Cecenia

Confini e territorio.

La Cecenia si estende sulle pendici settentrionali della catena montuosa del Caucaso. Confina a Nord e a Est con la regione russa del Daghestan, a Nord Ovest con la regione di Stavropol, a Ovest con la regione di Inguscezia e a Sud con la Georgia. Forma di Governo. Repubblica presidenziale. Superficie. 17 300.Popolazione. 1.269.100.Capitale.Grozny.

Origini crisi.

Alla fine del XVIII secolo la popolazione cecena( da oltre 2000 anni installata nel Caucaso del Nord) si oppose con forza alla dominazione russa. Fu dominata solo nel 1859 e conquistò la propria autonomia in seguito al collasso della Russia zarista( nel 1917).[1] I ceceni ( fortemente strutturati in clan e in consigli di anziani) alla fine degli Anni ’20 subirono persecuzioni antireligiose e repressioni di massa. Nel pieno dell’offensiva tedesca(1941-1942) i ceceni si distinsero per il loro coraggio e le loro capacità militari. Tuttavia, Stalin accusò loro di collaborazionismo con i tedeschi e nel 1944 annullò gli statuti della autonomia cecena( come repubblica autonoma la Cecenia, insieme all’Inguscezia, entrò a far parte dell’Unione Sovietica) e ordinò la deportazione della popolazione in Asia.[2] Nel 1957 Krusciov ripristinò l’autonomia della Cecenia e consentì ai ceceni( metà delle popolazione morì in Asia centrale) di ritornare nelle proprie terre. Molti presero la strada del ritorno ed altri scelsero di emigrare.[3] Il crollo dell’Unione Sovietica accentuò le mire indipendentiste della popolazione cecena. Nel 1990, il Congresso nazionale del popolo ceceno prese il potere. Il leader del Congresso, Djokar Doudaev, un generale dell’aviazione sovietica, fu eletto presidente della Repubblica il 27 Ottobre 1991. Il 1 Dicembre del 1991 la Cecenia si autoproclamò indipendente. Mosca dichiarò illegale l’autoproclamazione di indipendenza e cercò di fornire assistenza militare e finanziaria agli oppositori del generale Doudaev.[4] Due conflitti armati- particolarmente crudeli- tra l’esercito russo e le milizie cecene si ebbero nel 1994-1996 e nel 1999-2001, con attacchi aerei e attentati che hanno causato migliaia di vittime fra i civili e migliaia di profughi.[5] La prima guerra(1994-1996) si chiuse con molte vittime tra i civili ceceni, tra i 50.000 e gli 80.000 morti secondo le fonti più attendibili.[6] La seconda guerra(1999-2001) provocò almeno 80.000 vittime e 240.000 feriti.[7] Per molti analisti di politica internazionale il conflitto russo-ceceno fu il risultato di due elementi: 1). Le rivendicazioni storiche, etniche, religiose e territoriali. 2).Il territorio ceceno è sede di importanti giacimenti petroliferi di e di gas naturale.[8]

Crisi attuale.

Dal 2003 Mosca appoggia i gruppi ceceni che sono favorevoli a prendere il posto dell’esercito russo. Ma a parte qualche organizzazione umanitaria e intellettuale ( la giornalista Anna Politkovskaja ad esempio, che ha pagato con la propria vita la sua sete di verità sul conflitto russo-ceceno e il giornalista italiano Antonio Russo scomparso nel 2000 ) , le reazioni occidentali sul conflitto in Cecenia sono state vaghe e moderate, tenendo presente del valore strategico della Russia e della priorità, dopo gli attentati dell’11 Settembre 2001, accordata dalla precedente amministrazione statunitense alla lotta antiterrorista.[9] Il sistema politico imposto da Ramzan Kadyrov, presidente dal 2007 e figlio di Akhmad Kadyrov, presdiente della Cecenia nel 2003, é fragile. Sono frequenti attentati contro i militari russi e al contempo si accentua la corruzione tra gli amministratori locali .[10]Kadyrov figlio gode di una certa popolarità grazie alle ricostruzioni e allo spirito nazionalista e al controllo che esercita sull’islam. Nonostante ciò, le politiche di terrore del Governo di Kadyrov accentuano il numero di ceceni che fuggono per aggiungersi ai circa 70.000 presenti in Europa.[11] Il 16 Aprile 2009 l’esercito russo si è ritirato dalla regione, tuttavia circa 20.000 militari si trovano ancora sul territorio. Dal 2005 la guerriglia cecena è animata dagli islamisti wahhabiti e le difficili condizioni di vita portano numerosi giovani ad aderire a formazioni islamiche. La guerriglia cecena, nel corso degli anni ha compiuto brutali azioni terroristiche: nell’Ottobre 2002 la presa di 70 ostaggi nel teatro Dubrovka di Mosca. Muoiono 50 terroristi e 90 ostaggi. Nel Settembre 2004, l’azione nella scuola di Beslan, città dell’Ossezia . Morte 394 persone, di cui 156 bambini. Lo scorso 24 Gennaio un attentato, in seguito rivendicato da Dokka Umarov, leader dell’emirato del Caucaso, all’aeroporto di Domodedovo ha causato la morte di 36 civili e 100 feriti.

