne di più: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/morte-Regeni-Alfano-indagini-italia-dice-vogliamo-la-verita-e2069445-c784-44a5-966b-f2249948b248.html;
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Nazioni Unite/ Settimana mondiale dell'armonia interreligiosa.

Una settimana di eventi culturali e di Campagne di sensibilizzazione
In occasione di questa ricorrenza, che quest’anno si celebra dal 1° al 7 Febbraio, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite incoraggia gli Stati membri, le organizzazioni intergovernative e non governative, i leader dei movimenti interreligiosi e gli esponenti della società civile a diffondere il messaggio di armonia interreligiosa e di buona volontà nelle chiese del mondo, nelle moschee, sinagoghe, templi e altri luoghi di culto, ciascuno secondo le proprie tradizioni e convinzioni religiose e attraverso l’organizzazione di eventi culturali e campagne di sensibilizzazione.

L’adesione del Kaiciid
Alle diverse iniziative promosse per questa edizione, aderisce, tra gli altri, anche il Kaiciid, il Centro internazionale per il dialogo interreligioso e culturale “Re Abdullah Bin Abdulaziz”, fondato nel 2012 a Vienna da Arabia Saudita, Spagna e Austria e con la Santa Sede nel ruolo di organismo osservatore fondatore, per incoraggiare il dialogo tra i seguaci delle diverse religioni e culture del mondo, così da migliorare la cooperazione, il rispetto delle diversità, la giustizia e la pace. 

"Vespro della pace" a Vienna
Lunedì l’organizzazione ha partecipato “al Vespro per la Pace” nella celebre abbazia benedettina di Melk, a Vienna, insieme a diversi leader religiosi austriaci, ai membri del Corpo diplomatico presso l’Ocse ed esponenti della società civile. Ieri invece il Kaiciid e l’ambasciatore del Regno di Giordania, hanno invitato il Presidente austriaco Heinz Fischer a parlare dell’importanza del dialogo interreligioso per la soluzione dei tanti problemi che affliggono il mondo oggi, compreso quello della crisi dei rifugiati.

Fonte: http://it.radiovaticana.va/news/2016/02/03/settimana_mondiale_dell%E2%80%99armonia_interreligiosa/1205560

 

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"Storia del continente africano", Roma 6 Febbraio 2016.

Sabato 6 Febbraio 2016 alle 16.00 a Roma, presso la “Sala dei 42” dell’UPTER – Università Popolare di Roma (Palazzo Englefield, via Quattro novembre 157), José do Nascimento presenta il suo libro Storia del continente africano. Una lettura razionale e sintetica”. 

Insieme all’autore intervengono Alessandro Triulzi, storico dell’Africa Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Francesca Danese, Già Assessore Politiche Sociali e Abitative di Roma, Luigia Cagnetta e Suzanne Diku, responsabili della campagna “Anche le immagini uccidono” e Fortuna Ekutsu Mambulu, direttore dell’African Summer School. 

Modera il giornalista Stephen Ogongo. A seguire sarà offerto un aperitivo.

L’evento, realizzato in collaborazione con l’Upter e l’African Summer School, si inserisce nel calendario di eventi promossi da Redani (Rete della Diaspora Africana Nera in Italia) per la campagna di promozione sociale “Anche le immagini uccidono”.

L’occasione è quella di rileggere la storia del continente africano con un approccio critico e razionale, non più eurocentrico.

Un momento di studio e di riflessione importante, aperto a tutti e dedicato soprattutto agli operatori delle maggiori ONG, affinché finalmente si inizi a dialogare con l’Africa abbandonando retaggi storici e culturali radicati da troppo tempo. 

José Do Nascimento è giurista e politologo. Membro del CEI dell’Università di Paris Sud, è titolare della cattedra di diritto pubblico e di diritto del web. È membro del Research Team Members del MINDS, il Mandela Institute for Development Studies, che si occupa della realizzazione del programma di ricerca AHRS. È presidente e direttore dell’Arpema, dove svolge il programma di ricerca individuale “Les aspects modernes du patrimoine conceptuel et institutionnel des sociétés africaines précoloniales”.

La campagna di promozione sociale “Anche le immagini uccidono” è stata presentata il 20 novembre u.s. alla Camera dei Deputati di Roma e ha la durata di sei mesi. Ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di coinvolgere le istituzioni su un tema delicato e quanto mai attuale: l’uso indiscriminato delle immagini da parte delle associazioni e organizzazioni non governative per la raccolta fondi da destinare agli aiuti umanitari e alla solidarietà internazionale. 