Scenari possibili.[12]

1).L’indipendenza. I ceceni sono divisi ed esausti dal conflitto armato. Le regioni vicine, Daghestan e Inguscezia, non intendono attuare il modello ceceno.2).La normalizzazione. Mosca punta sul sostegno economico, sulla ricostruzione e sulla presenza di responsabili ceceni con interessi legati a quelli di Mosca per normalizzare la situazione. Questo scenario è il frutto della modernizzazione politica della Russia in generale.

Cronologia degli eventi.

1922. Nasce la Repubblica autonoma di Cecenia.

1934. La Repubblica autonoma si trasforma in Regione autonoma ceceno-inguscia. 1936. Un decreto ristabilisce il nome di Repubblica autonoma di Cecenia.

1941. Stalin accusa la popolazione cecena di collaborazionismo con l’esercito tedesco e ordina la deportazione della popolazione in Asia centrale.

1944. Vengono annullati gli statuti dell’autonomia cecena.

1957. Krusciov ripristina l’autonomia della Cecenia. 1991. Il generale Drhokar Doudaev viene eletto, il 27 Ottobre, presidente della Repubblica cecena. Il 1Dicembre Doudaev proclama unilateralmente la Cecenia indipendente.

1994. Intervento militare dell’esercito russo in Cecenia. L’esercito russo non riesce ad ottenere il controllo del territorio.

1996.L’accordo di Khassaviurt (31 Agosto 1996) pone fine al conflitto russo-ceceno e concede alla Cecenia un’ampia autonomia.

1997. Aslan Maskhadov viene eletto presidente della Repubblica cecena.

1999.(Settembre) Riprende il conflitto russo-ceceno a seguito degli attentati contro edifici civili in Russia attribuiti alla guerriglia cecena e ad un’incursione di islamismi ceceni e daghestani nel Daghestan.

2000. Putin assume il controllo diretto della Cecenia e sospende ogni autonomia. Akhmad Kadyrov è nominato da Mosca a capo dell’amministrazione provvisoria. 2003. Kadyrov viene eletto presidente della Cecenia.

2004. Viene ucciso il presidente Kadyrov. 2005. Maskadov viene eletto presidente della Repubblica. Nel mese di Marzo viene ucciso.

2007. Viene eletto presidente Ramzan Kadyrov, figlio dell’ex presidente assassinato nel 2004.

2010. Il 19 Ottobre nella capitale cecena, Grozny, il Parlamento è colpito da un attacco suicida.

2011. 31 Agosto.Attentati kamikaze colpiscono Grozny. Otto le vittime e 18 feriti. Sei delle vittime sono agenti di polizia.

2013.5 Ottobre.Le autorità russe hanno riconosciuto, alla Corte di Strasburgo, di aver violato i diritti umani nel corso della operazione militare svolta in Cecenia, presso il villaggio di Aslandek Sheripovo, nel febbraio 2000.

Fonti: Atlante Geografico De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini, Novara,2010; P.Boniface,H.Védrine, Atlas des Crises et des Conflits, Armand Colin,2009; L.Galassi, Cecenia, la pace apparente,PeaceReporter,2011; J.Palmowsky( a cura di), Dizionario di storia del’900, IL Saggiatore,1998; L’Atlante di Le Monde Diplomatique/Il Manifesto, Italia, 2009; S.Cordellier (sous la direction de), Le dictionnaire historique et géopolitique du 20°siécle, Paris, 2002; G.Caputo, Russia le guerre cecene, in Popoli al buio, Edizioni Melograna, 2008.

Per saperne di più: Institute for War and Peace Reporting, www.iwpr.net/caucasus  ; Comitato ceceno, www.comite-tchtchenie.org  ; Amnesty International  http://50.amnesty.it/sites/default/files/Russia.pdf .

Filmografia: Il prigioniero del Caucaso, di Sergej Bodrov, Russia, 1996; Cecenia( il film racconta la storia del giornalista Antonio Russo che perse la vita nel 2000 in Cecenia), di Leonardo Giuliano, Italia,2004.

[1] J.Palmowski( a cura di),Dizionario di Storia del’900, Il Saggiatore, 1998, p.120
[2] P.Boniface,H.Védrine, Atlas des Crises et des Conflits,Armand Colin, 2009,p.41
[3] J.Palmowski(a cura di), ……….Ivi,p.120
[4] S.Cordellier( sous la direction de),Le dictionnaire historique et géopolitique du 20° siécle,La Dècouverte,Paris,2002,p.666
[5] AA.VV,Atlante De Agostini 2011,Istituto Geografico De Agostini, Novara,2010,p.935
[6] AA.VV,Cecenia, l’ordine del terrore vestito da normalizzazione,L’Atlante di Le Monde Diplomatique/Il Manifesto, Italia, 2009, p.144
[7] J.Palmowski( a cura di),Dizionario di Storia del’900,Il Saggiatore, 1998,p.120
[8] G.Caputo,”Russia, le due guerre cecene” in Popoli al buio. Diritti umani e conflitti nel mondo,Edizioni Melagrana,2008, pp.244-246
[9] P.Boniface,H.Védrine,Atlas des Crises et des Conflits,Armand Colin,2009,p.43
[10] L.Galassi,Cecenia, la pace apparente,PeaceReporter, 19/03/2011, http://it.peacereporter.net/articolo/20882/Cecenia%2C+la+pace+apparente  
[11] AA.VV,Cecenia,l’ordine del terrore vestito da normalizzazione,L’Atlante di Le Monde Diplomatique/Il Manifesto, Italia,2009,p.145
[12] P.Boniface,H.Védrine,Atlas des….p.43

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