Redani – Rete della Diaspora Africana Nera in Italia è un’associazione nata nel 2009 dalla volontà di un gruppo di cittadini di origine africana residenti sul territorio italiano con lo scopo di promuovere la tutela dei diritti della Diaspora Africana Nera, dei loro discendenti e dei nativi in Italia e all’estero, nonché la lotta al razzismo istituzionale, di genere, provenienza ed estrazione sociale, attraverso la realizzazione di conferenze, campagne, tavole rotonde e progetti di cooperazione e di sostegno ai migranti da e verso l’Africa. 

“Anche le immagini uccidono” è promossa da Redani in partenariato con Associazione Africafriends, Associazione Tam Tam d’Afrique, Associazione Comunità Eritrea a Roma e nel Lazio, Arising African, WFWP Federazione delle Donne nel Mondo per la Pace, Upter, Signis, Le Réseau, Peace words.

Media Partner Rivista Africa. Collaborano alla realizzazione della campagna Cesv, Stardust Village, Guiotto Graphic Design e il fotografo Marco Ambrosi.

Il progetto è finanziato da Ria Money Transfer e ha il patrocinio del Corpo Diplomatico Africano, Municipio IX di Roma Capitale e Fondazione Nilde Iotti.

Fonte:

http://www.africanews.it/storia-del-continente-africano-roma-6-febbraio-2016/

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Invito alla lettura/" Le mie signore di Sumpetar".

Nel 1994 Gabriella Ebano – apprezzata fotografa sociale ed etnografica – ha trascorso un lungo periodo nei campi profughi della Croazia, a sud di Spalato, durante la guerra in Bosnia, svolgendo attività di volontariato per un progetto internazionale di solidarietà.Le mie signore di Sumpetar è il diario di bordo, narrativo e fotografico, di quei giorni difficili. Un serrato racconto in prima persona, carico di suggestioni, con annotazioni e scritti personali, che parla di profonde lacerazioni tra i volontari, della cattiva gestione del progetto da parte delle associazioni, ma anche dei coinvolgimenti emotivi con molti ospiti dei campi, gente costretta a vivere in pessime ed estreme condizioni, in edifici fatiscenti e pericolosi, delle confidenze delle donne che, se pur dilaniate da odi e rancori, cercavano di sopravvivere a quel dramma.È anche la storia vera di un ritorno che porta l’autrice protagonista a ripercorrere, dopo venti anni, un itinerario fin nel cuore della Bosnia. Da Mostar a Sarajevo, tra turismo e memorie del passato. A Srebrenica, tra paesaggi da cartolina e il tragico genocidio. A Tuzla, durante l’incontro con le giovani volontarie di Bologna che ogni estate sono lì con i bambini dell’orfanotrofio.Tra i ricordi di ieri e la solidarietà del presente, dunque. Per continuare a sostenere le popolazioni che ancora oggi vivono, tra estremi disagi, una difficile condizione di vita in questa parte d’Europa così vicina a noi. Il libro di Gabriella Ebano è arricchito da una selezione di fotografie in biano e in nero che raccontano le persone incontrate  allora neiu campi profughi e da scatti che ritraggono la Bosnia d'oggi.

Fonte: http://www.navarraeditore.it/catalogo.html?page=shop.product_details&flypage=flypage-ask.tpl&product_id=168&category_id=13

 

 

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Unicef/Documento sull'intervento umanitario per i bambini.

Quasi 250 milioni di bambini- uno su nove- vivono in Paesi colpiti da conflitti. Lo ha diffuso, Mercoledì 27 Gennaio, il Fondo delle Nazioni Unite( Unicef) in un nuovo documento, Humanitarian Action Report 2016, sull'intervento umanitario per i bambini.

L'Unicef promuove una raccolta fondi da 2,8 miliardi di dollari per aiutare i bambini più vulnerabili. Per milioni di essi le guerre e i cambiamenti climatici provocano malattie, mancanza di cibo, interruzione del percorso scolastico. Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia ha stabilito di destinare un quarto dei fondi- pari al 25 per cento- all'istruzione dei bambini nelle aree di crisi. Cinque milioni saranno i bambini siriani all'interno del Paese o in quelli vicini.

Fonte: Unicef, http://www.unicef.it/Allegati/UNICEF_HAC_2016.pdf

 

 

 

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